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La scalata

Tornano gli Agnelli
e si prendono il Corriere

La Fiat rastrella in Borsa i diritti di Rcs e sale al 20,1 per cento del capitale. E già si parla di Calabresi alla direzione

John Elkann

John Elkann

La Fiat ha conquistato il controllo del Corriere della Sera. Avrà il 20,1% del capitale al termine dell'aumento di capitale da 421 milioni appena concluso. L'investimento totale si aggira intorno agli 80 miliardi e segna una svolta nel futuro di via Solferino. Gli altri componenti del salotto buono hanno già manifestato l'intenzione di ritirarsi. La stessa Mediobanca, fino a poche ore fa primo azionista del Corriere, ha comunicato il ritiro. Fuori dalla partita anche Diego Della Valle proprietario dell'8,7%. Le indiscrezioni della vigilia lo dicevano intenzionato a tentare il blitz. Poi però, gli entusiasmi si sono raffreddati. Probabilmente aveva ricevuto segnali eloquenti che gli sbarravano la strada. Di che natura fossero questi segnali si è visto nel pomeriggio. 

 

La comunicazione giunta da Torino ha chiarito la situazione. John Elkann prende in mano i destini del Corriere della Sera per farne, con ogni evidenza, qualcosa di molto diverso rispetto a oggi. Si parla già del possibile cambio di direzione: Mario Calabresi che si trasferisce a Milano al posto di Ferruccio De Bortoli che potrebbe diventare presidente della società editrice. Ma si parla anche di un'operazione a più largo raggio. Per esempio dell'integrazione di Publikompass (concessionaria di pubblicità di prioprietà Fiat) con Rcs Pubblicità. Ma soprattutto diventa attuale un'iniziativa ancora più ambiziosa. La riunione sotto una sola casa editrice del Corriere della Sera e de La Stampa. Il modello è quello della Newscorp di Rupert Murdoch. Il tycoon australiano, proprio in questi giorni,  ha completato lo spezzatino del suo impero: da una parte tutta la carta stampata e in un'altra scatola le tv e il cinema. Un modello che Elkann conosce bene essendo consigliere d'anmministrazione di Newscorp.

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Commenti all'articolo

  • gioch

    29 Giugno 2013 - 09:09

    ...possono sempre "non sapere".Sono come i comunisti che trovano costantemente un compagno G che paga perchè i capi,da quelle parti,possono,sempre-sempre,non sapere.Ma il vero problema è la massa di leccaculo della stampa-televisione-politica che li osanna.

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  • gregio52

    28 Giugno 2013 - 21:09

    Se la Fiat restituisse tutti i soldi che ha fregato agli italiani con casse integrazione che poco lo erano o con ricatti allo stato ora non avrebbero un bel NULLA altrochè il 20% della RCS. Questi sono i "furbi" di questo paese ovvero i maggiori ricattatori dei nostri politici i quali politici essendo degli impreparati non fanno altro che piegarsi a novanta gradi.

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  • silvano45

    28 Giugno 2013 - 20:08

    L'industria per gli agnelli come sempre è un modo non per creare lavoro nel paese è un modo per chiedere sovvenzioni aiuti poi incassare incamerare e portare via per far questo non occorrono nuove fabbriche o nuovi modelli di auto occorre un giornale importante che condizioni i politici e la politica quindi acquistare il corriere indebitato e in netto calo di lettori per loro non è un problema i debiti li pagano le banche e mettendo un loro maggiordomo alla guida indirizzeranno la politica e la magistratura.A proposito dei fondi neri dell'eredità non si sa più nulla vero?

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