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La crisi

Al 10 per cento delle famiglie italiane la metà della ricchezza

Secondo l'indagine condotta dalla Banca d'Italia sui redditi e la ricchezza delle famiglie italiane nel 2012 il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede il 46,6 per cento della ricchezza netta totale

Al cento, il presidente della sezione feriale della Corte di Cassazione Antonio Esposito

Nel 2012 i mercati della zona euro si sono tranquillizzati, lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi si è dimezzato e il 2013 è passato senza grandi scossoni. Ma le incertezze permangono, i dati economici sui bilanci delle famiglie, il basso livello del clima di fiducia sulle condizioni del mercato del lavoro e un debito pubblico di 2.104 miliardi di euro non rassicurano di certo. Secondo i risultati dell'indagine condotta dalla Banca d'Italia sui redditi e la ricchezza delle famiglie italiane nel 2012, uscita oggi sul sito ufficiale, la ricchezza in Italia, come nel mondo, è sempre più concentrata. 

I dati - Secondo la ricerca il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% della ricchezza netta totale rispetto al 45,7% del 2010. Tra il 2010 e il 2012 il reddito familiare medio è calato in termini nominali del 7,3 per cento, quello equivalente del 6; la ricchezza media è diminuita del 6,9 per cento. La ricchezza familiare è stata misurata sommando le attività reali (immobili, aziende e oggetti di valore) e le attività finanziarie (depositi, titoli di Stato, azioni, ecc.) al netto delle passività finanziarie (mutui e altri debiti). La quota di famiglie con ricchezza negativa - riporta la ricerca - è invece aumentata al 4,1% dal 2,8% del 2010. I dati di Bankitalia spiegano che la metà delle famiglie vive con meno di 2.000 euro al mese. In particolare, solo la metà di queste ha un reddito annuo superiore ai 24.590 euro (circa 2.000 euro al mese), mentre un 20% conta su un reddito addirittura inferiore ai 14.457 euro (1.200 euro al mese). Il 10% delle famiglie a più alto reddito, invece, percepisce più di 55.211 euroTra il 2010 e il 2012, inoltre, il deterioramento delle condizioni economiche è stato più accentuato per i lavoratori autonomi rispetto ai dipendenti mentre i pensionati hanno migliorato relativamente la loro posizione. 

Il riflesso della crisi - Di conseguenza, proprio per via della maggiore concentrazione della richezza, secondo l’indagine sul 2012 è proseguita la crescita delle famiglie formate da un solo componente (28,3 per cento, contro il 24,9 per cento nel 2010; erano il 16,1 per cento nel 1991); sono diminuite, per contro, le coppie con e senza figli. 

 

 

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