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Crisi, arriva lo scudo fiscale

Idv: buono per casta piduista

Crisi, arriva lo scudo fiscale
Via libera del Consiglio dei ministri al Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2010-2014. Arriva, in altre parole, lo scudo fiscale. "La norma prevede - si legge nella relazione tecnica presentata in commissione Bilancio e Finanze alla Camera a firma dei relatori - l'istituzione di un'imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali, detenute fuori dal territorio dello Stato» e a «condizione che le stesse vengano rimpatriate in Italia da paesi Extraeuropei nonchè regolarizzate ovvero rimpatriate perchè in essere in Paesi dell'Unione europea e in Paesi aderenti allo spazio economico europeo che garantiscono un effettivo scambio di informazioni fiscali in via amministrativa". Prima di diventare legge lo scudo fiscale dovrà avere l'ok di Bruxelles. Lo spiega il ministro dell'Economia Giulio Tremonti difendendo a spada tratta la scelta del governo di inserire il provvedimento come emendamento al decreto anti-crisi. E il premier garantisce: "Il bilancio italiano è stato ritenuto da tutte le istituzioni internazionali e dal presidente della Commissione europea affidabile e credibile".

Opposizione all'attacco - L'opposizione però insorge: dopo il "nuovo condono", attacca il Pd, aumenteranno le tasse per gli onesti. Pesanti accuse anche da Di Pietro, secondo il quale lo scudo è "un'impunità bella e buona" nei confronti degli evasori. Quindi chiosa: "Lo scudo fiscale serve a una piccola casta piduista, a far rientrare i capitali della famiglia Agnelli, di Berlusconi e della famiglia Marcegaglia". Dario Franceschini non ha usato mezzi termini: per lui lo scudo fiscale "è un condono nella versione peggiore". Sulla stessa linea Pier Luigi Bersani, che parla di scelta "indigeribile per tre motivi: lo sconto è impressionante e incomprensibile per chi le tasse le paga; non si capisce come garantire la certezza del periodo fiscale in esame e resta quindi ambiguo se si paghi il 5% o ancora meno; non c'è traccia alcuna di misure concrete tese a ripristinare la fedeltà fiscale".

Intanto scoppia un acceso battibecco tra il ministro Tremonti e un cronista americano durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il cronista ha chiesto al responsabile del dicastero come si possano conciliare lo scudo fiscale e la lotta all’evasione e come mai abbia cambiato idea sullo scudo fiscale rispetto a quanto dichiarato negli anni scorsi. "Questo tipo di domanda la rivolga ad Obama - ha prontamente replicato Tremonti - quando avrà risposta, io sottoscriverò quella risposta. Questo è un trucco che sta adottando lei, io sono contrario ai paradisi fiscali. Concordo con la politica americana - ha aggiunto il ministro -, mandi una mail alla Casa Bianca e mi dica la risposta che otterrà e io la sottoscriverò". Quanto al rilievo del cronista sul fatto di aver cambiato opinione, Tremonti ha poi tagliato corto: "Sono coerente con quello che ho sempre detto" ha spiegato il ministro, voltandosi poi verso il leghista Calderoli e sussurrando parole offensive (testa di... ) nei confronti del giornalista. "Il vero beneficio di questo provvedimento - ha voluto poi precisare Tremonti sempre a proposito dello scudo fiscale - è chiudere la caverna di Ali Babà, perché è inutile fare finta di contrastare l'evasione fiscale, quando si lasciano aperti i paradisi fiscali".

