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I conti non tornano

Inps, bilancio in rosso, buco da 9 miliardi di euro

Dopo la fusione con Inpdap, l'Istituto chiude in passivo. Mastrapasqua: "Questa situazione è del tutto imputabile alla gestione dei lavoratori pubblici"

Inps, bilancio in rosso, buco da 9 miliardi di euro

Dopo quattro anni di bilancio in attivo i conti dell'Inps tornano in rosso. Il passivo è di 9 miliardi di euro. "E' il bilancio più difficile", ha affermato il presidente dell'Istituto, Antonio Mastrapasqua. A pesare sul bilancio è la fusione, ormai infase avanzata, con Inpdap ed Enpals. L'incorporazione degli altri istituti previdenziali ha di fatto affossato il bilancio: "Il disavanzo finanziario – dice Mastrapasqua – in tutto imputabile alla gestione dei lavoratori pubblici".  Infatti era stato previsto che la fusione dell'Inpdap avrebbe avuto un impatto negativo è così è stato: quasi 9 miliardi di disavanzo finanziario di competenza contro i 7,9 miliardi di avanzo trovati nel lontano 2008. Mastrapasqua nella Ssua relazione sottolinea anche come la crisi pesi sulle casse dell'Inps. La crescita pari a zero e la disoccupazione alle stelle degli ultimi 4 anni ha fatto salire a 80 miliardi la spesa per la sola cassa integrazione e indennità di disoccupazione (coperta per circa il 57% dai contributi sociali).

Inpdap palla al piede - Ma Mastrapasqua pur riconoscendo gli effetti collaterali della crisi economica, punta il dito contro la pubblica amministrazione che grava pesantemente sul bilancio dell'Inps. L'annoso blocco del turn over nella Pa è un macigno per i conti dell'Istituto: meno dipendenti pubblici vuol dire meno contributi e più pensioni da pagare. "Pensioni che sono e saranno sempre pagate regolarmente", ha aggiunto Mastrapasqua.  I trasferimenti dello Stato servono anche a questo: erano 84 miliardi per l'Inps del 2011 (vecchio perimetro) e salgono a 94 per il nuovo Inps (con Inpdap ed Enpals). Ma se si guardano le spese totali il conto diventa salato. Sono infatti 261,3 i miliardi spesi nel 2012 dall'Inps per le pensioni pubbliche e private, il 15,9% del Pil e "con un incremento del 34,4% rispetto a 194,5 miliardi del 2011, per lo più ascrivibile alla spesa pensionistica derivata dall'incorporazione degli enti soppressi" Inpdap e Enpals, pari a 63,3 miliardi. 

Zavorra statali - Ogni mese l'istituto eroga 21,1 milioni di pensioni, sia previdenziali sia assistenziali, a 15,9 milioni di cittadini. Ma le pensioni non sono uguali per tutti. Quelle dell'Inpdap pesano molto di più. L'assegno medio mensile è di 881 euro per le pensioni Inps, 1.725 euro quello per le pensioni ex Inpdap e 1.175 quello per le pensioni ex-Enpals. Secondo l'Inps, "determinate le differenze di importo fra le varie gestioni concorrono numerosi fattori, quali una maggiore discontinuità lavorativa nel privato rispetto al pubblico, un maggior numero di pensioni di vecchiaia calcolate su minimi contributivi, una maggiore presenza di donne pensionate e un elevato numero di pensioni indirette liquidate nella gestione privata". Lo scorso anno la spesa per le sole pensioni Inps è stata di 198 miliardi, pari all'1,8% in più rispetto al 2011. Ora con l'arrivo delle pensioni degli statali la spesa è aumentata. Ma nonostante il bilancio sia da bollino rosso, sulle pensioni secondo il ministro del Lavoro Enrico Giovannini deve regnare l'ottimismo: "Una sottostima delle pensioni future produce un maggiore risparmio e minori consumi - ha detto - con un effetto ricchezza negativo da cui dobbiamo uscire". (I.S)

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Commenti all'articolo

  • mirtilla2011

    15 Novembre 2013 - 14:02

    lei è poco informato e legge solo Libero... I sindacati che hanno una maggiore influenza del pubblico sono la UIL, la CISL e la UGL (ex-Cisnal sdoganata). La CGIL era il sindacato più rappresentato quando l'Italia era un paese "industriale". Sappia che tra i dipendenti statali vi sono medici, infermieri, forze dell'ordine, esercito... Il guaio delle pensioni date senza equità ormai è stato fatto, pensi che alcuni superprivilegiati prendono 1.500€ al GIORNO.

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  • silvano_agg

    26 Luglio 2013 - 11:11

    I Dipendenti statali sono sempre stati la roccaforte della C.G.I.L. e non solo. Sindacati e Politici per la "concertazione" hanno creato una situazione ingestibile. Oggi ne paghiamo le spese, noi paghiamo chiaro, non i politici o i sindacati. Le CASTE non si toccano !

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  • ottina

    18 Luglio 2013 - 12:12

    i dipendenti statali troppo pagati e mai paganti in Italia???? Tanti, troppi, più di 8000 (ottomila) più di quelli di Francia e Germania messi assieme e la giustizia impiega decenni per arrivare ad un verdetto. Quanto ci costano???? Licenziateli tutti e assumiamone 2000 tramite non un concorso del cazzo, ma eletti dal popolo. Vil razza dannata!!!

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  • Frenki

    18 Luglio 2013 - 12:12

    Leggendo i vari commenti, in questo post ed in altri, si ha l'impressione che non si abbiano le idee chiare su chi produce la ricchezza in Italia (questo vale per qualsiasi paese) !! Senza l'industria che produce beni, oggetto di scambi e ricavi, non si va da nessuna parte; Senza aziende di servizi all'industria che produce non si va da nessuna parte; Senza scuole e università non si preparano i futuri operai, tecnici, impiegati ecc.; Senza ricerca a tutti i livelli si va solo a zappare manualmente il terreno; Lo stato serve a gestire la comunità stabilendo le regole e controllando che siano applicate, MA NON PRODUCE LA RICCHEZZA, anzi vive a carico di chi produce e dovrebbe essere ORGANIZZATO AL MASSIMO E COSTARE IL MENO POSSIBILE. Inoltre e quì è necessario sottolinearlo, l'apparato pubblico non può essere una variabile indipendente come è oggi, ma essere proporzionale ed in funzione della ricchezza prodotta. In parole povere si dice che la testa non può essere più grande del corpo.

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