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Investimenti, i buoni postali: interessi fino al 7% e Fisco amico

Fra tradizione e innovazione: rendimenti interessanti per i buoni fruttiferi, con imposta ferma al 12,5%

Investimenti, i buoni postali: interessi fino al 7% e Fisco amico

Il risparmio postale è l’immagine stessa della sicurezza per gli italiani: libretti e buoni fruttiferi che, complessivamente raccolgono 300 miliardi.  Facili da usare, garantiti dallo Stato, considerati solidi come gli antichi prodotti artigianali prima dell’affermarsi della civiltà dei consumi. I libretti erano il risparmio dei contadini e degli operai (i primi furono emessi nel 1876) che anche così segnavano la diversità dalle classi più abbienti abituate a trattare il denaro con maggior rischio. Perché se anche ne perdevano un po’ ne avevano sempre dell’altro cui attingere.  E in fondo quest’anima popolare è rimasta. Se si tiene una giacenza media inferiore ai cinquemila euro c’è l’esenzione dall’imposta di bollo di 34,20 euro. 

Il libretto, in particolare, è stato, per generazioni di italiani, la prima forma di risparmio: accompagnati dai genitori si andava in posta a depositare il regalo dei nonni, delle zie. Per alcuni, negli anni, ha lasciato il posto ad investimenti più avventati. Ma non sempre è andata bene.

Libretto Smart - Per premiare i risparmiatori  più attivi ed attratti da servizi accessori è stato lanciato il Libretto Smart. Agli aderenti che non chiuderanno il deposito sarà assicurato un rendimento del 2,50% annuo lordo fino al 31 dicembre 2013 con un tetto di un milione euro (avercelo!). Il tasso sale al 3% per tutti quelli che hanno aderito al programma prima del 9 maggio. Dal 10 maggio in avanti è richiesto almeno uno dei seguenti requisiti: 

1. Versamento mensile di almeno 300 euro 

2. Garanzia di stabilità del deposito. Vuol dire che il saldo, fino al 31 dicembre deve mantenere un saldo superiore o uguale al 90% di quello iniziale.

Buoni fruttiferi - Dal canto loro con un rendimento che può arrivare fino al 7% lordo all’anno, i buoni fruttiferi postali (Bfp), emessi da Poste Italiane, confermano il loro ruolo di primo piano nella hit-parade del risparmio. Le recenti stangate attuate dal governo Monti e la crisi economica, non hanno fatto desistere i risparmiatori tradizionali dal cercare rifugio negli uffici postali.

Del resto, le imposte sugli interessi maturati sono rimaste ferme al 12,50% (contro il 20% degli strumenti diversi dai titoli di Stato), mentre sembra al momento non destare particolare allarme l’imposta di bollo introdotta sui depositi e che colpisce anche i Bpf. Forse perché non è ancora stata recepita direttamente sulla pelle dei risparmiatori. Dal 1° gennaio  infatti,  l’imposta bollo buoni postali  è aumentata del 50%, passando dallo 0,10% allo 0,15%. Non è una novità, perché prevista dal decreto “salva Italia” di oltre un anno fa, ma è bene non dimenticarsi il peso che questo rincaro ha l’esenzione sotto i 5.000 euro.

Vediamo poi qualche novità. Buoni  RisparmiNuovi.  Sottoscrivibili dal 10 giugno 2013 esclusivamente dai risparmiatori che apportano nuova liquidità, i Buoni RisparmiNuovi prevedono un rendimento ogni anno e a scadenza un rendimento importante. In caso di rimborso anticipato, riconoscono un rendimento già a partire dal primo anno. Quelli emessi hanno una durata di tre anni e riconoscono al 1° e al 2° anno un tasso nominale lordo pari all’1%, e alla scadenza del terzo anno un premio del 5% lordo calcolato sul valore nominale investito. Il tasso di rendimento interno lordo a scadenza è pari al 2,28%.

Buoni 3x4 - La loro  caratteristica peculiare è quella di riconoscere ogni tre anni gli interessi nel frattempo maturati, dando quindi l’opportunità all’investitore di rivedere ogni triennio il proprio orizzonte temporale e di ridefinire la durata del proprio investimento. Il tasso nominale di rendimento lordo è pari al 1,50% dal primo al terzo anno, 2,50% dal quarto al sesto anno, al 3,51% dal settimo al nono anno e 4,51% dal decimo al dodicesimo anno.

Assicurazioni - Ma Poste sono anche un’assicurazione. La prima in Italia nel ramo Vita. Di recente ha presentato una novità:  Postafuturo Multi Utile, pensata per chi ha scelto di “assicurare” i propri risparmi e “proteggere” se stesso e i propri cari. La polizza consente al capitale di rivalutarsi ogni anno con un rendimento minimo garantito riconosciuto alla scadenza, in caso di decesso dell’assicurato o di riscatto del contratto. Fra i vantaggi la possibilità di investire i propri risparmi versando un capitale in unica soluzione o attraverso un piano di versamenti periodici, il rendimento minimo garantito di 1,50% annuo, la rivalutazione annuale del capitale investito (prevalentemente in titoli di Stato e obbligazioni) e i versamenti flessibili. 

È un prodotto conveniente, con costi inferiori alla media di mercato per prodotti con simili caratteristiche, ed offre importanti garanzie assicurative: in caso di infortunio la polizza  tutela il cliente e la sua famiglia riconoscendo, fino all’80° anno di età, un capitale raddoppiato in presenza di un infortunio che provochi il decesso o l’invalidità totale e permanente, e un capitale triplicato in caso di decesso causato da incidente stradale.

di Nino Sunseri

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Commenti all'articolo

  • BastaStato

    25 Luglio 2013 - 08:08

    Mai acquisterei titoli legati allo stato o dello stato. Siamo alla vigilia di un default. I soldi vanno messi o nel materasso o investiti altrove oppure convertiti in beni solidi non tassabili.

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