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G20, Tremonti: no alle banche

che comandano i governi

G20, Tremonti: no alle banche

Il G20 finanziario di Londra ha dato il via ai lavori. Adesso è il turno del ministro dell'economia Giulio Tremonti: "Non è possibile che le banche comandino sui governi e sulla politica”. Lo ha detto il ministro Giulio Tremonti al Tg1. “Non ha senso che siano più grandi dei governi, hanno in mente il loro bilancio, non il bilancio di insieme”. Questo “è un problema anche italiano: abbiamo un'economia fatta di piccole e medie imprese e abbiano un eccesso di concentrazione di banche a dimensione industriale che guardano troppo poco al territorio, alle famiglie agli imprenditori, alle persone”. Per Tremonti la questione dei bonus dei banchieri solleva “un messaggio più generale” che riguarda il ruolo delle grandi banche in relazione alla politica e all'equilibrio economico. Non ha senso, dice il ministro dell'economia, che siano più grandi del governo (in termini di risorse mobilitate) “tanto che poi quando hanno dei problemi questi diventano problemi dei governi”. Gli istituti di credito “hanno raccolto molti fondi pubblici soprattutto all'estero ma non danno sufficiente liquidità alle imprese”.

Il premier britannico Gordon Brown che ha invitato i partner a non diminuire la spesa pubblica a sostegno della ripresa “fino a quando l'economia globale non avrà mostrato chiari segni di ripresa. Decidere ora che è giunto il momento di invertire le misure eccezionali che abbiamo avviato sarebbe secondo il mio punto di vista un grave errore”, ha aggiunto. Francia e Germania sono favorevoli a una «strategia di uscita» dal massiccio intervento statale, ma Brown ritiene che una tale mossa possa essere prematura. Il premier ha insistito sulla necessità di riformare l'economia globale in modo da garantire sostenibilità e crescita. "Abbiamo ancora i piedi nella cener", ha osservato, "non è il momento di mandare indietro i pompieri". Brown ha toccato anche il punto controverso dei tetti alle gratifiche dei banchieri, ma senza entrare nel dettaglio: “Come il presidente francese Nicholas Sarkozy, il cancelliere Angela Merkel e io stesso abbiamo detto questa settimana, tutti i paesi del G20 dovranno elaborare insieme ed applicare delle regole stringenti sulla remunerazione dei banchieri con delle sanzioni a livello nazionale per le banche che non le rispetteranno".

Dal G20 di Londra è emerso uno scenario di collaborazione mondiale in cui "l'Europa ha fatto la sua parte; e ora, in vista del G20 di Pittsburgh, è importante che l'Europa si impegni sui temi di un nuovo quadro di regole per il settore finanziario". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo intervento al workshop dello Studio Ambrosetti a Cernobbio. Il capo dello Stato sottolinea che si tratta di un tema "su cui l'Italia si è specificamente impegnata nel G8 dell'Aquila nella comune convinzione che si debba bloccare il rischio di ritorno a pratiche e comportamenti che hanno portato a una così grave crisi finanziaria come quella non ancora superata". Secondo Napolitano, "ci si deve augurare che nel prossimo G20 risultino univoche le voci dell'Europa anche sulla questione della riforma del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale". A quella che il presidente della Repubblica ha definito una «nuova governance mondiale», infatti, si può arrivare non «da un succedersi di vertici a scadenze sempre più ravvicinate di capi di Stato e di governo in diverse formazioni. Ma può poggiare solo su istituzioni internazionali»

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Commenti all'articolo

  • gabrilella

    07 Settembre 2009 - 09:09

    anche a me piace perchè difende i risparmi e i soldi della gente, una volta era la sx a preoccuparsi. Oggi purtroppo dopo aver fatto la guerra al capitalismo (degli altri) ha cambiato idea, ora la sx difende le banche e le banche ovviamente si sentono forti. Pensate se tutti ci tenessimo i nostri soldi sotto il materasso come farebbero a vivere banche sx e sindacati?

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  • vvezzola

    07 Settembre 2009 - 09:09

    Tremonti prima incolpa la crisi mondiale, poi gli economisti, poi le banche, ma quand'è che si assumerà le proprie responsabilità? Di concreto non ha praticamente fatto nulla, nemmeno diminuito le tasse come scritto nel programma.

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  • ghorio

    06 Settembre 2009 - 22:10

    Le banche fanno il loro interesse: è risaputo. Il ministro Tremonti con le sue frasi un po' enigmatiche negli ultimi mesi o, meglio, dall'inizio della crisi economica, non ha mancato di annunciare rapporti nuovi con gli Istituti di credito. Il risultato sinora non l'abbiamo visto e ad esse penalizzati sono il territorio, le famiglie, le imprese e le persone. Sarà la volta buona? Speramus. Intanto spero che il governo italico accolga l'invito di Gordon Brown sul Walfare: gli Stati debbono intervenire per rilanciare l'economia, in modo che le classi più deboli non si trovino in difficoltà. Giovanni Attinà

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  • franziscus

    05 Settembre 2009 - 18:06

    Mi piace Tremonti, mi piace perchè difende la gente e non i capitali delle banche. Chi è quel somaro che ha detto che la Destra è solo dalla parte dei ricchi ? Questo governo fa per il popolo molto di più che il precedente che si dichiarava di sinistra. In realtà la sinistra ha perso il contatto con il popolo ed è destinata sempre di più ad estinguersi man mano che la gente aprirà gli occhi

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