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Stop al reintegro dei precari

Il governo sfida Cigil Cisl e Uil

Stop al reintegro dei precari
E’ un emendamento del governo alla manovra economica a scatenare le proteste dei sindacati. Le imprese, in caso di irregolarità, non saranno più obbligate a trasformare in tempo indeterminato il contratto dei lavoratori precari. Il documento è già stato approvato dalla commissione Bilancio della Camera e se il Senato non modificherà il testo, la condizione di precario potrebbe diventare permanente. Con la nuova norma il giudice si limiterà ad applicare all’azienda una sanzione. Ad oggi le cose stanno diversamente: il giudice che riscontra irregolarità sul ricorso ad uno o più contratti a termine può obbligare il datori di lavoro a riammettere in servizio il lavoratore con un contratto a tempo indeterminato.
Si levano le proteste da parte dei tre maggiori sindacati italiani. La Cgil parla di “norma iniqua”: “Si aumenta la disparità tra lavoratori ed imprese”, afferma Fulvio Fammoni che ha la delega al mercato del lavoro. Una misura “molto negativa” che “lascia aperta ogni possibilità per le aziende sull’uso del contratto a termine”.
Prevede invece “gravi conseguenze” la Cisl. Il segretario confederale Giorgio Santini dichiara: “Il lavoratore, non solo non può essere riammesso sul posto di lavoro, per decisione del giudice, con un contratto a tempo indeterminato, ma rimane anche senza il contratto a termine”. Ed invita il governo a “porre rimedio”. Per la Uil è “incostituzionale”. “Uno Stato di diritto”, spiega Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, “non prevede il cambio delle sanzioni in corso d'opera”.
Soddisfazione è stata invece espressa da Confindustria. Il direttore generale Maurizio Beretta dichiara: “Un poco di semplificazione e minor rigidità è quello che serve al mercato del lavoro. In questo, come in altri casi, non è di sanzioni che abbiamo bisogno ma di norme praticabili, che abbiano un senso logico rispetto alla reale situazione”.
Il braccio di ferro però è solo all’inizio.

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Commenti all'articolo

  • nicola.rosa

    28 Luglio 2008 - 10:10

    Gli antichi greci sostenevano che quando gli Dei volevano arrecare danno a qualcuno, prima gli infondevano il potere e la fama e poi lo mandavano in rovina. Così Silvio, Signore del Parlamento, potrebbe perdere Filippo ed il paniere, per dirla all'italiana. E' sintomatico oltre che esplicativo il fatto che il bravo Ministro Sacconi (ad averne tanti così) ha preso le distanze dal provvedimento becero, qualunquista e di infausta memoria. Per quanto riguarda l'opera di moralizzazione, cui si perverrebbe con tali imposizioni, sarebbe come voler bere l'oceano in un solo sorso, non è così che siprocede ma si fanno regali all'opposizione ridandole quell'ossigeno che aveva perso da tempo. Staremo a vedere, quando sarà troppo tardi, come piangeremo alla prossima tornata elettorale. Una domanda a chi sostiene la linea dura: lo Stato non deve provvedere ugualmente per i cosiddetti precari? Con fondi prelevati dalle tasse che paghiamo, cospicue, tutti? Buona giornata a speriamo che qualcuno rinsavisca, a proprio favore ed a coloro che l'hanno votato.

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  • alovera1

    27 Luglio 2008 - 22:10

    Il Governo deve andare avanti indipendentemente dalle proteste piu' o meno lecite dei sindacati, associazioni di categoria, buonisti, fancazzisti ed altre belle figure che costellano la nostra bella societa'. Le Poste sono da sempre state il ricovero dei raccomandati e le conseguenze ce le siamo portate dietro per anni ed ancora ce le porteremo. Senza ignorare chi, nelle Poste compie il proprio lavoro con abnegazione e dedizione siamo costretti, piu' volte, ad assistere al comportamento squalificato di parte di dipendenti a cui manco farei lavare la cuccia del cane. Con la connivenza dei soliti amici degli amici bastava una sbavatura da parte dell'Ente per poter poi pretendere il posto a vita. Finalmente la situazione e' cambiata e spero che il Governo non si faccia influenzare dai malefici dell'opposizione. 50 anni fa mi dicevano: Se avessi la fortuna di entrare alle Poste o alle Ferrovie avresti vinto un terno al lotto ed infatti Poste e Ferrovie, ai raccomandati non si negavano quasi mai mentre......per Alitalia... beh....li ci voleva qualche pezzo da 90 ma anche li si poteva arrivare e......i risultati ora si pagano... Ciao ciao

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  • lorenzun

    27 Luglio 2008 - 21:09

    Ma sì, facciamoci del male. I troppi successi possono far male, allora perchè non infarcirli anche di qualche bruttura che penalizzi il potenziale espresso recentemente dalle urne.In fin dei conti mancano acora 4 anni e mezzo per lafine della legislatura, la sicurezza di camparla tutta la legislatura non ci scalfisce nemmeno, la Confindustria plaude e l'urna piange. Peccato, un incidente di percorso o qualcuno rema contro? Ai posteri lettori l'ardua sentenza.

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  • LozzaCentrocitt

    27 Luglio 2008 - 21:09

    Com'è possibile? Il giorno in cui Silvio il Grande definisce la sua una vera politica di sinistra, arriva la batosta della Camera..... delle Assenze. Ma se profonde analisi, oltre che innumerevoli, compiute e che individuano moltissimi lavoratori, quindi anche precari, che votano a favore del PDL, com'è che ora si decide di autocastrarsi? Non mi sovvien ragione inproposito, di questo passo perderemo le prossime elezioni, il Popolo deciderà sovrano.Mi spiace, ma siamo ad almeno 1 milione di voti in meno e così l'è mia ben!

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