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Il vero Super Mario

La Bce taglia il costo del denaro: ecco che cosa cambia

Draghi usa il bazooka, costo del denaro al minimo storico: una decisione che ha degli effetti anche nella vita di tutti i giorni. Ecco quali

Angela Merkel e Mario Draghi

Angela Merkel e Mario Draghi visti da Benny

Una decisione storica, e inattesa, quella di Mario Draghi: il governatore della Banca d'Italia taglia i tassi al minimo storico, il costo del denaro passa allo 0,25 per cento. L'ex numero uno di Bankitalia, inoltre, non esclude altri ritocchi al ribasso in futuro: di fatto, usa il suo consueto bazooka contro i rigurgiti della crisi economica. Il taglio del costo del denaro ha effetti non soltanto macroeconomici, ma anche concreti sulla nostra vita di tutti i giorni. Passiamoli in rassegna.

Mutui - Per chi ha già un mutuo in corso cambia poco: i prestiti per la casa seguono l'indice Euribor, che è già ai minimi storici e vicino allo zero ormai da mesi. Per chi ha un mutuo non a tasso fisso, la rata non cambierà. Qualcosa potrebbe invece cambiare per le famiglie che hanno un finanziamento ancorato al tasso Bce: prodotti che però, nel nostro Paese, hanno una scarsa penetrazione (pari all'1% del mercaot). Il taglio della Bce potrebbe però innescare un volano positivo sugli spread delle banche: i vantaggi potrebbero raccoglierli le famiglie che ancora un mutuo devono sottoscriverlo. Il presito, infatti, potrebbe diventare meno caro e avere effetti anche sui vecchi mutui, "rottamabili" con la surroga.

Imprese - Secondo le stime della Cgia di Mestre, la sforbiciata al costo del denaro potrebbe portare per le imprese risparmi complessivi per 2,3 miliardi. Una stima, forse, troppo ottimista: per i prestiti già negoziati, infatti, i costi non saranno rivisti automaticamente; la revisione automatica avverrà soltanto nei casi dei contratti che lo prevedeono (come per esempio accade sui mutui a tasso fisso o variabile). La maggiore quantità di denaro, però, si renderà disponibile a prezzi più bassi: questo comporta un calo dei costi impliciti per ogni tipo di spiegazione.

Inflazione - Obiettivo, farla aumentare. Lo ha spiegato Draghi, sottolineando come la mossa sui tassi sia il frutto di "una inflazione destinata a rimanere bassa per un periodo prolungato". Nella zona euro, infatti, la crescita dei prezzi al consumo è molto bassa, viaggia intorno allo 0,7%, ovvero ben lontana dalla "soglia di attenzione", fissata intorno al 2 per cento. L'inflazione troppo bassa, nonostante le apparenze, non è una buona notizia. Lo è infatti soltanto nel brevissimo periodo: il rilazo dei prezzi è una delle grandezze che incrementano i ricavi delle imprese e la loro disponibilità a creare lavoro.

Il commercio - Ufficialmente, Draghi spiega che tra gli obiettivi della decisione sui tassi "non sono menzionati e non sono un obiettivo di politica monetaria" il riferimento ai tassi di cambio. Eppure, subito dopo la decisione, in meno di due ore l'euro rispetto al dollaro è sceso da 1,35 a 1,33 euro (la scorsa settimana era a 1,38 euro). L'alleggerimento sull'euro serve alle esportazioni extra Ue, fondamentale per la ripresa: l'export è stato negli ultimi trimestri il principale motore della crescita economica; l'apprezzamento dell'euro, inoltre, ha sempre rappresentato una minaccia per il Vecchio Continente.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    08 Novembre 2013 - 12:12

    Avrebbe senso se avessimo un'economia liberista. Ma tale aggettivo è superato. Ormai le economia sono ''miste'', per fortuna. Tuttavia gli effetti di un basso tasso sono un favore per l'Italia (cfr. rendimenti titoli del debito pubblico). Quanto alle banche, è difficile dar loro il 100% di torto. Le imprese sono decotte, il rischio - dando loro affidamenti - è enorme. Il guaio sta che la politica economica ha fatto finta di non accorgersi della mancanza di investimenti, di ricerca, di innovazione e della concorrenza dell'estremo oriente. Un credito della banche alle imprese per pagare i loro debiti pregressi non è sano.

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  • arwen

    08 Novembre 2013 - 12:12

    Ma le banche continuano a non concedere prestiti.

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  • seve

    08 Novembre 2013 - 11:11

    I discorsi magniloquenti di Draghi stile Federal Reserve americana purtroppo nel contesto Europeo sono destinati a lasciare il tempo che trovano .Quando capiremo che l'Euro è un sistema monetario imperfetto ad egemonia Tedesca sarà sempre troppo tardi. Infatti anche con il costo del denaro 0,50% ho visto estratti conto di aziende con tassi al 18-20-22-29 % cose veramente da cannibali e penso che sia ora che qualcuno ci pensi.Anzi ,penso anche che per l'Italia si incominci a delineare una fattispecie tipo 1980 ,con lo sganciamento della Banca d'Italia dal sistema in preparazione dell'entrata nell'euro.Tassi crescenti al 25 27% e poi nel 1992 la svendita delle così dette privatizzazioni.Britannia ecc. Poi c'è veramente il fatto che sforano tutti tranne che noi,perchè?Ma perchè la Germania vuole annullare la concorrenza Italiana indebolendola ed asservendola via via .La nostra Classe politica è stupida ,ladra e impreparata ed in parte comprata.questo è il motivo . Lo sanno,chi siamo.

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