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Intesa Sp: incontra agricoltori settore risicoltura e cerealicoltura a Taglio di Po (2)

14 Giugno 2018

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(AdnKronos) - (Adnkronos)- Nel 2017, l’Italia, primo esportatore di riso europeo e settimo al mondo, ha esportato riso per un totale di 556 milioni di euro, il 4% in più rispetto al 2016. L’Italia risulta esportatore netto, con un saldo commerciale positivo e pari a 419 milioni di euro nel 2017. Quasi l’80% dell’export è diretto all’Unione Europea; tra i mercati extra-UE risultano rilevanti la Turchia, la Svizzera e gli Stati Uniti. L’export di riso, dopo la crisi economica, è tornato vicino ai livelli del 2008 (-2,6% in valore a prezzi correnti tra 2008 e 2017). Il trend di crescita intrapreso nel 2017 appare inoltre in accelerazione nei primi due mesi del 2018 (+10,8%), con buoni risultati ancora nell’Unione Europea, in Turchia e in Medio Oriente.

Saldo commerciale in negativo invece per il commercio internazionale di frumento e granoturco, dove l’Italia importa per il 55% dall’Europa principalmente Francia, Ungheria e Austria, e per il rimanente dai paesi extra europei, Stati Uniti, Ucraina e Canada. Tra il 2008 e il 2016 le importazioni sono cresciute del 20%, toccando nel 2017 i 2,5 miliardi di euro a prezzi correnti, a fronte di un valore delle esportazioni di 200 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente del 12%, un buon segno di riconoscimento internazionale per il frumento italiano.

La regione Veneto nel suo complesso produce il 14,4% del totale cerealicolo nazionale: Rovigo nel 2016 è stata la prima provincia veneta per produzione e per superficie cerealicola, con 5.921 mila quintali di cereali prodotti e 72.544 ettari. Tra il 2008 e il 2016 si è assistito a una riduzione della superficie agricola destinata ai cereali, pari al -8% nella provincia di Rovigo, un dato di gran lunga migliore rispetto al -20% osservato a livello nazionale. Al contempo, a Rovigo è salita significativamente la resa della produzione per ettaro, superando la provincia di Padova e guadagnandosi il primo posto nella classifica produttiva regionale.

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