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Una boccata d'ossigeno

Fisco, Equitalia: ecco come difendersi col Decreto Fare

Difendersi dal Fisco grazie alla nuova normativa, che dà fiato a famiglie e imprese alle prese con le cartelle esattoriali: ecco cosa fare

Addio Equitalia

E il Comune ci guadagna di più

Il "mostro" del fisco ora si può combattere con qualche arma in più. Equitalia potrebbe fare meno paura grazie al "Decreto Fare" varato dal governo poche settimane fa. Arriva ossigeno per famiglie e imprese strozzate dalle cartelle esattoriali. Le novità più importatnti che entrano in vigore riguardano soprattutto il pagamento delle tasse e delle rate. I poteri di Equitalia vengono ridimensionati grazie agli 80 articoli del Decreto Fare. Ecco in che modo la legge può aiutare a cavarsela con Equitalia. 

Più rate per pagare - Per quanto riguarda i piani di rateizzazione tutti coloro che hanno potuto dilazionare il pagamento di un debito con Equitalia potranno saldare il conto con otto rate rispetto alle due consecutive previste dalla vecchia norma. La modalità di pagamento sarà estesa a chi ne ha fatto richiesta anche in passato. In seguito, come spiega il Fatto Quotidiano, se il debitore dimostra una situazione di difficoltà derivante dalla congiuntura economica, può rateizzare il proprio debito iscritto a ruolo in 120 tranches mensili anziché nelle sole 72 concesse fino ad oggi. Ma su questo fronte si attende il decreto attuativo del ministerop dell'Economia, che finora è rimasto lettera morta.

Prima casa impignorabile - Ma gli italiani potranno dormire sonni tranquilli anche sul fronte casa. Col nuovo decreto, adesso è vietato pignorare l’unico immobile posseduto dal contribuente purchè non sia di lusso, villa (categoria catastale A/8) o castello (categoria catastale A/9) e che sia adibito ad abitazione principale. I provvedimenti hanno due obiettivi chiari: dare un volto umano al fisco e soprattutto abassare il numero di contenziosi tra Equitalia e i contribuenti. In base ai dati raccolti da Adusbef e Federconsumatori tra i principali tribunali - a fine 2012 ha visto passare i pignoramenti dai 37.347 del 2011 a quota 45.859, con un aumento di 8.512 casi. Novità anche per chi possiede un'auto. Per quanto riguarda i veicoli, va sottolineato che non potranno essere applicate le ganasce se il contribuente dimostra entro 30 giorni dal preavviso (non più 20 come prima delle modifiche) che l’automobile o un altro mezzo di trasporto a motore sono strumentali alla sua attività professionale.

Occhio ai costi -
 Ma attenzione, le agevolazioni hanno un costo. Ad esempio il dilazionamento fino a 120 rate viene concesso ai soli debiti iscritti a ruolo, quelli gestiti da Equitalia con l’invio della cartella esattoriale nel caso in cui il contribuente che abbia già ricevuto un avviso di pagamento e non abbia pagato, può costare caro: oltre alla quota del 9% che il debitore dovrà pagare all’Ente creditore, vanno aggiunti l’aggio, il compenso di Equitalia, che per i pagamenti effettuati entro i 60 giorni dalla notifica della cartella è del 4,65%, altrimenti raddoppia al 9%. Insomma l'ossigeno arriva ma sarà salato. Intanto gli enti locali che si stanno organizzando per sostituire Equitalia e riprendere la gestione della riscossione dei debiti tagliando anche la percentuale di guadagno sul credito. 

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Commenti all'articolo

  • aldo delli carri

    10 Ottobre 2013 - 07:07

    manca il decreto attuativo e quindi rimane tutto sulla carta igienica con i migliori auguri per befera che essendo equitalia socio di maggioranza nella società con l'inps, ed essendo il signore l'unico amministratore, guadagna la bella somma di EURO 700.000,00 all'anno...alla faccia degli italiani...

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