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Il governo vuole congelare le pensioni d'oro

Giovannini, ministro del Lavoro, annuncia l'intenzione di prorogare almeno di un anno il blocco alla rivalutazione degli assegni

Chi prende una pensione superiore a tremila euro al mese, anche dal 2014 si vedrà congelato l'assegno: in pratica non ci sarà nessuna rivalutazione rispetto all'inflazione. Il governo, ha annunciato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, sta valutando se confermare il blocco delle pensioni più elevate, già in atto con la riforma Fornero che aveva disposto per il biennio 2012-2013 il blocco della perequazione. Ma la misura scade alla fine di quest’anno, e senza un nuovo intervento, nel 2014 si dovrebbe tornare alle regole della legge 388 del 2000 che prevede la rivalutazione al 90% sulla parte di pensione fra tre e cinque volte il minimo e al 75% per la quota superiore. 

Entrando nel dettaglio il ministro ha sottolineato che per gli importi tra tre e cinque volte il minimo (tra i 1.500 e i 2.500 euro al mese, ndr) ci sarà una rivalutazione pari al 90% rispetto all'inflazione mentre per gli importi tra i cinque e le sei volte il minimo la rivalutazione sarà al 75% dell'inflazione. Oltre le sei volte il minimo, ha spiegato, ci sarà una "sterilizzazione" per il 2014 mentre per gli anni successivi ci sarà di nuovo per le pensioni più alte una rivalutazione al 75%. Si sta comunque valutando un nuovo sistema di adeguamento all'inflazione per le pensioni più alte con risparmi da utilizzare "in un'ottica di solidarietà". 

Nessuna controriforma - Giovannini ha poi ammesso che  "controriforme non sono compatibili con i conti". Il Governo, ha spiegato, ha valutato le proposte arrivate sulle modifiche alla riforma Fornero in termini di maggiore flessibilità nei tempi di uscita. ''Farebbero aumentare in modo consistente, ha detto, le uscite per il pensionamento'' con un aggravio per la finanza pubblica di ''alcuni miliardi''. Le penalizzazioni che potrebbero essere fissate a fronte di una uscita anticipata rispetto a quella prevista dalla attuale legge non basterebbero a coprire i costi rendendo l'onere complessivo ''incompatibile con il percorso attuale di contenimento della spesa pubblica e con l'indirizzo del Governo che ha fissato come priorita' la riduzione del costo del lavoro''. Il Governo, ha detto ancora Giovannini, ''sta valutando ipotesi diverse'' da queste proposte, ma non è disponibile a una controriforma. Si sta studiando invece un meccanismo di maggiore flessibilita' per l'accumulo dei contributi per coloro che entrano tardi nel mercato del lavoro o hanno carriere discontinue.

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Commenti all'articolo

  • democrazia

    10 Ottobre 2013 - 21:09

    Ancora succhiano il sangue a pensionati ma non se ne parla proprio di diminuire il finanziamento pubblico dei partiti. E' UNA DISCRIMINAZIONE fra pensionati. Pensate al pensionato che percepisce Euro 3001 lordi e che non ha il diritto alla rivalutazione rispetto a quello che ne percepisce 3000. Non sarebbe meglio stabilire che la rivalutazione non si applica agli importi superiori a euro 3000 e indicare diversi livelli di rivalutazione così da garantire a tutti i pensionati una pur minima rivalutazione? La colpa è dei sindacati che difendono soltanto le pensioni minime difatti avvalorando una discriminazione fra pensionati.

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  • Vigar

    10 Ottobre 2013 - 17:05

    Ancora con questo ignobile trucco di confondere scientemente il lordo con il netto! Giusto per alimentare l'odio sociale secondo le migliori tradizioni della sinistra. Queste pensioni hanno le perequazioni già bloccate da anni. I 3000 euro di cui parlano questi signori, sono meno di 2000 netti. Tutti frutto di contributi regolarmente versati. Vergognatevi miserabili sanguisughe!

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  • giannistecca

    09 Ottobre 2013 - 09:09

    Il ministro Giovannini forse non lo sa, ma le pensioni lorde superiori ad euro 1400 sono già state congelate da Monti. Adesso se ne esce con la novità di bloccare l'adeguamento Istat a quelle che superano i 3000 euro; mi daranno allora gli arretrati degli adeguamenti Istat che a me non sono stati applicati? La mia pensione anzi è anche diminuita per l'effetto dell'aumento delle addizionali Irpef comunali e regionale. Mi chiedo: questi ministri sanno quello che dicono e soprattutto quello che fanno? E i PD sanno fare i conti dell'IMU visto che considerano ricchi gli immobili con una rendita di 750 euro? Sanno fare i conti che così viene un imponibile sul valore di 126 mila euro? E il valore di 126 mila euro vi sembra indicare una casa da ricchi? Va bene che hanno messo l'Italia all'ultimo posto in lettere e matematica: per forza, con gli esempi che abbiamo al governo e al parlamento dovevano metterci con il segno meno. Una massa di incapaci, ecco chi ci governa.

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  • Karl Oscar

    08 Ottobre 2013 - 17:05

    Praticamente viene considerata pensione d'oro chi percepisce una pensione di circa 2000,00 € al mese (nette).Il governo Monti aveva congelato la stessa per due anni ed ecco la ricetta della sinistra, fra qualche anno chi ha lavorato per 40 anni,pagando fino all'ultima lira di tasse si ritroverà la stessa pensione di chi ha dichiarato redditi da fame e.. da evasore.questa è la politica della sinistra : :distruggere la classe media !

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