Il Dpef - "Negli ultimi due-tre mesi si sono ripetuti segnali non negativi, per l'economia mondiale e per quella italiana. Le tensioni sui mercati finanziari si sono gradualmente allentate. L'incertezza sulle prospettive economiche rimane legata, ma si sta evidenziando un'attenuazione delle spinte recessive. In varie sedi e forme si ipotizza la ripresa a partire dal 2010". Comincia così il primo capitolo del Dpef che è oggi all'esame del Consiglio dei Ministri. Il documento, che prevede per quest'anno una contrazione del Pil del 5,2%, quantifica anche la ripresa con un Pil a +0,5% nel 2010 e al +2% per ciascuno degli anni 2011-2013. Il Dpef, senza nascondere che "la crisi economica ha messo sotto pressione l'equilibrio dei conti pubblici" spiega che "risulta essenziale ristabilire sin d'ora un percorso di risanamento solido e credibile per il dopocrisi" con l'ottica anche di "continua a dare stabilità e fiducia agli operatori economici e ai mercati finanziari".
Il documento conferma le indiscrezioni della vigilia con un Pil 2009 a -5,2%, il deficit 2009 -5,3% che però se viene corretto per il ciclo cala al 3,1% (2,8 nel 2010 e 2,5% nel 2011) e di un debito al 115,3%. Ma già indica miglioramenti per il futuro, con il pil in crescita già il prossimo anno (+0,5%) e ancora di più in futuro (+2% per ciascuno anno del triennio 2011-2013). Il deficit, che scende dal 5,3% di quest'anno al 2,9% del 2012, si assottiglia dal 3,1% al 2,1% se si guarda al valore corretto per il ciclo e senza una tantum. Ma l'impegno contenuto nel Dpef va oltre il quadro macro riportato in base alle elaborazioni più aggiornate. "Gli obiettivi - afferma il governo nel documento - rimangono quelli di una convergenza verso il pareggio di bilancio in termini strutturali e verso una graduale ma costante riduzione del rapporto debito/pil non appena la ripresa si sarà consolidata, per continuare a dare stabilità e fiducia agli operatori economici e ai mercati finanziari. L'impegno al riguardo è confermato". "Il Governo intende agire per trasformare l'attuale crisi in un'opportunità di sviluppo e di rilancio per l'economia italiana, e più in generale di progresso sociale per il Paese". È quanto prevede il Dpef che nel primo capitolo "Sintesi e Conclusioni" delinea gli obiettivi di politica economica del governo.

"L'economia italiana risulta meno esposta ai fattori specifici della crisi finanziaria". È quanto afferma il Dpef che analizza "l'indebitamento delle famiglie inferiore rispetto all'area dell'euro (60% del reddito disponibile contro il 93% a fine 2008)" e, soprattutto, riporta i dati del "debito aggregato", che riunisce il debito cumulato dal settore pubblico e da quello privato, per mostrare che l'Italia, che nel 1995 era sopra la media dell'Ue è ora sotto questa soglia. L'ammontare del "debito aggregato" pubblico-privato dell'Italia si attesta nel 2009 al 221% del Pil, ampiamente sotto la media dell'Ue che è invece del 246,7% del Pil. Ma - spiega il Dpef - "la posizione relativa dell'Italia rispetto ai paesi europei è significativamente migliorata dal 1995 al 2009. Nel 1995, infatti, il debito aggregato italiano era al 193,4% del Pil contro una media europea del 183,4%. Un confronto sul "debito aggregato" degli altri Paesi mostra che - mentre la Germania si attesta nel 2009 al 200,1% del Pil - Francia, Regno Unito e Germania hanno una esposizione peggiore dell'Italia (e gli ultimi due anche della media Ue). La Francia nel 2009 aveva un debito aggregato del 229% del Pil, il Regno Unito al 277,5%, la Spagna del 265,3%.

Esclusi tutti i reati - Nessun reato potrà più beneficiare dello scudo fiscale. I relatori del decreto anti-crisi Chiara Moroni e Maurizio Fugatti correggono il tiro e modificano l'emendamento presentato stamattina al decreto nel quale, invece, venivano beneficiati reati come il falso in bilancio, il riciclaggio, la ricettazione e la bancarotta. Nella nuova versione nessun reato potrà più essere 'salvato' ad eccezione della dichiarazione infedele e dell'omessa dichiarazione.

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Commenti all'articolo

  • blackinmind

    05 Gennaio 2010 - 21:09

    L'ampio risalto dato alla notizia, sotto alla morte della mamma che aveva partorito a 69 anni, all'informazione che se si conosce il futuro si è più felici e a quella fondamentale della multa alla donna che ha informato delle corna un'altra con un sms. E poi Feltri parla di Repubblica2000! Ma fate un pò il piacere, va. Abbiate un pò di dignità...

