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I conti in tasca

Casa, luce e gas, chi vive in provincia risparmia 6mila euro

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Casa, luce e gas, chi vive in provincia risparmia 6mila euro

Meglio la provincia, il piccolo comune, la campagna o la città? Se guardiamo al portafogli non ci sono dubbi sulla risposta: i centri urbani sotto i 50mila abitanti. Un numero su tutti: se vive in provincia una famiglia può risparmiare fino a 6mila euro l'anno, più precisamente 491 euro al mese.

Prendiamo un pensionato. Di media porta a casa 1140 euro al mese. Mettiamo che viva con la moglie, anch' essa con lo stesso "reddito". Ecco, se abitassero in un comune medio-piccolo è come se incassassero 3 mensilità in più ogni anno: tredicesima, quattordicesima e quindicesima. Lusso...

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Stesso discorso per un lavoratore statale, o comunque per ogni dipendente che sia costretto a guadagnare in base alle regole stabilite a Roma, con la firma dei contratti nazionali: stesso stipendio in tutta Italia.
Chiaro che in città è tutta un' altra vita. Servizi comodi, tanti punti di svago, più possibilità occupazionali. Ma al portafogli, spesso, non si comanda...
E pure alla burocrazia. Per dire: in provincia si perde anche molto meno tempo all' anagrafe, all' Asl, in banca o alle Poste rispetto a un grande centro. L' Istat, a tal proposito, ha stilato una classifica: quante persone hanno passato più di 20 minuti in fila davanti a uno sportello?

Prendiamo l' anagrafe: nei comuni sotto i 2mila abitanti la percentuale di gente in fila è del 5% dell' utenza, in quelli fra 10mila e 50mila è pari al 17%, mentre nelle città è addirittura del 55%.
Passiamo all' Asl: nei municipi inferiori alle 2mila anime, la coda si verifica nel 46% dei casi, percentuale simile alle medie città di provincia. Nei capoluoghi invece sale a quota 67%.
Chiudiamo con l' annosa pratica del ritiro della pensione alle Poste: 42 signori su 100 perdono quasi mezzora negli uffici sperduti nella campagna, dato che cresce fino a 58 in una cittadina, mentre la vetta si raggiunge ovviamente nei centri delle aree metropolitane: 67 su 100.

Dicevamo però del portafogli... Eh, è questo l' ago della bilancia che fa vincere la provincia sulla città nella speciale gara del costo della vita.
Una spesa su tutte fa la differenza. Catalogata dall' Istat dentro una voce molto vasta: «Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili».

Una voce che porta via 1276 euro in città, contro i 786 nei Comuni sotto i 50mila residenti. Ben 490 euro al mese di differenza. Ulteriormente cresciuta nel 2016 rispetto all' anno precedente. Due anni fa infatti costava un pochino di più mantenere una casa in campagna rispetto al centro urbano. E infatti lo scarto di spesa era di "soli" 313 euro al mese. Poi il boom di spese, soprattutto in città.
Ora, sappiamo bene che le dimore nei piccoli centri valgono sempre meno perché c' è meno domanda: tanti giovani sono emigrati nei centri urbani causa crisi, aziende chiuse, disoccupazione. Nei borghi sono rimasti più anziani e i nonni una casa ce l' hanno già. Per cui c' è poca domanda di immobili. Un mutuo, in media, vale 564 euro mensili in provincia, rispetto ai 652 di un grande centro. Stesso discorso per gli affitti: 356 contro 481.

E poi in campagna, per combattere il freddo, ormai in parecchi casi ci si scalda con la stufa a pellet e d' estate si risparmia con il condizionatore perché c' è più fresco che tra i palazzi delle metropoli.
Per il resto non è che fuori città non ci sia la civiltà o non si spenda per divertimenti, vacanze o alimentari... Solo in tre voci è più conveniente il grande centro rispetto alla cittadina: - alimentari e bevande alcoliche, con 22 euro di differenza a favore del capoluogo di regione - abbigliamento e calzature: 21 euro di scarto - trasporti e comunicazioni. Ovvio, se un lavoratore abita a 30 chilometri dalla città dove ha il suo posto di lavoro sarà costretto a pagare di più per spostarsi. Con i mezzi pubblici o con l' auto. Quindi consumerà più carburante. Risultato finale: in provincia ogni famiglia tira fuori 351 euro al mese per muoversi con i mezzi, mentre nei Comuni grossi la spesa si ferma a 288 euro. Una differenza di 67 euro al mese...
Ma chissenefrega, tanto chi abita nel borgo ha ancora 388 da spendere. Al mese...

di Giuliano Zulin

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