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La mattonata

Nuove tasse sulla casa: ecco chi si salverà

Nuove tasse sulla casa: ecco chi si salverà

Sul mattone è sempre più caos: alzi la mano chi ha capito quante tasse pagherà nel 2014 sulla casa. Pochi. A oggi, probabilmente nessuno sa calcolare esattamente quanto denaro dovrà versare nelle casse dello Stato  e dei comuni l’anno prossimo in relazione agli immobili.  Peggio di un rompicapo. bisognerà districarsi tra  Tasi (tassa sui servizi indivisibili, pagata in piccola parte anche dagli inquilini: un’altra fregatura) e Tari (l’imposta sui rifiuti). E Imu, perché la vecchia «imposta municipale propria» non sparisce affatto: si applicherà ancora su seconde case, terreni agricoli, negozi  e immobili d’impresa. Insomma, siamo oltre la presa in giro. Per proteste, rivolgersi a Enrico Letta (e a quel che è rimasto delle larghe intese). Nell’insediare il suo governo, il premier  parlò di «superamento» dell’Imu. In Parlamento, il 29 aprile, disse che era «necessario rivedere il sistema» della tassazione immobiliare. 

 La promessa, sulla carta, è stata mantenuta. Ecco, arriva la Iuc, un tributo unico. Tutti contenti.La finanziaria, invece,  alza il velo sull’ennesimo pasticcio tributario. Uno dei peggiori mai visti. Con la legge  di stabilità che domani sarà approvata definitivamente dal Senato,  parte un sistema che lo stesso esecutivo ha già deciso di  ritoccare. Un record: Il governo  annuncia una riforma di una legge non ancora pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.  L’unica cosa certa  è la maxi stangata sulla casa: dai 10 miliardi di euro pagati complessivamente nel 2011 (le abitazioni principali erano esenti), siamo arrivati ai 20-24  miliardi del 2012-2013 grazie a  Mario Monti. Dal prossimo anno, il gettito complessivo annuo sarà di almeno 30 miliardi. Forse 40. E stavolta bisogna ringraziare  Letta. 

Cantiere aperto. Il quadro resta  poco chiaro. Molto dipenderà dalle modifiche allo studio di  palazzo Chigi. La riforma della riforma, nel dettaglio, riguarderà l’aliquota della Tasi   e le relative detrazioni: il tetto massimo dovrebbe passare, con un decreto annunciato venerdì dal ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, dal 2,5 per mille al 3,5 per mille; allo stesso tempo dovrebbero diventare più alte le detrazioni, col fondo in dotazione ai comuni destinato a salire da 500 milioni di euro fino a a 1,3 miliardi: tolgo da una parte e metto dall’altra. Il cantiere, insomma,  è aperto.    

 Di là dalle polemiche, famiglie e imprese stanno cercando di districarsi nel nuovo labirinto fiscale. Ecco, qui di seguitio,  una sorta di guida. Con una premessa. La «Iuc» non esiste: è una presa in giro. Una invenzione. Non c’è un solo tributo,  ma  bisognerà continuare a fare lo slalom tra tre diversi balzelli: Imu, Tasi e Tari.

 Abitazioni principali. Niente Imu, ma si pagano Tasi e Tari. Quest’ultima sostituisce la Tares sui rifiuti e potrà essere determinata dai comuni con criteri «nuovi». La Tasi, secondo alcuni calcoli della Cgia di Mestre, potrebbe essere più cara della vecchia Imu per le famiglie con più figli a carico, ma garantirebbe nettamente un risparmio se venissero mantenute le stesse detrazioni applicate all’Imu (200 euro base, più 50 a figlio). Ma la faccenda è legata al fondo detrazioni che Letta deve ancora definire. 

