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I nostri soldi

L'agenda Renzi ci costerà 100 miliardi di euro

Rimborso di tutti i debiti della P.A., sussidio di disoccupazione, cuneo fiscale, edilizia scolastica. Ecco il conto del programma

L'agenda Renzi ci costerà 100 miliardi di euro

Preparatevi a svuotare le tasche e a rompere i salvadanai. Perchè Renzi sarà stato sì vago nel suo discorso al Senato per la fiducia. Ma l'agenda che ha comunque messo sul piatto, cioè l'insieme degli impegni presi con gli italiani, "vale" la bellezza di quasi 100 miliardi di euro. E se è vero che l’Università Bocconi ha stimato il valore della somma di tutte le maggiori partecipazioni pubbliche dello Stato (ossia quanto incasseremmo se vendessimo tutto di Eni, Terna, Snam, Rai, Finmeccanica, Ferrovie, Poste e così via) in circa 92 miliardi di euro, nemmeno questo basterebbe a finanziare l’”Agenda Renzi”.

Lo sblocco totale dei debiti della Pubblica amministrazione (che ammontano a 91 miliardi), tolti i 47 miliardi di euro per cui sono già state stanziate risorse tra 2013 e 2014, significherebbe garantire anche i 44 miliardi mancanti, trascurando ovviamente i nuovi debiti accumulati.

Ma la vera proposta shock del sindaco di Firenze è una “riduzione a doppia cifra del costo del lavoro”. L'operazione varrebbe diverse decine di miliardi: la riduzione di dieci punti del cuneo fiscale per i soli lavoratori under 40, almeno 27,5 miliardi. Estendendo il taglio a tutti i lavoratori, la cifra lieviterebbe fino a 34-35 miliardi.

Poi c'è l’introduzione, attraverso il Jobs Act, di un sussidio universale di disoccupazione che allarghi il paracadute delle garanzie per chi perde il lavoro anche ai lavoratori autonomi. Aspettando che venga definita con precisione la platea dei beneficiari, il provvedimento necessiterebbe di almeno 18 miliardi.

C'è poi il Piano per l'edilizia scolastica, un programma che lo stesso Renzi ha definito "nell'ordine di qualche miliardo di euro” (potrebbero essere 4-5). L’idea è quella di un piano di investimenti pubblici, ancora non quantificabile, ma che possa avere ricadute dirette sul comparto edilizio.

Quasi 50 miliardi per i debiti Pa, 30 miliardi per la cura shock sul cuneo fiscale, 18 miliardi per il sostegno universale al reddito, 3-4 miliardi per l'edilizia. La prima vera sfida del premier, conclusa l'abbuffata di promesse, sarà  spiegare come pagare il conto.

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Commenti all'articolo

  • pinux3

    01 Marzo 2014 - 11:11

    @marco...Via gli statali? Via medici e insegnanti? E le imprese che hanno crediti con lo Stato si arrangino? Ma che bel modo di "ragionare"...

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  • EllaElla

    26 Febbraio 2014 - 04:04

    test

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  • accanove

    25 Febbraio 2014 - 14:02

    ....di promettere un pò di tutto non ha eguali, per il resto c'è mastercard (vedremo a chi è intestata, sicuramente non alla PA)

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  • civimar

    25 Febbraio 2014 - 14:02

    vogliamo servizi da paesi scandinavi purchè non ci sia da pagar nulla, oppure che ce lo paghino gli altri. E' giusto pretendere che la valanga di soldi che (non tutti) paghiamo non venga sprecata ma urlare di continuo alla scandalo e poi difendere chi fa il malaffare perchè è della nostra stessa fede politica non può che portarci al fallimento.

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