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La raccomandata

Inps chiede rimborso a un pensionato: 1 centesimo di euro

Può essere anche rateizzato, il figlio: "Non credo ai miei occhi"

Inps chiede rimborso a un pensionato: 1 centesimo di euro

"Si richiede la restituzione di 0,01 euro per l'eccesso di pensione percepita tra il 1996 e il 2000 ", si legge nella raccomandata arrivata a un pensionato di Riccione, Emilio Casali. Uno scherzo? Assolutamente no, a firmare la lettera è l'Inps, l'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale. Che vuole indietro il centesimo di euro che gli spetta. L'importo può essere anche raitezzato, oppure si può proporre un’azione giudiziaria da notificare direttamente alla sede romana dell’istituto. Ovvio lo stupore e l’incredulità dell'85enne ex commerciante romagnolo, titolare di una boutique in viale Dante, quando si è visto recapitare la raccomandata dalla sede di Roma dell’ente con allegato tanto di bollettino di versamento in conto corrente postale. 

“Sembrava uno scherzo, non volevo credere ai miei occhi – dice mostrando ai cronisti la lettera che riporta il logo Inps – Non riuscivo a capire, addirittura la richiesta di restituire 0,01 euro, un centesimo in più avuto in cinque anni”. La lettera riporta la motivazione della richiesta: “Sono state corrisposte quote di pensione non spettanti in quanto l’ammontare dei redditi personali è superiore ai limiti della legge 335 del 1995″. C’è pure la data di scadenza per onorare il debito, giovedì 14 novembre, e comunque entro 30 giorni dal ricevimento della missiva, recapitata il 15 ottobre, il pensionato potrà verificare con l’Inps “la possibilità di rateizzare il rimborso”. E “nel caso volesse impugnare il provvedimento, potrà presentare ricorso entro 90 giorni dalla comunicazione”.“Mi chiedo se l’Italia può essere considerata un Paese con un futuro – commenta il figlio di Casali, Claudio, sul Periodico italiano – se spende 5 euro per la raccomandata, più i soldi della carta, i costi dei dipendenti per l’impostazione della pratica. Euro che si aggiungono a quelli che spenderemo per recarci in posta e per pagare le tasse del bollettino. Tutto questo per incassare un centesimo”. 

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Commenti all'articolo

  • diavolino

    25 Ottobre 2013 - 09:09

    Stamani ho guardato in basso e mi sono sentito in dovere di difendere quel membro che il suo dovere sempre lo compie, non chiede di andare in pensione, si accontenta di poco, anche di una carezza, non interrompe il suo lavoro per il caffè...ma dico io: come si può essere così ingiusti da paragonare certi funzionari a Lui ?

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  • cecco61

    22 Ottobre 2013 - 12:12

    Nessuno mette in dubbio che la procedura sia automatizzata ma, visto il numero di dipendenti pubblici che dobbiamo mantenere, almeni uno con un briciolo di cervello dovrebbe pure esserci. Tutti a casa visto che quotidianamente sanno solo rubare lo stipendio che percepiscono.

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  • fonty

    fonty

    21 Ottobre 2013 - 23:11

    D'accordo che l'iter possa essere stato avviato in automatico, ma la manina umana potrebbe modificare il programma dicendogli di evitare bollette diciamo inferiori ad una certa cifra dettata dal buon senso, o no ? Quindi non diamo colpe al computer, ma che sono solo ed unicamente di quelle gran teste di caxxo di dirigenti che non hanno voglia di intervenire, per pigrizia o per strafottenza.

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  • routier

    21 Ottobre 2013 - 20:08

    Probabilmente l'iter è stato avviato in automatico tuttavia il fatto è la conferma che la burocrazia in Italia è cieca, sorda e priva del più elementare buon senso.

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