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Caccia nei paradisi fiscali

170mila casi sotto la lente

Caccia nei paradisi fiscali
 Sono 170.000 i casi tenuti sotto osservazione dal fisco nell'ambito delle indagini contro i paradisi fiscali. Lo ha detto il direttore generale dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera. "Abbiamo in questo momento - ha detto il direttore delle Entrate Attilio Befera - 170.000 nominativi sotto indagine". Il numero uno delle Entrate ha dunque citato alcuni esempi: "Abbiamo una lista di 500 nominativi circa sequestrati ad un avvocato svizzero recentemente arrestato alla procura di Milano, abbiamo una lista di conti presenti presso Ubs Italia che si presume abbiano qualche riferimento con Ubs Svizzera, abbiamo poi la lista già nota di detentori di capitali nel Liechtenstein".

Non è una caccia ai ricchi - "Non abbiamo deciso di perseguire i miliardari. Abbiamo deciso, lo ha deciso il governo, di intensificare l'azione nei confronti di tutti coloro che hanno capitali detenuti illegalmente all'estero. Questo è il nostro obiettivo", aveva detto Befera, commentando l'indagine avviata dal fisco sull'eredità Agnelli. "Questi soggetti - ha precisato Befera - non sono solo i miliardari ma tutti quelli che detengono qualcosa all'estero non dichiarato in Italia. La nostra azione è allargata, su tutti i fronti, stiamo operando a 360 gradi". La lotta ai paradisi fiscali si è rafforzata grazie alle recenti norme contenute nel decreto anti-crisi che prevedono non solo l'innalzamento delle sanzioni per chi detiene illegalmente capitali all'estero ma anche l'inversione dell'onere della prova. "La norma di giugno - ha detto il direttore dell'Agenzia delle Entrate - porta un fortissimo cambiamento nei confronti dei capitali detenuti illegalmente all'estero. E' di particolare incisività perché commuta il capitale all'estero in reddito non dichiarato e rafforza le sanzioni dal 200% al 400%. Grazie a questo ci stiamo muovendo a tutto campo".

L’eredità Agnelli - La lotta ai capitali detenuti illegalmente nei cosiddetti paradisi fiscali interessa "tutti i soggetti che hanno capitali all'estero non dichiarati al fisco italiano" ha aggiunto Befera sottolineando che gli uffici lavorano incrociando i dati provenienti dalle banche e dagli altri intermediari finanziari con quelli fiscali. "Stiamo incrociando i dati - ha spiegato Befera parlando dell'azione a tutto raggio contro l'evasione fiscale che vede sotto i 'fari' anche l'eredità degli Agnelli - fra le comunicazioni che ci arrivano dagli intermediari finanziari sulle movimentazioni da e per l'estero di capitali e le dichiarazioni che i cittadini italiani avrebbero dovuto fare al Fisco. C'é un importante cambiamento di linea del governo e del parlamento italiano e quindi una fortissima azione di contrasto verso i capitali detenuti illegalmente all'estero. Grazie a questa iniziativa noi della Agenzia delle Entrate ci siamo mossi immediatamente".

 

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Commenti all'articolo

  • S.Winston

    13 Agosto 2009 - 15:03

    mi sfugge qualcosa......qui si dice che chi verrà pizzicato avrà sanzioni dal 200 al 400% dei capitali non dichiarati.....e nel frattempo il governo fa lo scudo fiscale con una sanzione una tantum del 5%......qualcuno me lo spiega???

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