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Imu, ecco cosa rischia chi non riesce
a pagare in tempo

Una grande differenza tra la sanzione in caso di adempimento spontaneo (ravvedimento) e con l’accertamento del Comune

Imu, ecco cosa rischia chi non riesce
a pagare in tempo

Una premessa. L’articolo che segue non ha nessun intento eversivo, del tipo non pagate la mini-Imu perché si tratta di un’imposta ingiusta. Nient’affatto. Il pezzo che segue spiega cosa succederà al contribuente distratto che per mille motivi, non ultimo il ridicolo balletto di nomi, termini e aliquote delle tasse sulla casa inscenato da questo governo, non dovesse riuscire a versare il balzello entro il termine del 24 gennaio. C’è una sanzione, come ovvio che sia, che però potrebbe essere molto più bassa di quanto gli esausti versatori di imposte italiani potrebbero pensare.

Ma prima di arrivarci cerchiamo di capire perché siamo finiti qui. Tutto nasce dall’abolizione dell’Imu (2013) sulle prime case (non di lusso)  e dal solito problema della mancanza di risorse. Più nello specifico: ballava circa un miliardo di euro per compensare gli aumenti alle aliquote Imu decisi dai singoli Comuni. E così per tappare il buco lo Stato si è ingegnato fino a sfinirsi racimolando a malapena  600 milioni. Gli altri 400 (il 40% degli aumenti, quindi) dovranno arrivare dalla mini-Imu. Appunto. Non tutti gli italiani, però,  saranno chiamati allo sforzo supplementare. Ma solo i proprietari di case che si trovano in uno del 2.401 Comuni (il 30% dei municipi italiani) che nel 2012 e 2013 o anche solo nel 2013 hanno deciso di incrementare l’aliquota standard.  Tra le grandi città ci sono Milano, Torino, Verona, Genova, Parma, Bologna, Siena, Roma, Napoli, Salerno, Palermo ecc. Sono circa 10 milioni gli italiani coinvolti per un costo medio della rata che oscilla intorno ai  40euro. 

Ma veniamo al pagamento. L’operazione funziona così: calcolate l’imposta con l’aliquota standard e poi con quella decisa dal comune. A entrambi gli importi che si ottengono sottraete le relative detrazioni (quelle standard sono pari a 200 euro per tutti e a 50 euro per ogni figlio) e a questo punto prendete le nuove cifre e fate la differenza. Giusto il tempo di tirare tirate il fiato e di prepararsi a un ultimo sforzo: calcolare il 40% di questa differenza.  Fatto? Ecco, questa è la cifra che dovete pagare. Neanche il tempo di finire che già vi chiedete se la gabella si può evitare? In realtà non è possibile, nel senso che si tratta di una legge dello Stato per cui il Comune non vi può esentare, ma c’è un eccezione. Se alla fine dell’operazione di cui sopra il vostro risultato non dovesse superare i 12 euro allora il pagamento potrà considerarsi automaticamente annullato.         

Ma visto che manca poco più di una settimana al mini-Imu-day torniamo a noi. Al contribuente distratto. Cosa gli succede? Secondo le simulazioni del Sole 24 Ore, grazie al ravvedimento operoso (adempimento spontaneo anche se tardivo), prima paga e meno paga. Se salda il dovuto entro 15 giorni (il cosiddetto ravvedimento sprint) gli si applica la sanzione dello 0,2% per ogni giorni di ritardo. L’esempio è facile. Paghi il 29 di gennaio e quindi con cinque giorni di ritardo? Ai potenziali 50 euro che dovevi versare si aggiungono 0,50 centesimi,  l’1% (0,20% per 5). Non sei così svelto nel ravvederti e saldi con un ritardo che comunque non supera i 30 giorni? Allora rientrerai nella casistica del ravvedimento breve. In soldoni: ti si applica un’aliquota del 3% che restando nell’esempio dei 50 euro di cui sopra porta a una sanzione di 1,50 euro. Mentre se superi il mese ma non vai oltre l’anno dall’omissione o dall’errore (il ministero dà però come scadenza quella del termine di presentazione della dichiarazione dei redditi) l’aliquota sale al 3,75%. Certo alla sanzione ridotta devono aggiungersi gli interessi legali (da gennaio 2014 sono scesi all’1%) ma si tratta comunque di un trattamento di vantaggio.  

C’è un però. Se partono le operazioni di accertamento del Comune (basta anche che l’ente renda noto l’inizio di un’attività istruttoria) il conto diventa ben più salato. Il ravvedimento, in pratica, deve avvenire prima, altrimenti la sanzione sale al 30% con l’aggiunta degli interessi e delle spese di notifica che i nostri amministratori possono richiederci. Certo, anche in questo caso ci sono delle eccezioni. Per esempio, se il contribuente riceve la notifica municipale ma salda l’imposta prima dei 15 giorni di ritardo, dovrà versare «solo» il 2% di sanzione per ogni giorno di mancato pagamento. Dopo dieci giorni, comunque, siamo al 20%. Nulla a che vedere, insomma, con il 2% del ravvedimento sprint.

di Tobia De Stefano

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Commenti all'articolo

  • Baronedel Carretto

    16 Gennaio 2014 - 15:03

    Siamo in un paese dove è difficile pagare le tasse. Perchè? Semplice. Se tu non paghi perché ti sei dimenticato, o paghi male perché non si capisce nulla, o paghi in ritardo perché i bollettini (tipo Tares) ti arrivano tardi lo Stato ti MASSACRA e guadagna molto di più. E' quindi volutquesto casino per rubare dalle tasche delle persone oneste più soldi possibili e poi pagare gli stipendi e pensioni d'oro della casta.

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  • SGis

    16 Gennaio 2014 - 14:02

    Potete dare tutte le indicazioni necessarie ed è giusto...ma quando si sente che capigruppo a Palermo si aumentano lo stipendio di ben 1.168 euro al mese vien voglia di PRENDERE LE ARMI e far fuori tutti questi ladri. Noi soffriamo la fame e questi ci prendono per i fondelli. Quando si aboliranno le zavorre a statuti speciali e quando la magistratura incriminerà questa accozzaglia di gente confiscando i loro beni e di quelli a loro vicini che si sono arricchiti indebitamente. SE LO STATO NON FA NIENTE COME AL SOLITO UNA INSURREZIONE ARMATA E' PIU' CHE GIUSTIFICATA

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  • delfino47

    16 Gennaio 2014 - 14:02

    Visto che in TANTI NON POSSIAMO pagare tutte queste tasse che ci stanno DISTRUGGENDO. MALEDETTI ! !

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