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Il vizio italico

Risparmio, l'inflazione è stata la tassa occulta per gli italiani: è costata 10,6 miliardi di euro

9 Gennaio 2018

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Risparmio, l'inflazione è stata la tassa occulta per gli italiani: è costata 10,6 miliardi di euro

Per tutto il 2017 gli italiani hanno pagato una tassa occulta che ha divorato almeno 10 miliardi di risparmi. Un danno ben cinque volte più grave di quanto possa fare alle tasche dei contribuenti l'odiato canone Rai, per non parlare dei sacchetti biodegradabili, dovuto fondamentalmente all'abitudine nazionale di mantenere il proprio denaro su conti correnti a vista o più semplicemente in contanti "sotto al materasso".

Il tesoretto di risparmi degli italiani equivale a circa 4.228 miliardi di euro, al netto degli immobili, come riporta il Sole 24 ore. Una cifra divorata inesorabilmente dal potere d'acquisto in perdita per l'inflazione che nell'anno passato si è attestata sull'1,2%, a fronte del rendimento medio dei depositi di circa lo 0,4%.

Ci sarebbe stato un modo per evitare di pagare quella tassa occulta, sostiene il quotidiano di Confindustria, investendo una quota dei risparmi sui mercati finanziari, che proprio nell'ultimo anno hanno registrato performance positive, una pratica non proprio amata dagli italiani. Nel 2017 le azioni nostrane hanno guadagnato il 19,14%, mentre quelle mondiali l'8,1%. I risparmiatori in Italia hanno invece investito appena 55 miliardi in azioni tricolore e 69 miliardi in quelle estere, cioè il 3% della ricchezza totale. In più ci sono i fondi comuni azionari, nei quali è confluito il 22% della quota destinata al risparmio, per un totale di 232 miliardi. E poi ci sono le polizze assicurative, che investono in azioni meno del 10%, e i fondi pensione, esposti in borsa per meno del 42%. Ne emerge quindi che gli italiani mantengono sempre enorme prudenza quando si tratta di risparmi, ma nell'ultimo anno questa caratteristica generalmente salvifica si è rivelata un'occasione persa.

Converrà quindi approfittare dei mercati in crescita nel 2018? Le Borse mondiali sono attualmente ai massimi, con rendimenti molto bassi. Le incognite sono parecchie, per esempio nel mercato delle obbligazioni, esposto particolarmente alle politiche monetarie delle banche centrali che si apprestano a ridurre gli stimoli. Proprio in questo asset gli italiani sono più esposti, con il 41% dei fondi comuni. 

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Commenti all'articolo

  • preunitario78

    10 Gennaio 2018 - 12:12

    No scusate ma siamo stati per almeno un biennio in deflazione; la BCE ha fatto i salti mortali per cercare di raggiungere il 2% come da suo mandato e non ci è ancora riuscita..ma di che parlate? E cosa c'entra il ritorno alla lira?? La "svalutazione" non produce infalzione...a produrla e' la maggior domanda di beni e servizi ossia l'economia che gira.. non mi pare che ci troviamo in questa situazi

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