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Profondo rosso

Piazza Affari a picco: - 3,06%
In Europa bruciati 163 miliardi

Un giovedì nero sui listini: pesano i dati che arrivano dalla Cina

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Piazza Affari chiude in 'profondo rossò una seduta partita male, come nel resto d’Europa, sulla scia dell’improvvisa contrazione dell’indice Pmi manifatturiero cinese, sceso sotto 50 punti, e del timore che la Federal Reserve riduca gli stimoli all’economia Usa, in caso di un consolidamento della ripresa occupazionale. Sul fronte Eurozona, invece, l’indice Pmi segna a maggio 47,5 punti, in miglioramento rispetto ai 47 punti di aprile. A marzo le vendite al dettaglio in Italia sono scese dello 0,3% rispetto al mese di febbraio. Rispetto a marzo 2012, l’indice grezzo del totale delle vendite segna una flessione del 3%, secondo i dati Istat. Nel pomeriggio l’avvio incerto e subito negativo di Wall Street non ha contribuito a migliorare l’andamento dei listini europei già appesantiti da vendite diffuse. Al termine di una seduta pesante, Milano, meglia nera nel   'vecchio continentè, vede il Ftse Mib cedere il 3,06% e l’All Share il 2,90%. In forte ribasso anche Amsterdam a -1,85%, Bruxelles a -1,51%, Parigi a -2,07%, Francoforte a -2,10%, Londra a -2,10%, Madrid  a -1,40% e Lisbona a -1,16 per cento. In totale i listini continentali hanno ridotto la loro capitalizzazione di 163 miliardi di euro.

Focus Milano - A Piazza affari sono soprattutto i bancari a zavorrare il paniere principale non aiutati dal rialzo dello spread: nel pomeriggio il differenziale fra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi si è attestato a 262 punti portando il rendimento dei nostri  titoli al 4,05%. Le vendite hanno fatto crollare in particolare Mediobanca (-4,84%) e Ubi Banca (-4,54%), in discesa libera fin dal mattino. Forti ribassi anche Intesa SanPaolo (-4,31%), Banco Popolare (-4,18%), Unicredit (-3,93%), Banca Mps (-3,70%) e Banca Popolare dell’Emilia Romagna (-3,57%). Male il lusso con Salvatore Ferragamo a -4,15%, Luxottica a -3,24% e Tod’s a -2,09%. Giornata 'nera' anche per gli assicurativi   con Mediolanum a -4,11%, Generali a -3,28%. Giù gli industriali con Fiat Industrial a -4,11%, Prysmian a -3,97%, Mediaset a -3,91%, Campari a -3,89%, Pirelli a -3,63%, Stmicroelectronics a -3,39%., Ansaldo a -1,68% e Telecom a -1,66%. Ribassi anche per gli energetici con Eni a -2,60%, Enel -2,20% e A2a, più venduta, a -3,80%.

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Commenti all'articolo

  • bombadil

    25 Maggio 2013 - 11:11

    Se la Cina rallenta meglio per la produzione europea.Visto che ormai siamo inondati da qualsiasi cosa prodotta il Cina ma copiata da Italia stati uniti ed Europa in generale.Mi fanno ridere i vari politici che vaneggiano sulla creazione di nuovi posti di lavoro con astruse alchimie;per creare nuovi posti di lavoro basterebbe impedire alla Cina lo spionaggio intellettuale e obbligarli a produrre le loro cose con regole europee,nelle loro fabbriche.Ma questo non andrebbe bene ai colossi che fanno profitti in tutto il mondo ma producono a basso costo guarda il caso proprio in Cina.O no?..

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