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Mattone ai minimi storici,
ora sta per ripartire:
chi può, compri ora

Mattone ai minimi storici,
ora sta per ripartire:
chi può, compri ora

 

di Francesco De Dominicis

Il mattone non piace solo agli italiani. Certo:  crisi e tasse hanno un po’ frenato la corsa agli investimenti immobiliari. Ma la propensione delle famiglie del nostro Paese ad acquistare case  resta piuttosto alta. Specie in questo momento con i prezzi di mercato, secondo gli addetti ai lavori, ai minimi storici e affari a portata di mano. Di là dai listini, il  real estate è sempre un modo come un altro per mettere i risparmi al sicuro. Una moda che dentro i nostri confini - nonostante la mannaia fiscale sempre più severa - non passa mai e che, adesso, pare aver  contagiato pure gli stranieri ricchi. Come l’Emiro del Qatar che ha deciso di prendere casa in Italia.

 A Milano, per l’esattezza. Dove gli arabi hanno appena rilevato il 40% di Porta Nuova, l’ambizioso progetto di riqualificazione di una vasta area cittadina i cui edifici e grattacieli - a partire da quello che ospita la nuova sede di Unicredit - stanno cambiando lo skyline del capoluogo lombardo.

La notizia è stata annunciata giovedì scorso. Quando Hines, il gruppo immobiliare texano che sta sviluppando Porta Nuova, e Qatar Holdings, un pozzo di liquidità alimentato dal petrolio, hanno siglato una «partnership strategica»   che ha portato il fondo del Paese mediorientale all’interno del progetto che sta rivoluzionando un’area di 290 mila metri quadrati che insiste sui quartieri Garibaldi, Isola e Varesine, nelle immediate adiacenze della Stazione Garibaldi e di Corso Como. Porta Nuova non è quartiere dove si compra a prezzi bassi: per un metro quadro servono in media 9 mila euro e finora è stato venduto il 75% dei lotti offerti sul mercato (circa la metà del totale) mentre è stato affittato  il 60% degli uffici.

L’investimento arabo è da 700 milioni di euro. Una montagna di quattrini grazie alla quale Qatar Holding ha sottoscritto una partecipazione parti al 40%, mentre il restante 60% resta in mano agli attuali sponsor, in testa gli americani. Il progetto è in mano alla società di risparmio gestito Hines Italia e l’amministratore delegato, Manfredi Catella, nei giorni scorsi ha detto che l’operazione conferma come «Porta Nuova sia uno degli investimenti più interessanti nel settore immobiliare italiano» e «un segnale fondamentale per il sistema economico italiano e per il mercato dei capitali internazionali». In ogni caso, quello di Milano non è il primo investimento immobiliare dell’Emiro in Italia. Segno che gli affari col mattone, nella Penisola, non sono rari.  Il fondo il Qatar -  che ha partecipazioni nel Credit Suisse, nei  magazzini Harrods e nella squadra di calcio Paris Saint-Germain, ha  rilevato alcuni  esclusivi alberghi della Costa Smeralda.

Piovono soldi sul real estate made in Italy e  a beneficiarne sono pure i listini azionari. Fino allo scivolone di ieri, cagionato dalla tenaglia Cina-Giappone, a piazza Affari hanno corso i titoli immobiliari con Aedes e Gabetti in rialzo a doppia cifra. Magari l’Italia riparte dal mattone.

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