Categoria A2. La Cgia ha preso in esame anzitutto  le abitazioni di categoria catastale A2, quella più diffusa con 12 milioni di immobili. Per un appartamento di 127 metri quadrati con rendita catastale di 621 euro, il confronto Tasi-Imu è favorevole al nuovo tributo solo nel caso in cui il proprietario non abbia figli a carico. La Tasi si attesta a 78 euro con aliquota all’1 per mille, a 131 euro con aliquota all'1,5, a 183 euro con quella al 2 per mille e a 235 con l’aliquota al 2,5. Ma nell’ipotesi in cui l’aliquota dovesse arrivare al 3,5 per mille con la riforma, come sembra, il versamento sarebbe di circa 340 euro.  Con la vecchia Imu, invece, si pagava 263 euro.   Il vantaggio resta fino alle famiglie con due figli a carico e aliquota Tasi non superiore all’1,5 per mille. Ma se l'aliquota sarà più spinta (dal 2 a 2,5 per mille o oltre, com’è probabile) le famiglie con due figli a carico pagheranno da 19 a 175 euro in più, mentre quelle con tre figli da 77 a 200  euro in più.    

Incognita detrazioni. Favorevole al contribuente, invece, l’ipotesi di applicazione delle stesse detrazioni Imu (200 euro base + figli) anche nella Tasi. In questo caso i risparmi andrebbero dai 113 ai 213 euro,   secondo il numero di figli e di aliquota applicate dai comuni. Anche in questo caso, tuttavia, si scommette su aliquote contenute. Ma è come puntare il numero secco alla roulette del casinò.

Categoria A3. La Cgia ha poi fatto simulazioni sulle abitazioni di categoria catastale A3 (12 milioni di immobili), per una casa di  111 metri quadrati e una rendita catastale di 422 euro.    Con l’ipotesi dei 500 milioni di euro aggiuntivi destinati a ridurre il prelievo Tasi, il confronto con l’Imu è quasi neutro per i nuclei familiari senza figli;  mentre sarebbe stato  vantaggioso solo se le aliquote Tasi fossero state tra  l’1 o 1,5 per mille (mentre ora la forchetta in ballo è 2,5-3,5 per mille.     La Tasi, peraltro, diventa più onerosa dell’Imu per le famiglie con figli, con aumenti rispetto all’Imu variabili da 30  a 151 euro. Nell’ipotesi che anche questa categoria di immobili goda delle stesse detrazioni previste nel 2012 per l’Imu, la nuova tassa sarebbe meno cara per diverse categorie, sia per la famiglia senza prole (-115 euro), sia per chi ha da 1 a 2 figli (da -15 euro a -65 euro). Solo con 3 figli a carico la differenza Imu-Tasi sarebbe pari a zero.

Negozi, terreni agricoli e capannoni. Commercianti, agricoltori e imprenditori  pagano tre imposte: Imu, Tasi e Tari. Per i negozi l’aliquota Imu è quella massima: 1,06%. Pagano la Tasi piena. Al buio la Tari: la tassa sui rifiuti dipenderà dai criteri scelti dai sindaci. Nel caso dei terreni agricoli, è prevista una base imponibile ridotta per l’Imu, mentre la Tari si applica solo ai fabbricati strumentali: due mini sgravi. Per quanto riguarda gli imprenditori, l’Imu versata in relazione agli immobili strumentali è deducibile dalle imposte sui redditi nella misura del 30%.  Per la Tari, invece, è previsto un esonero per le superfici produttive di rifiuti speciali, che pagano altre tariffe speciali.

Quanti bollettini postali o F24?. Fatti i conti (salvo errori, scontati), ci si prepara ai versamenti, sperando di trovare qualcosa in tasca o sul conto corrente. Anche il pagamento sarà una mission impossible. Non ci sarà un solo bollettino postale targato «Iuc» né un solo modello F24. Con una abitazione principale e una casa al mare servono, considerando due rate annuali, tre bollettini postali o due modelli F24. Ma il governo fa ancora in tempo a rendere tutto più complicato.   

di Francesco De Dominicis
Twitter @DeDominicisF

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Commenti all'articolo

  • giampu

    23 Dicembre 2013 - 10:10

    ciao,ora è il momento di un potere imbattibile che dica allo stato e al governo:da questo momento la spesa dello stato diminuisce esattamente di 8/10(chi prendeva 10,ora prende 2),vedrai come fanno presto a trovarsi un lavoro,e in 5 anni cancelleremo il debito che loro hanno creato e che ci sta massacrando quindi se lo pagano anche,ripeto un potere imbattibile.patrimoniale x i politici e tutti in bici.

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  • ohmohm

    ohmohm

    22 Dicembre 2013 - 23:11

    VERGOGNA!!!!!

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