Cerca

Occhio alla beffa

Dopo l'Imu, l'Iva: il governo troverà i soldi facendo saltare il bonus casa?

Coperta cortissima: per scongiurare l'aumento Iva servono 6 miliardi. Dove trovarli? Dalle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie

Enrico Letta

Enrico Letta

 

Al Tesoro la coperta è cortissima: lo sanno tutti, nel governo Letta e nell'eterogenea maggioranza che lo sostiene, ma di fronte a un'Italia al collasso ridurre il carico fiscale è ormai un obbligo, morale ed economico. Il guaio è che uno sforzo, notevole, è già stato fatto congelando (non eliminando) l'Imu sulla prima casa (o meglio, su parte delle prime case, come ha sottolineato il ministro degli Affari regionali Graziano Delrio secondo cui l'imposta "non sarà tolta tutta a tutti". L'impatto negativo sulle casse dello Stato, per ora, è sopportabile a stento. Cosa fare, dunque, con l'altra grana in arrivo, l'aumento dell'Iva dal 21 al 22 per cento?

La scadenza è immediata: dal 1 luglio salirà l'aliquota Iva ordinaria, l'obiettivo sarebbe scongiurare l'aumento anche se dal Pdl chiedono, per bocca di Maurizio Gasparri, anche di ridurla dal 21 al 20 per cento. Praticamente impossibile, visto che solo per la prima ipotesi servirebbero 4 miliardi l'anno più altri 2 miliardi per coprire il gettito mancato del solo secondo semestre 2013. Come fare? Mario Sensini, sul Corriere della Sera, lascia trapelare un'ipotesi che saprebbe di beffa per i contribuenti oltre che di ennesima mazzata per un settore, l'edilizia, già in ginocchio per crisi e Imu. Gli unici "risparmi" che l'Erario potrebbe trovare nel breve spazio del prossimo mese e mezzo, infatti, verrebbero dallo stop alle detrazioni fiscali del 55% sulle ristrutturazioni edilizie. Chi invoca infatti il soccorso indiretto dell'Unione europea, che potrebbe allargare le maglie del rigore, sottovaluta un aspetto: la chiusura della procedura d'infrazione per il deficit eccessivo, ricorda il sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta (Pd), "non libera risorse in automatico e il nodo finanziario resta". Dunque, la soluzione sarebbe la solita: con una mano qualcosa agli italiani e con l'altra toglierglielo di tasca.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • highlander5649

    24 Maggio 2013 - 21:09

    la tua è un'ottima idea. quasi simile alla vecchia IGE in vigore fino al 1972..era imposta che colpiva tutta la filiera con un misero 4% però tutti si lamentavano già come al solito.. l'iva è troppo complicata con leggi leggine circolari poi cool nuovo sistema reverse charge la confusione è massima. specie sulle aliquote. . con un'aliquota secca es. del 7 o 8% applicato su tre o quattro passaggi LO STATO INCASSA ben di più del *misero *21% l'unico problema è se considerare costo aziendale l'importo dell'ivn inclusa nel prezzo indicato in fattura da chi acquista, per semplicità direi di considerare il prezzo globalmente pagato come cost ed amen. senza fare distinguo: ce ne sono già troppi nell'intricatissima selva fiscale italiana. andrebbero bene 4 aliquote di cui una del 2% dedicata all'edilizia, (materiali attrezzature prestazioni, ristrutturazioni e vendite a corpo di fabbricati.

    Report

    Rispondi

  • osicran2

    23 Maggio 2013 - 19:07

    Per evitare l’aumento dell’IVA esiste un solo sistema, abolirla come imposta sul valore aggiunto e ripristinarla come imposta sul valore di negoziazione. Ora l’IVA prevede tutta una serie di rimborsi, si applica sul prezzo di beni e servizi in aggiunta a questi ultimi e, alla fine, va a gravare sull’utilizzatore finale. Se, invece l’applicassimo ad ogni negoziazione di beni e servizi , senza rimborsi, l’imposta andrebbe a gravare equamente su ogni soggetto della filiera. La riforma dovrebbe prevedere, inoltre, che tutti i prezzi siano espressi direttamente” I.V.N.”(imp. Su val. negoz.ne) inclusa, imposta che dovrebbe, poi, essere ricavata matematicamente. In tal modo potrebbe essere fortemente abbattuta l’aliquota. Da alcune proiezioni risulta che con un’aliquota del 10% si potrebbe ricavare un gettito fiscale del 21% dopo 3 transazioni e del 26-27% dopo 4 transazioni. I vantaggi per imprese produttive e per i consumatori sarebbero enormi e ciò porterebbe rispettivamente a competitiv

    Report

    Rispondi

  • Pierome

    22 Maggio 2013 - 17:05

    il PD! Cercheranno in tutti i modi di trovare i soldi per accontentare Berlusconi sull'IMU visto che dalla Svizzera per adesso o per molto tempo non arriverà il becco di un quattrino dato che tutto è è passato in mano all'Europa. Berlusconi ci aveva detto che se non c'erano i soldi pubblici a rimborsare l'IMU del 2012 lo avrebbe fatto lui con i suoi soldi o con i soldi di Mediaset. Quindi lo faccia così lo voterò anche io.

    Report

    Rispondi

  • highlander5649

    22 Maggio 2013 - 16:04

    TRE/QUATTRO SU TUTTE: IVA ALIQUOTA SECCA 7% per tutti i prodotti escl generi di prima necessità tassabili max 1% iva al 3% secco ad hoc su edilizia,tutto indetraibile e versabile al momento dell'incasso.2) Quota esente da imposte 9100 euro (700 al mese con 13a) aliquota minima 18 e massima 36% con progressione *lineare* proporzionale al reddito da 9100 euro a 91000 adozione degli scontrini parlanti con lotterie a premi in buoni acquisto beni consumo. viaggi, come a taiwan e s. paolo brasile. introduzione dello splitting tipo francese per coniuge e figli a carico pari a 0,50 unità per ogni familiare a carico. certo non è originale è plagio di sistemi fiscali altrui. ma l'*originale* italiano è quello che porta alla rovina le aziende e le famiglie. TEMO CHE LA ADOTTERANNO NEL 2525....

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog