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Gli 007 in azione

Redditometro, la lettera del Fisco ai sospetti evasori: conti in banca e spese, sanno tutto

Stanno arrivando le richieste di chiarimento sulle spese sostenute nel 2009: il contribuente deve rispondere entro 15 giorni

Redditometro

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"Caro contribuente, adesso ci devi spiegare". Grosso modo, così inizia una delle 35mila lettere che l'Agenzia delle Entrate ha spedito ai contribuenti italiani. Ne riporta il contenuto il Corriere della Sera, spiegando giustamente che si tratta dell'accertamento fiscale "del vecchio redditometro". Perché le nuove modalità di "ispezione" sono ancora al vaglio del Garante della Privacy ed eventualmente entreranno in vigore tra qualche mese. Per il momento, il Fisco usa toni cordiali e gentili, ma fermi. Il caso riportato dal Corsera è quello di un single lombardo che nel 2009 ha acquistato un fabbricato per 108mila euro dichiarando un reddito annuo di 11.200 euro. Cifre che hanno fatto accendere la lucina rossa al redditometro. 

L'accusa e l'autodifesa - Sospettato di evasione fiscale, il contribuente in questione dovrà rispondere entro 15 giorni all'Agenzia spiegando come si è potuto permettere l'acquisto. Se non convincerà gli 007, il contraddittorio continuerà e diventerà più serrato, chiedendo conto non solo delle spese certe ma pure di quelle quantificate sulla base dei dati Istat. In questa seconda fase, però, il sospettato potrà anche difendersi con deduzioni logiche. Ma cosa è scritto nella prima lettera? Per argomentare i propri dubbi, il Fisco riporta in una colonna le spese certe (contributi previdenziali, assicurazione, bollette) e nell'altra le spese basate su dati certi (in genere, tutte quelle di manutenzione e mantenimento di casa e mezzi di trasporto). La sorpresa, sottolinea il quotidiano di via Solferino, viene scoprendo che l'Agenzia sa molto di più su di noi. Per esempio, acquisti di elettrodomestici, arredamento, biancheria, riparazioni. Spese legate all'abitazione e tracciabili con bancomat, carta di credito, bonifico bancario. Il contribuente ha la possibilità di rispondere alla lettera allegando la propria "difesa": dimostrando cioè che l'acquisto contestato è stato realizzato, per esempio, grazie ai soldi avuti dai genitori o ricevuti in eredità. Dimostrazione che deve però avvenire tramite movimenti tracciabili. La buona fede, dunque, non basta.


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Commenti all'articolo

  • fraferra

    16 Novembre 2014 - 12:12

    Il benessere puo- essere costruito in vari modi!! Io lavoratore normale ho una pensione di 1.100 Euro netti al mese,,, io ho ereditato da casa mia, mia moglie ha ereditato da casa sua, tutto documentabile, abbiamo messo i soldi a fruttare in BTP,,, e adesso abbiamo, oltre l-appartamento, circa 500 MILA in BANCA, ma il REDDITO, e- piccolo,,,, poi abbiamo gli interessi da spendere,,,,,,,,,,

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  • elea6001

    11 Ottobre 2013 - 16:04

    può darsi ma non ci credo, oppure è un evasore scemo. Credo che un vero evasore si comprerebbe una casa di maggior valore ed inoltre sa come fare per non farla risultare comprata dallo stesso. Il bastardo befera ( essere schifoso che ha il coraggio di dire di non sentirsi ricco e di dire "si vergogni" al giornalista che gli chiede quanto guadagna, cosa legittima visto che è pagato dai cittadini che hanno il diritto di sapere come vengono sperperati i propri soldi ) sa benissimo chi sono i veri evasori ma si guarda bene di andarli a cercare perchè molto probabilmente appartiene alla stessa categoria.

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  • Peo

    11 Ottobre 2013 - 14:02

    In famiglia abbiamo da almeno mezzo secolo una cassetta di sicurezza. In verità dentro ci teniamo qualche gioiellino di scarso valore ma affettivamente importante. E certi documenti che ci hanno suggerito di conservare considerandoli esemplari unici (diplomi e lauree in originale ecc...). Potremmo però negli anni avervi riposto ingenti valori anche in banconote di piena validità (dollari magari). Frutto di vendite di immobili effettuate tantissimi anni fa, quando non vi erano legislazioni restrittive sul movimento dei contanti. Avendoci pagato su all'epoca le relative tasse naturalmente. Il tutto per mantenere in valuta straniera - più sicura - quanto realizzato. E ora io li tiro legittimamente fuori per pagare una casa. Tutto legale, ma il fisco non ci crede. Quindi è lui il ladro, non io l'evasore. Perchè il fisco si approfitta di una situazione - l'aver accumulato contanti legittimamente - ma in modo forse non OGGI RIPETO OGGI documentabile con pezze d'appoggio.

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  • Chry

    11 Ottobre 2013 - 13:01

    "108mila euro dichiarando un reddito annuo di 11.200 euro" ...eccone uno che deve dare spiegazioni. Gli evasori fiscali sono il cancro di questo paese, furbi sulla pelle dei più deboli

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