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La proposta di legge

Fratelli d'Italia: "Limite alle tasse nella Costituzione"

Crosetto, Meloni, La Russa: "L'imposizione non superi il 40% del Pil"

La Russa, Crosetto, Meloni

La Russa, Crosetto, Meloni

L'ultima stangata è quella introdotta dal governo Letta, il governo che non doveva alzare le tasse ma che invece le ha anticipate di tre mesi facendoci anche una cresta da 600 milioni di euro. Al "pacchetto" si aggiunge la pioggia di rincari sui bolli. Un tradimento vero e proprio, anzi un doppio tradimento, che arriva a stretto giro di posta dopo i mesi di stangate del governo Monti. Così, mentre si fa un gran parlare di modifiche della Costituzione, ecco spuntare una proposta di legge che vuole andare ad incidere sulla Carta, introducendo un nuovo inderogabile principio: il limite massimo di imposizione fiscale, fissato al 40% del prodotto interno lordo.

L'idea - La proposta è stata presentata da Fratelli d'Italia, ed è stata illustrata in conferenza stampa da Guido Crosetto, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa. Viene spiegato: "Si indirizza il legislatore ad intervenire su voci di bilancio di diversa natura" quando la pressione fiscale massima consentita non sia sufficiente a rispettare il vincolo del pareggio di bilancio, quest'ultimo già introdotto nella Costituzione. Un escamotage, insomma, per vincolare lo Stato a non tartassare ancora di più gli italiani, soggetti a una pressione fiscale reale superiore al 53%, una percentuale che non ha eguali nel mondo.

Come fare - Nel corso della presentazione, i Fratelli d'Italia hanno spiegato: "Pensiamo ai tagli alla spesa pubblica, a rendere più efficiente la lotta all'evasione, alla piena utilizzazione dei fondi comunitari". Un pacchetto di interventi a cui introdurre anche la riduzione dello stop al debito, come la vendita di parte del patrimonio immobiliare pubblico - sempre discussa, mai realizzata -, la valorizzazione delle concessioni di Stato, la vendita di società non strategiche e partecipate, la stipula di un accordo con la Svizzera che consenta di tassare i capitali nascosti nei forzieri delle banche elvetiche.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    28 June 2013 - 19:07

    Le imposte sono dovute per la macchina statale. Percio' le riduzioni devono essere precedute da altra politica economico-sociale e finanziaria. Si possono tagliare se si taglia il sociale (bistrattato); gli sprechi, le spese, insomma. Oppure se l'economia ha un boom che consente-a parità di aliquota- di incassare più imposte - e tasse. Vedo che nel campo c'é troppa ignoranza. Persino Brunetta dice che il vantaggio é una partita di giro. Lo scopre adesso? Se non ci sono piu' introiti per quello detto sopra, o si aumenta il debito oppure si toglie a destra per dare a manca.Troppo ovvio. Percio' il debito é un grosso handicap

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  • imahfu

    28 June 2013 - 19:07

    Io ho girato almeno sei paesi in Europa e sono 4 giorni alla settimana in Francia. Tu stai dicendo sciocchezze grandi come una casa, poiché pago imposte in Francia, prima in Belgio ecc.. non ho mai visto quello che tu dici. Forse negli USA ma non conosco la loro fiscalità.

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  • highlander5649

    28 June 2013 - 10:10

    il 40% deve essere onnicomprensivo di tutte le tasse dirette ed indirette, iva compresa. se l'aliquota iva fosse ad es. un 7% secco senza detrazione e l'imposta sul reddito personale al 33% massimo ecco che il 40% può starci. eppoi in costituzione deve essere messo un articolo che riguarda la semplificazione e l'economicita del sistemma fiscale. il fisco deve essere a)semplice poche tasse e pochi fronzoli: economico. non devono essere fatte pagare le commissioni con chi versa telematicamente o con carta di credito.efficienza nei controlli se effettuati col metodo a controllo incrociato. la spesa di un contribuente (spese effettuate presso soggetti che hanno come clienti i privati essenzialmente) impariamo dalla svizzera TASSA POCO PERCHè SPENDE POCO.. e non è stato dela ue.

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  • libero

    28 June 2013 - 10:10

    guarda che sei tu che devi informarti e riflettere:la verita' che mai si dice e' che a parita' di aliquote con l'europa la differenza e' sostanziale. Uno che percepisce uno stipendio di 1200 E,e ha un'aliquota del 30% ,paga E 360 mentre all'estero l'aliquota ipotetica del 30% si applica non sul reddito complessivo dei 1200 E,ma su cio' che e' rimasto dedotte tasse e spese ovvero se da 1200 E deduco l'affitto,luce,gas.acqua,rifiuti,spese mediche,tasse varie,cibo ,vestiario e tutto cio' che spendiamo,la differenza e' ben diversa:non ti pare?Considera che grazie ai sindacati che ci hanno fregato col sostituto d'imposta,dobbiamo anche pagare i caf per fare la denuncia dei redditi,spesa non detraibile,naturalmente,mentre all'estero questo non esiste.

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