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Tav: Confindustria Vicenza, preoccupa che Mit valuti penali per rescissione contratto (2)

13 Luglio 2018

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(AdnKronos) - “L’Alta Velocità è una necessità non solo per il Nordest, che è direttamente interessato dall’infrastruttura, ma per tutto il Paese – prosegue Marangoni -. Si tratta di dotare un territorio che trascina il PIL nazionale e che porta un contributo determinante ai conti dello Stato, visto che la bilancia commerciale è fortemente positiva, di un’infrastruttura vitale per il trasporto delle persone e delle merci, che sempre più hanno bisogno di spostarsi con efficienza e velocità per essere competitivi con il resto dei Paesi europei e non. L’ennesimo slittamento dei tempi di inizio lavori o, peggio, il drammatico stop all’opera comporterebbero un danno inimmaginabile sia lungo l’intera tratta Milano-Venezia, sia per le negative ricadute a pioggia sull’asse del Brennero e sulla mobilità locale dell’intera pianura e pedemontana veneta”.

Marangoni aggiunge: “Per ciò che non è già in fase esecutiva, oppure oggetto imminente apertura dei cantieri, penso alla tratta Verona-Vicenza, sono immaginabili eventuali adeguamenti progettuali dal punto di vista infrastrutturale, ambientale ed economico. Ma quello che a nostro avviso non è assolutamente ammissibile è che si rimetta in discussione il quadruplicamento della linea ferroviaria Milano-Venezia, realizzata oltre 150 anni fa e non più in grado di fornire un servizio adeguato alla domanda di mobilità di un territorio che fa dell’export un punto di forza”.

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