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Conti in rosso

Debito pubblico, nuovo record a 2.104 miliardi di euro

I dati di Bankitalia relativi al novembre 2013 rivelano un aumento di altri 18 miliardi. Da inizio anno la crescita è stata di 114 miliardi

14 Gennaio 2014

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Enrico Letta

Enrico Letta visto da Benny

Da settimane Enrico Letta va dicendo a macchinetta che il 2014 sarà l'anno della ripresa e del rilancio. Lo ha ribadito in queste ore dal Messico, dove è in visita ufficiale prima di un ritorno a Roma che, tra rimpasto e legge elettorale, si annuncia rovente. Ma le ultime del 2013 sono notizie tragiche. La Banca d'Italia segnala infatti che il debito delle Amministrazioni Pubbliche è aumentato a novembre di ulteriori 18,7 miliardi, raggiungendo un nuovo massimo storico pari a 2.104,1 miliardi. Bankitalia sottolinea che l’aumento è riconducibile principalmente al fabbisogno del mese (6,9 miliardi) e all’aumento (11,5 miliardi) delle disponibilità liquide del Tesoro (che hanno raggiunto 59,0 miliardi).  L’incremento del debito nei primi undici mesi dell’anno è stato pari a 114,6 miliardi, dovuto principalmente al fabbisogno delle Amministrazioni Pubbliche (90,2 miliardi) e all'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (24,6 miliardi). Sul fabbisogno ha inciso per 12,8 miliardi il sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro; in particolare, la quota di competenza dell’Italia dei prestiti erogati dall’European Financial Stability Facility è stata pari a 6,7 miliardi; i versamenti della terza e quarta tranche della sottoscrizione del capitale dell’European Stability Mechanism, effettuati nei mesi di aprile e ottobre, sono stati complessivamente pari a 5,7 miliardi. Dal 2010 il contributo italiano al sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro è stato pari a 55,1 miliardi, di cui 33,6 miliardi riguardanti la quota dell’Italia dei prestiti dell’Efsf, 11,5 riguardanti la sottoscrizione del capitale dell’Esm e 10 miliardi relativi ai prestiti bilaterali in favore della Grecia (la cui erogazione è terminata alla fine del 2011). 

I Consumi -  Parallelamente, l'Istat ha reso noto il dato sull'inflazione media del 2013, il cui tasso all'1,2% è il più basso dal 2009, primo anno duro della crisi. Un dato che è la spia di consumi ancora molto bassi. Nel dettaglio, le spese che nel 2013 hanno registrato i maggiori aumenti dei prezzi sono state Istruzione (+2,6%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,4%) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+2,0%).

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Commenti all'articolo

  • fraferra

    01 Marzo 2014 - 09:09

    Letta è una brava persona, ma come politico è stato debolissimo,,,,, non si è imposto su niente,,,, non aveva la forza,,,, galleggiava sui partiti e con il loro consenso,,,,, ha fatto aumentare il Debito Pubblico e ha fatto perdere all'Italia 10 mesi,,,,,,, L'Italia ha bisogno di TAGLI POTENTI e DECISIONI FORTISSIME,,,,, ci vorrebbero 10 Mussolini,,,,,,,,,,,,

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    • ramadan

      07 Marzo 2014 - 17:05

      che spezzò le reni alla grecia e sconfisse stalin

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  • imahfu

    06 Febbraio 2014 - 08:08

    Sotto i governi Berlusconi che strilla se si pongono imposte e sacrifici per diminuire il debito da lui considerato 'ininfluente' per molti anni. Ora ha capito che accontentare tutti per il potere é dannare tutto il Paese. A questo si aggiunga la ''devolution'' per accontentare Bossi e le autonomie locali hanno fatto 'buchi' ovunque

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  • aldogam

    14 Gennaio 2014 - 15:03

    L'austerity ci è imposta dall'UE proprio a causa dell'elevato debito pubblico e ribaltata su di noi dai governi Monti e Letta. Ora sarebbe stato logico attendersi una riduzioe di detto debito come conseguenza dei patimenti indotti nel sistema Italia. Invece nulla, anzi molto male: l'economia è ormai al tracollo, il debito galoppa. Quindi, visto che non si risolve il debito, almeno si faccia qualcosa per salvare il salvabile dell'economia, facciamola riprendere, servirà anche per diminuire il debito, semprechè la spending review non continui ad essere la buffonata che finora è stata.

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