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Dopo le ferie a rischio

200mila posti di lavoro

Dopo le ferie a rischio
 Nessun catastrofismo. Il dato è in linea con quello degli ultimi due anni. Però si avvicina un autunno nero per l'occupazione: nei prossimi mesi, infatti, sono a rischio 200 mila posti di lavoro. È questa la stima elaborata dalla Cgia di Mestre. Un dato che porterebbe il tasso di disoccupazione all'8,8%, 2,1 punti in più rispetto al 2008. Ma di fronte a questa cupa prospettiva e a numeri così pesanti, l'associazione degli artigiani mestrina mette in chiaro di non voler fare «nessun catastrofismo» perché, spiega, «è da due anni che nel quarto trimestre l'occupazione registra picchi negativi». «La ripresa dell'attività lavorativa dopo le ferie estive suscita- sottolinea la Cgia- sempre una grande incertezza per le famiglie italiane e con la crisi in atto per molti sta diventando una fissazione: riapriranno le fabbriche dopo Ferragosto?». Una domanda alla quale l'associazione prova a dare una risposta. «Nel prossimo autunno - dice Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - stimiamo che saranno circa 200.000 i posti di lavoro a rischio in Italia. Un numero importante che però non inficia alcuni segnali positivi emersi negli ultimi mesi che ci stanno allontanando dalla fase più acuta della crisi». «Quelli messi in luce anche dall'Ocse- prosegue Bortolussi- sono una conferma importante. Quindi non dobbiamo fare nessun catastrofismo. Anche perchè è da 2 anni che nel 4° trimestre l'occupazione registra picchi negativi». E, infatti, analizzando i dati Istat si riscontra che nel quarto trimestre degli ultimi 2 anni l'occupazione (rispetto al trimestre precedente) è sempre in calo: complessivamente si sono persi 260.000 posti di lavoro. 91.000 nell'ultimo trimestre del 2007 e 169.000 nell'ultimo trimestre del 2008. «La perdita di 200.000 posti di lavoro - aggiunge Bortolussi - dovrebbe portare nel 2009, il tasso di disoccupazione all'8,8%. 2,1 punti in più rispetto al 2008. Complessivamente i senza lavoro dovrebbero attestarsi quest'anno sui 2 milioni e 200 mila unità».

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Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    11 Agosto 2009 - 11:11

    c'è qualcuno che ricorda la crisi del 1964? quante ditte grandi e piccole hanno chiuso battenti? ma allora non era di moda salire sulle gru a fare casino. io al tempo c'ero e vi garantisco che ci siamo dati da fare alla grande ed abbiamo trovato lavoro , fuori zona , non sotto casa come si vuole adesso, anche se non specializzato , ci si arrangia , tutti i lavori sono onesti tranne la droga e connessi. 1976 stessa crisi. iniziava la crisi del settore tessile. e non c'era cassa integrazione.

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  • marclands

    08 Agosto 2009 - 16:04

    L'offesa più grande però è stata quella di paragonarmi a Piumina1!!Tutti ma non a lei!Hasta la vista e buone vacanze!

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  • antari

    08 Agosto 2009 - 15:03

    pensa che peggio di cosi' non puo' andare XD

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  • marclands

    08 Agosto 2009 - 15:03

    Mi sembravano strane tutte queste tue parole...credevo in un tuo colpo di sole d'agosto...in effetti non ho letto il link...mi scuso dell'offesa ma quando si tocca questo tasto della crisi e della disoccupazione non capisco più nulla!Io ci sono dentro sia da "imprenditore" che dipendente quindi spero che capirai il mio stato d'animo...non è da me insultare la gente...

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