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Ema, scatta il ricorso

30 Gennaio 2018

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Ema, scatta il ricorso

Milano, 30 gen. (AdnKronos) - Scatta il ricorso dell'Italia sull'Ema. Ad annunciarlo è il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, riferendo il contenuto di una telefonata avuta ieri con il premier Paolo Gentiloni e relativa proprio alla possibilità dell'Italia di ottenere la sede dell'agenzia europea del farmaco. "Da quello che mi ha detto oggi parte il ricorso - ha spiegato Sala ai microfoni di Rtl 102.5 - Non voglio illudere i cittadini: non ci sono altissime possibilità di riassegnarci il mandato ma bisogna provarci. E per questo chiamo la politica italiana al massimo impegno".

Ieri il direttore esecutivo dell'Agenzia europea del farmaco, Guido Rasi, aveva reso noto che l'edificio finale dell'Ema ad Amsterdam "non sarà pronto per il 30 marzo 2019", data entro la quale avverrà il trasloco da Londra alla capitale olandese a causa della Brexit. Da qui l'apertura di uno 'spiraglio' per l'Italia, per vedere nuovamente riconosciuta a Milano la possibilità di ottenere la sede dell'Ema.

"E' il momento di essere aggressivi, proviamoci - ha sostenuto il sindaco di Milano - E' il momento di alzare la voce, senza se e senza ma". Sala ha anche precisato che l'Ema non è "un'agenzia dei burocrati, autorizza nuovi farmaci o li toglie dal mercato. Sarebbe grave mettere a rischio la salute dei cittadini". Se dovessero riaprirsi i giochi, "io non penso che i tempi sarebbero molti lunghi".

COMMISSIONE EUROPEA - Intanto questa mattina il portavoce capo della Commissione Europea, Margaritis Schinas, ha commentato l'ipotesi del ricorso dell'Italia sull'Ema. "Questa domanda viene posta dal lato sbagliato della strada (cioè è una domanda per il Consiglio, ndr). Anzi, nemmeno per l'altro lato della strada, perché si tratta non di una decisione del Consiglio, ma dei 27 Stati membri - ha sostenuto Schinas durante il briefing con la stampa a Bruxelles - Non abbiamo nulla da dire, noi abbiamo fatto il nostro mestiere: abbiamo prodotto un'analisi basata sui fatti e poi, quando i 27 Stati hanno preso una decisione, abbiamo prodotto lo strumento giuridico" necessario a tradurla in pratica.

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