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Di male in peggio

Spese, tasse e conti
Letta è peggio di Monti

Pil sotto le attese, pressione fiscale a un soffio dal 50% e riforme che non arrivano. Poi c'è il buco nei conti pubblici: 2,6 miliardi, ma potrebbero essere molti di più

Spese, tasse e conti
Letta è peggio di Monti

Dal canada, il presidente del Consiglio Enrico Letta ha fatto sapere che intende chiedere la fiducia ai partiti. Il momento, con la definizione della manovra finanziaria ormai alle porte, è delicato. E il premier vuole avere via libera per tutto il 2014. Di ritorno in Italia, dopo tappa a New York per partecipare all'assemblea plenaria dell'Onu, chiederà quindi ai partiti della strana maggioranza di concludere un patto, in base al quale starà a palazzo Chigi almeno per tutto il 2014. Alza i toni, il mite Letta. Ma i numeri del suo mandato dovrebbero invece fargli abbassare quelli (i toni) e pure le orecchie.

Partiamo dal Pil: era stimato per il 2013 al -1,3% e ora invece si scopre che sarà del -1,7%. Poi c'è la pressione fiscale, che continua a crescere ed è ormai al 48,9%, mentre le spese delle amministrazioni pubbliche continuano a crescere: solo per il 2013, il Documento di economia e finanza (Def) pubblicato la scorsa settimana stima che la spesa al netto degli interessi aumenterà di circa 10 miliardi di euro, da 714 a 724. Letta reagisce con la solita ricetta: nuove tasse e qualche artificio contabile, come anticipare a novembre alcune imposte dovute l'anno prossimo. Ma di riforme, neanche a parlarne. Monti non riuscì a farle, o non vi riuscì nella misura annunciata; ma alemno ci provò mentre l'attuale governo pare non provarci neppure. Il progetto, fortemente sostenuto da Confindustria, di tagliare i sussidi alle imprese (10 miliardi) in cambio di minori tasse sul lavoro non si sa che fine abbia fatto. E in ogni caso, il ministro del Lavoro Giovannini punta a una riduzione del cuneo fiscale di 5 miliardi, mentre secondo quanto scrive Francesco Giavazzi sul Corriere servirebbe un taglio di 50 miliardi, dieci volte tanto.

Poi c'è il capitolo-conti: il Def ha certificato un buco nei conti pubblici di 2,6 miliardi di euro, ma potrebbe essere ancora più grande a causa della incertezza delle coperture previste dal ministro dell'Economia Saccomanni per abolizione Imu, sostegno alle politiche abitative, cassa integrazione. Lo stesso decreto prevede anche un anticipo al 2013 di 7,2 miliardi di euro di crediti vantati dalla aziende dalle PA e 500 milioni per la cassa integrazione in deroga. Il "buco" sarebbe legato a due voci in particolare: i 600 milioni di euro che dovrebbero arrivare dalla definizione del contenzioso fra lo Stato e i dieci concessionari del gioco legale; e i 925 milioni di euro  di magiori incassi Iva profetizzati per il 2013 proprio grazie al pagamento della Pubblica Amministrazione. Ma è difficile che lo Stato possa incassare entro fine anno 925 milioni di Iva extra da quelle imprese a cui sono stati pagati i crediti, visto che al 4 settembre sono 17 dei 20 miliardi previsti erano stati girati dallo Stato agli enti pagatori e di quelli solo 7,2 erano effetivamente arrivati alle imprese. 

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Commenti all'articolo

  • seve

    11 Agosto 2014 - 13:01

    Visti così ,dovrebbero essere pericolosi coglioni ,ma per quanto riguarda il Bocconiano penso abbia lavorato e lavori per il suo bel tornaconto , svendendo il paese.

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  • imahfu

    26 Settembre 2013 - 14:02

    E chi ti trova? Berlusconi bambino in braccio alla madonna Ruby.

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  • imahfu

    25 Settembre 2013 - 19:07

    Lo staff dirigente del PDL ha paura che Letta c e la faccia. Toglie spazio e risana i guasti del PDL. Sarebbe troppo per i bananas che del paese se ne fottono

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  • alejob

    25 Settembre 2013 - 18:06

    Letta è un moderato ma è moderato anche nel cervello. Lui se ne frega del debito pubblico, del lavoro e quant'altro, a questo ci deve pensare Saccomanni, lui pensa solo a girare il mondo GRATIS chiedendo ELEMOSINA per i SUDDITI ITALIANI che stanno morendo di fame. La svendita dell'Italia a pezzi è iniziata, tra qualche mese saremmo costretti a vendere anche le nostre case, per le tasse, perchè con i soldi ricavati, i Comuni devono fare la case per i rifugiuati. Questo Italiani è quello che ci aspetta e questo è sicuramente colpacolpa Berlusconi.

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