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Avanti, c'è posto

Dopo Telecom, l'Italia vende: ora tocca ad Alitalia e Ansaldo

La compagnia aerea tricolore e i gioiellini di Finmeccanica sono sul mercato. In corsa i colossi di Francia, Usa e Giappone

Dopo Telecom, l'Italia vende: ora tocca ad Alitalia e Ansaldo

Una nuova dichiarazione di James Hogan, presidente di Etihad accende una fiammella per Alitalia. Ci sarà un’asta? Da una parte Air France-Klm, dall’altra gli Emirati. «Prenderemo in considerazione altre partecipazioni che ci diano valore aggiunto» dice Hogan ad un convegno a Colonia. Un po’ meglio di cinque giorni. «Guardiamo all’India -aveva detto-  La nostra priorità è Jet Airways di cui già controlliamo il 24%»

A dir la verità che Etihad decida di entrare in competizione con Air France credono in pochi. Ancor meno che si metta a fare a botte con il colosso franco-olandese per Alitalia. Certo da due anni la compagnia degli Emirati ha cominciato lo shopping con un forte interesse per l’Europa: ha preso il 49% di Air Serbia insieme alla gestione. Poi il 29% di Air Berlin e ha portato la quota in Virgin Australia dal 10% al 19,9%. Senza contare, ovviamente il 3% di Aer Lingus: una competizione con Ryanair per acquistare di maggioranza se il governo irlandese decidesse di vendere. Insomma molti dossier aperti per guardare con reale appetito ad Alitalia. Senza contare che Etihad  fa parte del blocco di Skyteam guidato proprio da Air France. Difficile pensare ad uno sgambetto. Per la stessa ragione sembra fuori gioco anche Aeroflot che pure ha intenzione di espandersi in Europa. Forse Berlusconi avrebbe  potuto convincere “l’amico Putin”. Ma adesso, con il Cavaliere fuori dal campo appare molto difficile. E comunque il fallimento del piano “Fenice” e della cordata dei “patrioti”, tenuta a battesimo proprio dal Cavaliere nel 2008,  renderebbe poco incisivo qualunque intervento. L’operazione è costata circa cinque miliardi allo Stato per la liquidazione della vecchia Alitalia e 3,8 miliardi per le perdite della nuova. Meglio lasciar perdere. E comunque oggi Berlusconi ha altro cui pensare che gli aeroplanini.

 

Leggi l'articolo integrale di Nino Sunseri
su Libero in edicola oggi, mercoledì 25 settembre

 

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Commenti all'articolo

  • sparviero

    25 Settembre 2013 - 21:09

    Come tratta lui le svendite non le tratta nessuno.Per fare a pezzi un paese i sinistri sono imbattibili. Venghino signori venghino, tranci d'Italia freschi freschi a prezzi stracciati.

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  • ubidoc

    ubidoc

    25 Settembre 2013 - 11:11

    Gioiellino l'Alitalia ? Era ed è un buco senza fondo di debiti causati dalla politica ! E' una merdaccia tutta italiana "salvata" dal berlusca con i nostri soldi !

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  • enio rossi

    25 Settembre 2013 - 11:11

    L' Italia grazie al comportamento di sinistri, magistrati e sindacati connessi, non è un paese dove si può produrre e creare lavoro. Mi sembra giusto (?!) in questa situazione, che chi vuole lavorare vada via lasciando il paese agli impiegati dello stato, agli immigrati ed ai personaggi strapagati dello spettacolo..Sembra che sia questo quel che gli italiani vogliono, sicché?

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  • forart.it

    25 Settembre 2013 - 11:11

    ...vedrete che combineranno con le municipalizzate (entro dicembre i comuni devono "cederle" tutte e rimanere solo con una): SALDIIIII ! Insomma, i nostri politici o sono incompetenti o - forse con qualche probabilità in più - sono in mala fede: perché nei paesi civili i servizi pubblici sono gestiti da "no profit utilities" e da noi da SPA ?

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