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Le misure per il rilancio

Tasse, farmaci, lavoro: ecco cosa cambia

Il premier Enrico Letta

Il cosiddetto "Decreto Fare è  ancora solo una bozza, su cui il governo sta lavorando, da cui emergono però i punti nodali: semplificazioni amministrative per imprese e cittadini, credito d'imposta per i contratti agli under 35, Imu e Tares, quindi Iva, Fondi Ue, stretta sull'evasione fiscale e sanitometro. l'obiettivo è quello di arrivare all'appuntamento del 27 giugno con il Consiglio europeo con le carte in regola. Ma vediamo nel dettaglio come intende muoversi il governo Letta.

Semplificazioni e lavoro - Per rilanciare l'economia, il decreto che Letta si appresta a varare prevede innanzitutto delle semplificazioni burocratiche per le imprese sui diversi campi: sicurezza sul lavoro, norme sui contributi previdenziali, infrastrutture, permessi su appalti e costruzioni e vincoli ambientali. Il tema su cui il governo Letta ci ha messo la faccia è però quello della disoccupazione giovanile. I soldi non sono tanti, ma ci sarebbero circa 400 milioni di euro che l'esecutivo vorrebbe utilizzare per finanziare il credito d'imposta sulle assunzioni dei giovani a tempo indeterminato. Sotto la lente d'ingrandimento del governo c'è poi la riforma delle forme contrattuali atipiche. Così, il part-time verrebbe reso più flessibile, la cassa integrazione in deroga più rigida (per impedire gli abusi), mentre cadrebbe il vincolo dell'assunzione del 30 e del 50% degli apprendisti da parte delle imprese. 

Fondi Ue - Il rilancio dell'economia passa anche, anzi soprattuto, dall'Ue. Letta, innanzitutto, ha intenzione di chiedere di anticipare lo sblocco dei fondi del fondo Youth guarantee (400 milioni per l'Italia), destinati ai giovani nel periodo 2014-2020. Inoltre, sempre in sede europea, Letta proverà a far alleggerire i vincoli esistenti sui Fondi strutturali: l'Italia dovrà spendere 30 miliardi di euro entro il 2015 e l'idea è quella di dirottare parte di questi fondi per la riduzione del costo del lavoro e gli incentivi per le assunzioni dei giovani. 

Iva - C'è poi il tema del fisco, quello più incandescente. Il governo sta lavorando in maniera forsennata per impedire l'aumento dell'Iva dal 21 al 22% dal 1° luglio. Servono 2 miliardi  per il 2013 e 4 per gli anni successivi. Una delle ipotesi è quella di una revisione selettiva delle diverse aliquote vigenti per i diversi prodotti (quella agevolata del 4%, quella del 10% e quella ordinaria del 21%). Viste le difficoltà, è probabile però che il governo, come prima mossa rinvii di qualche mese l'entrata in vigore, guadagnando così tempo per reperire i fondi necessari al blocco dell'aumento. 

Imu e Tares - L'altro tema centrale, su cui innanzittuto il Pdl ci ha emsso la faccia, è quella della casa, ossia dell'Imu. Per ora, il pagamento è stato solo rinviato a settembre. Il Pdl chiede l'abolizione tout court, ma servono 4 miliardi. Alla fine, il compromesso si dovrebbe trovare su una forte riduzione della tassa, attraverso una serie di detrazioni, una franchigia legata al reddito familiare o l'abbassamento del  moltiplicatore catastale. Legata all'Imu c'è poi la Tares, la tassa sui rifiuti. Con la nuova riforma, la tassa sarà più cara di un miliardo, ma per il momento l'entrata in vigore è stata rinviata a settembre. La preoccupazione dell'esecutivo è quella di limitarne l'impatto sulle fasce più deboli, per cui l'ipotesi sarebbe quella legarla alla riforma dell'Imu, ovvero ridotta in base al reddito. 

Ticket sanitario - Eredità del governo Monti, nel 2014 ci sarà l'aumento dei ticket sanitari di circa 2 miliardi di euro. Un salasso, specie per le fasce più deboli della popolazione. Il governo, in questo caso, starebbe lavorando ad una riforma dei ticket, legandoli all'Isee. L'idea è quella di chiedere a ciascun cittadino un cotnributo alla sopesa sanitaria in base al proprio reddito. 

Lotta all'evasione - L'ultima questione è quella della lotta all'evasione fiscale. Inanzitutto, il governo ha prorogato fino a fine anno il regime di riscossione dei tributi locali di Equitalia. Dal 2014, ciascun comune dovrà fare da se. A giorni, poi, entrerà in vigore il cosiddetto Redditometro e al contempo saranno avviate le prime verifiche i9ncrociate dei dati bancari e finanziari. 

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Commenti all'articolo

  • sparviero

    14 Giugno 2013 - 14:02

    come da solito copione. Azzeriamo i rimborsi ai partiti, le tasse caleranno. Anche il tuo governo rispecchia il precedente Monti-Merkel. Per salvarci dobbiamo uscire dall'Europa.

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  • encol

    14 Giugno 2013 - 07:07

    Hai ragione e questo tema lo porto in evidenza da un anno senza successo naturalmente. Quando si tira in ballo la sanità tutti i cittadini sono d'accordo nel denunciare l'inefficienza del medico di base un autentico inutile e spesso dannoso passa carte. E' rimasto il "medico della mutua" preso magistralmente in giro dall'Albertone nazionale. Normalmente 8 su 10 sono catapultati dalle ASL, covo della corruzione, via raccomandazioni o perché figli di... Nessuna specializzazione, Punteggio di laurea appena sufficiente e con molti dubbi al riguardo, cultura clinica = a zero. Compenso medio Euro 5000/mese, questa l'indecenza oltre ai danni alla salute

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  • accanove

    12 Giugno 2013 - 18:06

    se si riducessero i 480 miliardi di spesa sanitaria del 20 % si intaccherebbero praticamente solo le tangenti e si reperirebbero quasi 90 miliardi, cifra pazzesca, perchè nessuno ha il coraggio di dire che la sanità costa così tanto perchè corrotta?

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  • futuro libero

    12 Giugno 2013 - 12:12

    E' sbagliato dire che un povero non deve avere una villa,potrebbe averla avuta in eredità,è giusto pagare una tassa sulla proprietà ma una tassa giusta non aumentata del 60%.Legare il ticket sanitario all'ISEE è una grande presa per i fondelli,solo i poverissimi i rom e gli extracomunitari potrebbero non pagarlo ma i poveri sarebbero costretti a pagare e anche molto specialmente i malati cronici che necessitano di molti controlli.Ricordiamoci poi che abbiamo tanti pensionati con una piccola pensione perchè non hanno mai lavorato ma che vivono di rendita.Ma possibile che nessuno pensi a tagliare prima di tassare?Ma i tagli non devono essere i nostri ma i loro.Oggi i nostri politici dicono tagliamo questo e tagliamo quello, poi scopri che è un modo nuovo di parlare,per non dire vi tasso dice vi taglio il servizio e quindi te lo devi pagare.

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