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L'estate calda della casa

Imu, idea di proroga fino a fine anno. Ipotesi esonero per chi ha un mutuo dell'80%

Senza intesa ad agosto, niente pagamenti il 16 settembre. Il Tesoro: apertura garantita da aumento dei consumi e risparmio sul debito. Ma l'obiettivo è la supertassa comunale

Imu, idea di proroga fino a fine anno. Ipotesi esonero per chi ha un mutuo dell'80%

La parolina magica, a Palazzo Chigi, è sempre quella: rinvio. Così anche la riforma dell'Imu, nodo politico cruciale per l'esistenza del governo, rischia di slittare e con sé porterebbe (stavolta una parziale buona notizia per i contribuenti) a una proroga dei pagamenti della tassa sulla casa previsti per il 16 settembre. In altre parole: se l'esecutivo non varerà la nuova Imu entro fine agosto, pagheremo a fine anno. Parziale buona notizia, si diceva, perché in realtà pagheremo tutto, nel vero senso della parola, e probabilmente lo pagheremo caro: l'idea del Tesoro e del premier Enrico Letta è quella di varare una "supertassa comunale", la prossimamente famosa Ics che radunerebbe tutte le imposte a carico degli Enti locali, dalla casa alla Tares

Come può cambiare l'Imu - Il nodo di tutto, naturalmente, è la riforma stessa della tassa sulla casa. Le opzioni allo studio del governo (a inizio della prossima settimana potrebbe esserci una riunione tecnica, poi giovedì è già in programma il vertice vero e proprio) sono svariate: franchigia per la fascia sotto i 600 euro l'anno, sgravare i nuclei familiari più numerosi, esonerare dal pagamento le imprese edili per quanto riguarda la porzione di invenduto oppure, ipotesi più fresca, liberare dall'onere della tassa chi ha acceso un mutuo all'80% sulla sua prima casa. 

L'ottimismo del Tesoro - Possibile dunque che lo Stato decida di non incassare subito, a settembre, i miliardi previsti dal gettito Imu. Questo perché c'è aria di ottimismo sulla copertura finanziaria, che per qualche mese sarebbe garantita dall'aumento del gettito Iva (in crescita già a giugno) in virtù di una leggera ripresa di produzione industriale (grazie ai 20 miliardi di crediti sbloccati) e consumi. E ancora, nonostante il declassamento del rating da parte di Standard & Poor's, premier e ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni sono fiduciosi che i mercati non regalino turbolenze, anzi. La prospettiva è quella di pagare, da qui a fine anno, meno interessi sul debito risparmiando così 2 miliardi di euro, parola di Letta. La metà di quanto vale la tassa sulla casa. E poi c'è sempre l'extrema ratio: congelare gli ulteriori 709,5 milioni di euro disposti dal Tesoro per pagare i debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Lo dice anche quello stesso decreto: in caso di sforamento del deficit, stop ai pagamenti.

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Commenti all'articolo

  • spalella

    13 Luglio 2013 - 13:01

    ma lo sanno, questi dementi politici, quanto costano le bollette del gas, della luce. dell'acqua, e la nettezza urbana, sulla prima casa ? è quasi quanto un mutuo, e solo perchè i servizi statali sono costosi perchè inefficenti, sono oppressivi perchè si paga la FAME TRUFFALDINA DI SOLDI degli enti locali e non certo il VERO costo del servizio reso. Insomma avere la prima casa vuol dire pagare una rata mensile di oltre 500 euro ai servizi statali. uno stato ladro che vuole anche tasse sul semplice ABITARE.... VOGLIO CANCELLARE SIA PD CHE PDL !

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