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Oltre il danno, la beffa

Benzina, salgono le accise per correggere i conti

Nella bozza è messo nero su bianco: salirà il prezzo dei carburanti per pagare deficit al 3% e Cig. E doveva crescere per scongiurare l'aumento Iva...

Benzina, salgono le accise per correggere i conti

Puntuale come ad ogni manovra, arriva la stangata sui carburanti. Cambiano le motivazioni, non il risultato: nella bozza del decreto per la correzione dei conti e il rifinanziamento della cassa integrazione si prevede l'aumento a 793,40 euro per mille litri per benzina e benzina con piombo e 682,40 euro per mille litri per il gasolio. A conti fatti, fino al 31 dicembre le accise sui carburanti aumenteranno di 6,5 centesimi al litro mentre dall'1 gennaio prossimo e fino al 31 gennaio 2015 saliranno ancora di 3,3 centesimi di euro al litro. Nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo (forse) per la questione Imu e prepararsi a sborsare altri soldi con la prossima "service tax" ed ecco in arrivo, dunque, la mossa jolly. In fondo, alzare le accise vale sempre: per finanziare la guerra in Libia così come quella in Abissinia (la paghiamo ancora, facendo il pieno, ma ormai è cosa nota), e pure per scongiurare l'aumento dell'Iva al 22 per cento. L'imposta sui consumi, come si sa, nel frattempo dall'1 ottobre scorso è comunque aumentata, ma per le accise c'è sempre un'occasione buona. E il fatto che i prezzi alla pompa, negli ultimi giorni, fossero in calo non fa altro che aggiungere la beffa al danno. 

Stangata sugli acconti Irap e Ires - Quella sulla benzina non è però l'unica cattiva notizia. L'acconto sull'Ires passa dal 101 al 103%: in base ai calcoli del Tesoro, per il 2013 il maggior gettito sarà di 534,4 milioni e di 28,4 milioni per le addizionali. In rialzo anche gli acconti Irap che dovrebbe comportare un maggior gettito di 327,2 milioni per il 2013. Tradotto: il governo Letta applica punto per punto il tanto strombazzato decreto salva-Iva che entro settembre avrebbe dovuto scongiurare l'aumento dell'Iva. E pensare che Silvio Berlusconi e mezzo Pdl avevano rotto con le larghe intese proprio per protestare contro il carico di tasse del duo Letta-Saccomanni. 

La frenata di Franceschini - Dal governo per ora frenano.
 "Non ci sarà alcun aumento delle accise o altri prelievi fiscali per coprire il rientro al 3% e le altre misure del decreto di oggi", dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, commentando le anticipazioni stampa. "Chiedo davvero ai media - prosegue - di verificare le informazioni prima di far circolare notizie false che alimentano tensioni e preoccupazione tra le gente già in difficoltà. Non ci sarà alcun aumento delle accise o altri prelievi fiscali per coprire il rientro al 3% e le altre misure del decreto di oggi".

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Commenti all'articolo

  • encol

    09 Ottobre 2013 - 17:05

    e subito questo è peggio del predecessore.

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  • babbone

    09 Ottobre 2013 - 16:04

    solamente chiacchiere, ci vuole la rivoluzione

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  • petrosino63

    09 Ottobre 2013 - 16:04

    Come mai è anticostituzionale abbassare gli superstipendi e megapensioni dei politici, portare la pressione fiscale allinfinito non è anticostituzionale incapaci,corrotti e collusi

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  • petrosino63

    09 Ottobre 2013 - 16:04

    Già le tasse che paghiamo sono le più alte di tutti i paesi europei,dove volete arrivare? se i soldi spariscono bisogna trovare il sistema per fermare i ladri altrimenti non se ne esce, le super pensioni fatte a persona e tutti i previlegi? Lì non ci pensate neanche a ridurre Vergognatevi siete tutti una massa di incapaci e farabutti, meritate di essere appesi a testa in giù a piazza Loreto di MIlano

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