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Fondo svuotato

Cuneo fiscale, la fregatura: priorità al rigore dei conti, poi meno tasse sul lavoro

Un emendamento in Commissione precisa: le risorse ricavate da spending review e lotta all'evasione andranno prima per coprire eventuali buchi. Poi vengono imprese, dipendenti e pensionati

Fabrizio Saccomanni

Fabrizio Saccomanni

Prima il rigore dei conti pubblici, poi la sopravvivenza di imprese, lavoratori dipendenti e pensionati. Commissione Bilancio della Camera e governo svotano il fondo taglia-cuneo tanto strombazzato dal premier Enrico Letta nei giorni scorsi. In quel portafoglio, destinato a ridurre le pressione fiscale, finiranno sì i soldi recuperati a partire dal 2014 dalla spending review da un lato e dalla lotta all'evasione dall'altra. Ma come sottolinea il Sole 24 ore, il guaio, sancito dall'emendamento di Montecitorio, è che queste risorse (già di per sé ipotetiche e aleatorie) verranno destinati al fondo taglia-cuneo fermo restando "il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica". Tradotto fuor di burocratese: se i conti dell'Italia peggiorano (per esempio, a causa di minori introiti dall'Iva, più che probabili), i soldi di spending review e lotta all'evasione fiscale andranno a tappare la falla e non finiranno nelle tasche di imprese, artigiani, lavoratori dipendenti e pensionati. Sulla carta, il fonto taglia-cuneo andrà al 50% per aumentare le deduzioni per le imprese (compresi liberi professionisti e piccole aziende con meno di 181mila euro di valore della produzione) e al 50% per aumentare le deduzioni riservate a lavoratori dipendenti e pensionati.

Doppia fregatura - C'è poi una beffa ulteriore: nel caso di entrate non preventivabili e non computate nei saldi di finanza pubblica, come misure straordinarie di contrasto all'evasione fiscale (ad esempio, il rientro di capitali dall'estero), quei soldi andranno solo a imprese e lavoratori (dunque non ai pensionati) e in ogni caso prima saranno nel caso utilizzati, ancora una volta, per coprire eventuali buchi nei conti.

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Commenti all'articolo

  • encol

    19 Dicembre 2013 - 09:09

    Si tratta di Mld di euro non bazzecole. Causati da una classe politica demenziale che ha gestito con allegra disinvoltura le risorse pubbliche. Ora per rimettere i conti in ordine almeno per un po', il buco è enorme, si dovranno chiudere le borse dei privilegi, dei vitalizi, dei senatori a vita , dei costi abnormi del quirinale, di centinaia di addetti ai servizi degli "On.", ridurre i parlamentari a 250 individui e i loro emolumenti a euro 3000/mese, un solo parlamento ubicato in un solo palazzo che sarà la "casa degli italiani", cancellare le provincia subito senza il sig.Tentenna, ridurre di conseguenza le regioni, chiusura totale degli uffici all'estero rimane solo la rappresentanza d'ambasciata, vendere subito gli immobili dello stato costosi e inutili. Questo bisogna fare subito ed è questo che farebbe una famiglia di persone normali alla quale ha fatto riferimento ieri sig. Letta.

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  • ixior

    18 Dicembre 2013 - 12:12

    "CARI" politici andate a Fanculo, grazie

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