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Le previsioni d'inverno

Commissione Ue, allarme sul Pil: crescerà di meno. L'eredità Letta per Renzi

Bruxelles: "Crescita lenta, nel 2014 sarà dello 0,6 invece che dello 0,7%". Rehn: "Andate avanti con le riforme"

Commissione Ue, allarme sul Pil: crescerà di meno. L'eredità Letta per Renzi

Il governo di Enrico Letta lascia una pesante eredità a Matteo Renzi. La Commissione Ue ha rivisto leggermente al ribasso la crescita dell'Italia nel 2014, ora stimata dello 0,6%, mentre nelle scorse previsioni pubblicate a novembre era prevista allo 0,7: lo si legge nelle previsioni d'inverno pubblicate dall'Esecutivo Ue. Non cambia invece la previsione sulla crescita del Pil italiano nel 2015, che rimane dell'1,2%, come già a novembre. Una leggera frenata sulla strada della ripresa che potrebbe complicare la vita al futuro premier, già sotto accusa per il suo "programma" economico fumoso e privo di riferimenti e dati certi. La palla passa ora al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che i senatori leghisti lunedì hanno definito la longa manus dell'Europa nell'esecutivo. Peggio è andata con i deputati del Movimento 5 Stelle, che alla Camera si sono rivolti a Renzi e Padoan come "figli della Trojka".

Le cause della frenata - Dalla Commissione sono arrivate cattive notizie anche sul fronte del Pil, che nel 2013 ha registrato un calo peggiore rispetto alle precedenti stime di Bruxelles: non più -1,8% ma -1,9.. Quella che la Commissione definisce "severa recessione", confermata dalla contrazione del 2013, si legge nel capitolo delle previsioni dedicato all'Italia significativamente intitolato "Una lenta ripresa è in corso", si è fermata con "un moderato aumento nell’ultimo trimestre 2013. L'economia dell'Italia è attesa in lenta ripresa nel 2014, grazie a una più forte domanda esterna. Con il miglioramento delle condizioni del credito, la crescita dovrebbe aumentare ulteriormente nel 2015". A frenare l'economia italiana, sottolinea la Commissione, è stato finora "il forte calo della domanda domestica dovuta alle difficili condizioni di finanziamento e all'incertezza che ostacola consumi e investimenti". La ripresa di quest’anno dipende dall’aumento della produzione industriale, che trainerà anche i servizi, in seguito al rafforzarsi della domanda esterna e degli ordini per le esportazioni: ecco perché il Pil reale è atteso in aumento dello 0,6 per cento. Anche la domanda interna contribuirà alla crescita, soprattutto con "investimenti in attrezzature, soprattutto per le aziende esportatrici. Gli investimenti nelle costruzioni invece scenderanno ancora anche a causa delle persistenti difficili condizioni del credito".

Rehn: "Avanti con le riforme"
 "Il peggio della crisi ora potrebbe essere dietro di noi, ma questo non è un invito ad abbassare  la guardia, in quanto la ripresa è ancora modesta. Per rendere la ripresa più forte e creare più posti di lavoro abbiamo bisogno di mantenere la rotta delle riforme economiche", è l'avvertimento del commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn. "La ripresa economica - continua - sta guadagnando terreno in Europa, dopo il ritorno alla crescita a metà dello scorso anno. Il   rafforzamento della domanda interna quest’anno dovrebbe aiutarci a raggiungere una crescita più equilibrata e sostenibile". Rehn sottolinea che "anche il riequilibrio dell'economia europea sta procedendo e la competitività verso l'estero sta migliorando, in particolare nei Paesi più vulnerabili".

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Commenti all'articolo

  • bfrizzante

    06 Marzo 2014 - 10:10

    mah, io non ci capisco niente di economia, anche perchè quando ho provato a comprare qualche fondo comune obbligazionario ho sempre guadagnato delle cifre da ridere. Una curiosità però me la pongo; Olli Rehn che detta la politica economica agli stati europei nono è un danese? e la domanda prossima è: la Danimarca non ha votato per 2 volte NO all'EURO? Quanta fiducia hanno i suoi connazionali?

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