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  • gasparotto

    16 Luglio 2009 - 09:09

    Lo scudo fiscale una porcata? Moralmente lo è, però vale il detto "o 'sta minestra o quella finestra". Allo stato servono soldi, molti soldi. Non ci sono altri modi per introitarli. Anzi uno ce n'è. Tassare. Con quale faccia di c#lo si potrebbe continuare a tassare? Abbiamo tassato tutto per mandare avanti il welfare, una invenzione malefica, la tenie delle società che a conti fatti crea ancora più ingiustizie rispetto a quelle che intende sanare. Soldi a pioggia a cani e porci,benefici a pioggia anche ai più incalliti evasori. Questo perchè il nostro sistema tributario è incapace, incapace di far pagare a chi in effetti guadagna e non versa. Di contro il fisco è diventato insopportabile e si accanisce con i soliti, mentre molti sfuggono, sfuggono allo stato che pretende di entrare in società con il contribuente al 50%. Chi potrebbe piegarsi a pagare a queste condizioni, un socio del genere? Chi potrebbe tassare ancora il cittadino ormai suddito e spellato sino al midollo osseo dal club Prodinotti? E che risultato hanno dato quelle tasse? Niente, il nulla, solo beneficenza e basta. E così dobbiamo accontentarci di andare a lambiccare e piluccare a destra ed a manca come elemosinieri, tra una sanatoria e l'altra. Cosa propone Di Pietro, oltre alle sue intemerate critiche ed al latrato del lupo? Ci vogliono idee e non critiche. L'opposizione è proporre idee e dimostrare che si può con altri rimedi tappare il buco incommensurabile del debito pubblico senza vessare il popolo, perchè anche un fesso è capace di tassare. Nel periodo sono stati tassati i Bot,i capital gain (e se ci perdi in borsa chi te li ridà i soldi andati in fumo?)gli interessi bancari,è stata inventata l'IRAP,le aliquote sono state aumentate al 43% senza contare le imposte indirette, l'RCauto aumenta ogni anno,il canone RAI lo stesso per sostenere quell'enorme carrozzone di privilegiati etc. etc. E che dire della sanità e del SSN? una riforma di sinistra che mangia soldi come un mostro impazzito. Allora cari sinistri che amate tanto le tasse,proponete qualcosa invece di stare a criticare e basta. Anche un imbecille sa criticare , basta andare in Inghilterra ad Hyde Park per rendersene conto ad ascoltare tanti imbecilli che predicano e criticano. E così, tornando a bomba o si accetta lo scudo fiscale oppure si lasciano gli aquilani all'addiaccio,si comincia a mettere ticket per ricoveri e visite specialistiche e medicine,si taglia la CIG,si elimina quel grosso calderone delle pensioni di invalidità,ristoro di medici, avvocati e patronati,oltre che di falsi invalidi, si aboliscano le caritas e le mense per i desperados, etc etc etc . Non c'è solo lo scudo fiscale indemoniato ed imbecille di un trattorista, guardi anche cosa c'è a valle dello scudo fiscale e perchè si fa, anche con il collo ritorto come un filo dei fratelli Di Tallia o di Loro Piana. A valle c'è il fiume che bisognerebbe bloccare e se non lo si fa si va finire male.

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  • andy_mer

    16 Luglio 2009 - 09:09

    Mi chiedo se l'effettivo guadagno per le casse dello stato (vista l'irrisoria multa combinata) valga lo sputtanamento che ne deriva per l'esecutivo. Il solito deja-vù: un balzello +/-irrisorio per permettere lo sdoganamento di capitali se non di dubbia origine certamente di latitante certificazione fiscale. E poi ... vogliamo veramente limitare l'evasione fiscale? Bene allora cominciamo a capire come sia possibile che più di metà Italia possa vivere dichiando un reddito inferiore a 15.000 Euro. Tutti pensionati e precari ?Cominciamo dunque a contrastare il VERO grande male italiano: l'ELUSIONE fiscale ossia tutto quell'insieme di leggi e leggine lettoralistiche fatte ad-hoc nel corso di svariati decenni per favorire i "furbi" di quello e di quell'altro schieramento e guadagnare consensi. In questo modo si che certamente otteremo un risultato positivo per il Paese ma chi è disposto a pagarlo in termini elettorali? Ecco questa è la vera differenza tra leader e politicante ossia tra chi ha idee e un vero obiettivo politico e chi invece si barcamena (... e non nel senso che si masturba in barca!).

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  • antari

    15 Luglio 2009 - 20:08

    erano serissime. Hanno provato a vedere se le gente si indignava per il discorso sui reati, purtroppo x loro e' stato cosi'. Astraendo, sara' vero o meno io non lo so, ma piu' ci penso piu' me ne convinco: questa maggioranza si applica x favorire i poveri malfattori..

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