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Borsa, i timori del premio Nobel sulle cinque big della tecnologia: "Se crollano, sarà un bagno di sangue"

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Apple, Microsoft, Facebook e Co possono crollare? Rischio bolla speculativa

Ma le aziende "più ricche e affascinanti" del mondo - Apple, Microsoft, Google, Facebook, Amazon, Alphabet - sono così sicure o sono un po' gonfiate in Borsa? Cosa accadrebbe se dovessero collassare, se la loro bolla dovesse esplodere? Potrebbe accadere quello che a Wall Street chiamano "bloody nightmare", ovvero un bagno di sangue. Le 5 regine del high tech sono anche le cinque più grandi società al mondo per valore in Borsa. I tre maggiori indici del mercato americano sono ai massimi storici e il paese sta entrando nell'ottavo anno consecutivo di crescita dopo la fine della crisi nel 2009.

A trascinare gli Usa sono proprio i giganti della tecnologia: Apple, Alphabet, Amazon, Facebook e Microsoft. "Ma quanto in alto ancora la Borsa può salire prima di bruciarsi come le ali di Icaro al sole?", si chiede Michael Hartnett, responsabile investimenti di Bank of America Merrill Lynch. Siamo forse di fronte alla più grossa bolla speculativa degli ultimi 10 anni? Possibile, proprio come accadde agli inizi degli anni Duemila con il crollo, repentino e inatteso, del Dow-Jones. Dunque, il responsabile di Merril Lynch elenca una serie di segnali che farebbero credere che il mercato tecnologico sia a rischio crollo

La capitalizzazione dei giganti della tecnologia americana è profondamente elevata rispetto all'economia reale. Ad esempio, solo i valori di Apple e Alphabet sommati (1.487 miliardi di dollari), sono superiori a quelli complessivi di tutti gli istituti bancari e finanziari dell'Europa e del Giappone. Il costo delle azioni delle due società sono arrivate fino a 1.000 dollari l'una. Da gennaio i titoli tecnologici si sono rivalutati più del 21%, la migliore performance dei settori dell'indice S&P500 che è cresciuta dell'8% complessivamente. Ma il 40% di questo balzo è dovuta alla crescita delle sole 5 grandi società regine del mercato mondiale. 

Per il fondatore della newsletter Edge, Anthony Mirhaydari, la concentrazione dei guadagni sulle big della tecnologia è anormale, "ma per essere equi, si deve ammettere che è giustificato. La crescita dei profitti - sottolinea - è solida". Sempre Hartnett aggiunge che "la crescita degli utili sarà del 16% che smentirebbe l'eccesso di valutazione" Ma il più grande esperto di bolle speculativa, il premio Nobel Robert Shiller, dice che i livelli delle azioni sono molto elevati e mette in guardia sul rischio di esplosione della bolla, anche se suggerisce di "non scappare subito da Wall Street". 

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Commenti all'articolo

  • dom67

    12 Giugno 2017 - 20:08

    Fino a quando ci sono i fessi che comprano i titoli.

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