Cerca

Principessa

Bella, colta e giovane, Mayassa è la califfa dell'arte

La sorella dell'emiro del Qatar è la donna più potente del collezionismo

Bella, colta e giovane, Mayassa è la califfa dell'arte

È la collezionista più ricca e influente del pianeta ed è una delle donne più colte e ammirate al mondo. A soli 30 anni, è stata capace di collezionare autentici capolavori e di imprimere una sviluppo al mercato delle opere d’arte come pochi prima di lei erano stati capaci di fare. È una autentica mecenate, a cui si deve la nascita di alcuni tra i più bei musei di arte contemporanea. Ama i pittori espressionisti del calibro di Mark Rothko, il celebre artista noto per aver dipinto l’opera d’arte contemporanea più costosa, il quadro “Orange”, venduto all’sta di Christie’s per 86,9 milioni di dollari: per il suo quadro “White Center”, lei è stata disposta a investire 70 milioni di dollari. 

Amante di Londra e della cultura britannica (parla perfettamente l’inglese e il francese), nella sua collezione non poteva di certo mancare un Damien Hirst, l’artista capofila del gruppo conosciuto come YBAs (Young British Artists); e difatti lei ha comperato una sua opera per 20 milioni di dollari, il prezzo più alto finora pagato per un’artista vivente. Ma questa giovane donna che colleziona acquisti record, nel 2011, si è tolta anche lo sfizio di acquistare un Cézanne, pagato 250 milioni di dollari: si tratta di una delle cinque celebri tele note come i “Giocatori di carte”. Le altre quattro sono di proprietà di collezioni di livello internazionale come il Museo d’Orsay, il Metropolitan Museum of Art, il Courtauld e la Fondazione Barnes. 

Principessa - L’acquisto di questo dipinto, ha raddoppiato il prezzo della base d’asta, e pensare che non si tratta né un paesaggio di Van Gogh, né un ritratto di Vermeer, ma di una rappresentazione un po’ lunatica e melanconica (Cézanne ha ispirato il cubismo e l’arte astratta), di due contadini di Aix-en-Provence, intenti in una partita a carte. Lei, è la bella principessa Mayassa bin Hamad bib Khalifa al-Thani, presidente dal 2006, dell’Authority dei Musei del Qatar, e sorella dell’emiro Tamim da poche settimane emiro del Qatar, uno Stato che controlla flussi quasi infiniti di gas naturale, divenuto una vera superpotenza, grazie anche alla presenza nella capitale Doha, del quartier generale avanzato del Comando Usa per il Medio Oriente e l’Asia Centrale (il CENTCOM). Secondo Patricia G. Hambrecht, direttrice della casa d’aste Philips, «la principessa Mayassa, è oggi l’acquirente di opere d’arte più importante e influente al mondo»; la principessa del Qatar, ama visionare personalmente le opere d’arte da acquistare, ma essendo di carattere riservato non ama mai apparire in pubblico né durante i “vernissage”, né in occasione delle aste, da lei giudicate come inutili feste mondane. Recentemente la sua famiglia, le ha messo a disposizione 1 miliardo di dollari, con cui la principessa ha iniziato ad acquistare nuove tele di artisti contemporanei: da Francis Bacon a Roy Liichtenstein, da Andy Warhol a Jeff Koons, un pittore e uno scultore statunitense molto apprezzato dalla principessa, famoso per le sue opere, spesso di grandi dimensioni. Lei ha un sogno: far diventare il Qatar, una superpotenza non solo a livello politico ma anche culturale e per questo non bada a spese. 

Tre musei - L’opera “Homage to Matisse” di Rothko, è stato acquistato per 22 milioni di dollari, mentre è terminata sotto la sua supervisione la costruzione di tre nuovi musei nella capitale Doha, progettati dai celebri architetti Jean Nuovel (famoso per aver progettato tra le altre, la Torre Agbar a Barcellona, il teatro di Minneapolis, e le nuove linee di Montaggio della Ferrari), I. M. Pei (noto per aver architettato il kenedy Thaetre, le Silver Towers, la Torre EDF, al quarteire Défense di Parigi), e Jean François Bodin (autore tra gli alti, del progetto “La Darsena ritrovata” per Expo 2015). 

I tre nuovi musei voluti dalla principessa e realizzati in tempi record sono: il National Museum of Qatar; il Museum of Islamic Art e il Mathaf, conosciuto anche come Arab Museum of Modern Art, ideato per la promuovere e valorizzare i pittori e artisti arabi. La dotazione finanziaria annua dei musei è di tutto rispetto: il Museum of Modern Art, potrà spendere 32 milioni di dollari per dotarsi di nuove opere d’arte, una cifra considerevole se si pensa che per il prossimo anno il Metropolitan Museum ha a disposizione un budget di 39 milioni.

di Leonardo Piccini

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog