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Crisi, Brunetta insiste

"Non ci siamo impoveriti"

Crisi, Brunetta insiste
«I numeri hanno la testa dura e non si spostano solo per il fastidio che provocano, e i numeri dicono che lo stipendio dei dipendenti è cresciuto più dell'inflazione, sia nel quarto trimestre del 2008, sia nei primi quattro mesi del 2009. Quindi, per la larga maggioranza dei dipendenti, che hanno conservato il loro posto di lavoro, il potere d'acquisto è aumentato». Lo afferma il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in un intervento pubblicato su La Stampa in cui il ministro replica a un articolo di Massimo Gramellini. «L'aumento del potere d'acquisto, che è incontestabile - spiega Brunetta - non significa che chi ieri comperava zucchine oggi acquista elicotteri, per deambulare più comodamente, ma significa, ovviamente, che circa 30 milioni d'italiani non si sono impoveriti affatto». A giudizio del ministro, «paradossalmente, e senza nulla togliere al dramma di chi perde il lavoro (autonomo o dipendente) e di chi vede il proprio reddito decurtato dalla cassa integrazione, la crisi sembra operare un effetto di riduzione delle differenze; e di questo - conclude - continuerò a parlare, a dispetto dei mugugnatori»

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Commenti all'articolo

  • giovannib

    15 Giugno 2009 - 09:09

    ha pienamente ragione il MINISTRO (maiuscolo per rispetto) che non nutro per voi cari commentatori andate in giro sia nel pubblico che nel privato e vi renderete conto di quanto sia diffuso il malcostume l'ipocrisia e l'arroganza nel pubblico da parte dei dipendenti nel privato da parte dei datori di lavoro che si approfittano degli incentivi del Governo per lucrare e caso strano sono quelli del sistema delle cooperative rosse e quant'altro svegliatevi ITALIANI se lo siete altrimenti state zitti e subite PECORONI

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  • ghorio

    12 Giugno 2009 - 08:08

    Il ministro Brunetta, dopo gli applausi all'assemblea della Confindustria, si sente autorizzato a discettare sui temi economici. Il dibattito sul potere d'acquisto meriterebbe pagine e pagine di giornali, troppo presi, però, con Noemi , Veronica e compagnia. Quando leggo i dati sulle retribuzioni che aumentanto più dell'inflazione, mi viene l'orticaria, considerato che la questione dell'inflazione è una materia opinabile, con la differenza tra l'inflazione reale e quella percepita e così via. Ricordo a Brunetta che tra gli impegni programmatici dell'attuale governo figurava l'adeguamento delle pensioni, che non è mai avvenuto, e c'è la sentenza della Corte Costituzionale al riguardo, disattesa, e la riduzione della pressione fiscale, oltre all'aumento delle retribuzioni, che non può attendere i rinnovi contrattuali legati al nuovo modo di fare i contratti di lavoro. Naturalmente bisognerebbe che qualche econmista editorialista rispondesse al ministro con le considerazioni del compianto prof. Ornello Vitali, quando al governo c'era il centrosinistra con Prodi. Giovanni Attinà

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  • Aleanka

    11 Giugno 2009 - 12:12

    sti politici, TUTTI, sono fuori dal mondo. Chi glielo dice a Brunetta che gli indici usati per misurare l'inflazione non sono coerenti con quella reale? Cosa dobbiamo fare per fargli capire che dal 2001 ad oggi il potere d'acquisto degli stipendi si è quasi dimezzato? Per carità fa bene a stringere sul fancazzismo, però sarebbe piu' coerente se il primo a vigilare sui parlamentari che sono dipendenti pubblici, sia lui stesso. Quanto astensionismo c'è nelle camere? Quante persone ci sono che non fanno una mazza e percepiscono lauti stipendi che sicuramente si sono rivalutati più dell'inflazione reale? Avete rotto politici, ci porterete ad una guerra civile!!!

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