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Pensioni, Cgil dice no: "Troppo poco"

21 Novembre 2017

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Pensioni, Cgil dice no: "Troppo poco"

Roma, 21 nov. (AdnKronos) - Pensioni ad alta tensione. Nuovo round, forse l'ultimo, tra governo e parti sociali. L'esecutivo ha messo sul tavolo un documento con delle nuove proposte, ma per la Cgil non basta. Da parte del governo c'è stata un'apertura su giovane e donne, ma per la segretaria generale della Cgil il testo è "insufficiente". Quanto ai contenuti tecnici della proposta, i siderurgici di seconda fusione e i lavoratori del vetro saranno inclusi tra i lavori gravosi ed esclusi dall'aumento dell'età pensionabile a 67 anni dal 2019. I requisiti per accedere al beneficio che resta confermato per le 15 categorie già individuate nei giorni scorsi restano di aver svolto un lavoro gravoso 7 anni sugli ultimi 10 ed avere 30 anni di contributi.

"Il documento di sintesi del governo che vi abbiamo consegnato oggi -avrebbe sottolineato Gentiloni - contiene i contenuti che abbiamo illustrato nelle riunioni precedenti, con l'inserimento di alcuni elementi emersi nella discussione con i sindacati. Il dialogo sociale è forte nella misura in cui produce risultati. Riteniamo che la vostra adesione sarebbe un contributo molto positivo. Sappiamo che ci sono posizioni e valutazioni differenziate tra di voi, di cui prenderemo atto. Il mio auspicio è che queste posizioni differenti rimangano in una dialettica non conflittuale. Ognuno è naturalmente padrone delle proprie scelte e decisioni". "Per quanto riguarda questo pacchetto il governo si impegna a tradurlo in un emendamento alla legge di bilancio -avrebbe spiegato Gentiloni-. Più forte sarà il sostegno delle organizzazioni sindacali, più forte sarà questo pacchetto di misure, e come si dice in gergo, più blindato sarà in Parlamento". "Siamo convinti che nell'ambito di una Legge di Bilancio che già, pur con risorse limitate, viene incontro a numerose esigenze sociali e espresse dal mondo del lavoro, abbiamo messo insieme in queste tre settimane un pacchetto di misure molto rilevante e sostenibile. Dal nostro punto di vista è un buon risultato. Un risultato di cui la condivisione del mondo sindacale è requisito importante. Parliamo spesso dell'importanza del dialogo con le parti sociali, un dialogo che è forte quando produce risultati", ha detto il premier durante l'incontro. E ha sottolineato: "Più sostegno il pacchetto avrà dalle forze sindacali, più sarà forte nel trovare spazio compiuto nella Legge di Bilancio".

L'offerta del governo non convince Corso d'Italia: "E' stata una occasione persa dal governo - ha detto la Camusso - La vertenza previdenziale per noi resta aperta e gli interventi fatti non chiudono il capitolo previdenziale. Per sostenere questo giudizio il prossimo 2 dicembre avremo una mobilitazione generale". "Il documento sintetizza una posizione del governo e se la sottoscrive il governo stesso", ha detto la Camusso. "Il governo ha chiesto quale fosse la posizione dei sindacati sul suo documento finale e noi gliela abbiamo rappresentata", ha spiegato invece la Furlan la quale ha giudicato "pienamente positivo" il documento del governo. A rappresentare con la consueta ironia la situazione è stato il leader Uil Barbagallo: "Che avremmo dovuto fare? Uno firmava, uno ci metteva una mezza firma e un altro ancora non firmava?".

La Cgil ha quindi chiesto un incontro urgente ai presidenti di tutti i gruppi parlamentari. La richiesta è arrivate per lettera al termine dell'incontro. "In vista del prossimo avvio dei lavori parlamentari sulla Legge di Bilancio - si legge - siamo a richiedere un incontro urgente per poter esporre le nostre considerazioni e le nostre proposte in particolare sulle norme che riguardano il lavoro e la previdenza”.

Il governo 'offre' inoltre a Cgil Cisl e Uil, la prosecuzione "prioritaria" di un dialogo su come assicurare una pensione adeguata ai giovani. "Il governo concorda sulla necessità di dare priorità alla discussione sui temi della sostenibilità sociale dei trattamenti pensionistici destinati ai giovani al fine di assicurare l'adeguatezza delle pensioni medio-basse nel regime contributivo , con riferimento sia alla pensione anticipata che a quella di vecchiaia", si legge. L'esecutivo infatti conferma in sostanza il percorso tracciato con i sindacati nel 2016 sulla necessità di proseguire un "dialogo" nel rispetto dei "vincoli di bilancio e della sostenibilità di medio e lungo periodo della spesa pensionistica e del debito", si legge ancora.

E ancora. "Allargamento dei requisiti di accesso alla prestazione per le lavoratrici con figli al fine di avviare il processo di superamento delle disparità di genere e dare un primo riconoscimento al valore sociale del lavoro di cura e maternità svolto dalle donne". E' questo, a quanto si apprende, l'impegno per il 2018 che il governo avrebbe formalizzato relativamente all'Ape social nel documento presentato a Cgil Cisl e Uil unitamente alla garanzia che sempre per il prossimo anno "amplierà la platea alle nuove categorie di attività gravose. Il documento inoltre conferma, con l'obiettivo di consentire in prospettiva la messa a regime dell'Ape social al termine della sperimentazione, "l'accantonamento in un apposito fondo dei risparmi di spesa, come eventualmente accertato nel 2019 attraverso la rideterminazione delle previsioni di spesa nell'ambito dei limiti di spesa programmati".

Anche i sindacati faranno parte della Commissione che studierà, ai fini dei una rilevazione scientifica anche in relazione all'anzianità anagrafica dei lavoratori, la gravosità delle attività lavorative e che dovrà concludere i lavori entro il 30 settembre 2018. La Commissione tecnica sarà presieduta dall'Istat e sarà composta da rappresentanti del Ministero dell'Economia, del Lavoro, della Salute, di Inps, di Inail con la partecipazione di esperti indicati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative dei datori di lavoro e dei sindacati", si legge nel testo.

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