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Tale Mario, tale Enrico

Iva, Imu, tasse: Letta sembra Monti

L'aumento dell'aliquota fa crollare il gettito. Per agire sul cuneo vuole stangarci (ancora). Difende la tassa sul mattone. E Alfano che dice?

Enrico Letta e Mario Monti

Enrico Letta e Mario Monti

Politiche economiche sciagurate. Parlano i numeri. Suonare il campanello d'allarme per mesi non è servito a nulla. Meno gettito? Più tasse. Un'equazione semplicissima che Enrico Letta ha cancellato con un tratto di penna. E ora i conti lo spaventano: l'incasso Iva è crollato di 3,7 miliardi di euro, pari a un crollo del 5,2%, rispetto al 2012. L'aumento dell'aliquota ha ulteriormente ridotto i consumi in un Paese sull'orlo della recessione, senza tenere in conto il fatto che il balzello è un ulteriore "incentivo" all'evasione fiscale, già di per sè altissima.

Il cuneo di Romano - Risultati a dir poco deludenti, per il governo, che così prova a rilanciare sul cuneo fiscale, la differenza tra il salario lordo pagato dalle aziende e quello netto ricevuto in busta dal lavoratore, uno dei cavalli di battaglia dell'esecutivo. Obiettivo di Letta, diminuirlo nel 2014 e, in media, lasciare 300 euro in più nella busta paga degli italiani (all'anno, sia chiaro). Si tratta, stando agli obiettivi, di 23 euro - lordi - al mese, tredicesima compresa. Per raggiungere l'obiettivo, sul piatto Letta ci mette 5 miliardi di euro. Troppo pochi, come troppo pochi ne mise sul piatto Romano Prodi nel 2007: il Mortadella aveva gli stessi obiettivi, ottenne pessimi risultati. Il cuneo fiscale non calò di uno zero virgola.

L'Iva raggiunge le stelle? - Secondo alcune indiscrezioni provenienti da via XX Settembre, alla beffa dell'improbabile azione di contenimento del cuneo fiscale, si potrebbe aggiungere un clamoroso danno: una nuova rimodulazione delle aliquote Iva (un ulteriore aumento) e sulle accise. Tasse, insomma, altre tasse per abbassare le tasse in busta paga. Un controsenso. Un ennesimo autogol buono solo a paralizzare il Paese e i consumi. A questo contesto desolante, infine, aggiungiamoci gli ultimi boatos sull'Imu: la battaglia finale si gioca oggi, martedì 8 ottobre, ma tutto pare già scritto. E' stato riammesso in Commissione Bilancio l'emendamento che reintroduce l'imposta per le case con una rendita superiore a 750 euro.

"Super" Mario bis? - Stangate sull'Iva e Iva che crolla, provvedimenti-spot sul cuneo fiscale, promesse vane che si traducono sempre in altre tasse. E poi quella "passione" sull'Imu, quel considerare ineludibile la stangata sulla prima casa. D'altronde ce lo chiede l'Europa. E, secondo Letta, di Europa abbiamo sempre più bisogno. Molte analogie, insomma, tra Enrico e Mario (Monti). Troppe analogie. Troppe tasse. Troppe promesse non mantenute (anzi). La politica economica del premier Letta ricorda quella del suo predecessore a Palazzo Chigi. L'Italia, però, non può più resistere ad altre mazzate. Ora Angelino Alfano, vicepremier e pezzo da novanta del governo, deve far sentire la sua voce.

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Commenti all'articolo

  • gicchio38

    11 Ottobre 2013 - 08:08

    A ME SEMBRANO, INVECE SOLO DUE "FESSACCHIOTTI". IL PRIMO SEMBRA UN "CADAVERE AMBULANTE. IL SECONDO SOLO UN RIDI RIDI SCONCLUSIONATO.

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  • memolunga

    10 Ottobre 2013 - 00:12

    non dovrebbe essere difficile: basterebbe ripetere l'operazione degli anni '70: pagare in Btp decennali la parte degli stipendi e delle pensioni dei politici e funzionari pubblici che supera i 2500 euro mensili. mi pare fosse amato l'inventore. in fin dei conti sarebbe giusto che a pagare fossero i responsabili del dissesto e non chi lo sta subendo memolunga

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  • arwen

    09 Ottobre 2013 - 08:08

    I nostri poltici non studiano economia, studiano solo i modi per mantenere il saldo dei propri benefit invariato, a spese nostre. Il discorso di Letta non sta in piedi, i conti non tornano, i soldi non ci sono. Basta essere presi per il c..o da questi governanti improvvisati.

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  • Jack46

    09 Ottobre 2013 - 00:12

    Sono molto raramente in sintonia con questo giornale, ma questa sera devo spezzare una lancia per il Direttore. L'ho sentito a Ballarò e aveva ragione: come si può pensare di penalizzare ulteriormente una pensione di 3.000 Euro lordi, destinata comunque a svalutarsi nel giro dei prossimi anni, abbassando quindi ulteriormente i consumi e quindi i ricavi di Irpef, Iva? Come si può pensare di ricavare altri soldi aumentando l'Iva quando quest'anno abbiamo un buco di 3,7 miliardi proprio per mancati consumi? Perchè uccidere il ceto medio? In favore di chi e di cosa? Ma come ragiona questa gente? Continuando con questi metodi, fra un po' ci saranno le barricate nelle strade!

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