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Sarkozy: il Pil non basta più

Meglio "poveri ma felici"

Sarkozy: il Pil non basta più
Il Prodotto interno lordo non è più sufficiente a misurare il benessere di una nazione. A sostenerlo è il presidente francese Nicolas Sarkozy in un discorso tenuto all’Università la Sorbona di Parigi. Durante l’incontro con studenti ed economisti, Sarkozy ha presentato i risultati di una commissione presieduta dal Premio Nobel Joseph Stiglitz, incaricata di individuare i parametri necessari per determinare lo stato di salute di un’economia.  

Seconda la commissione composta da 25 economisti di primo piano, misurare il Prodotto interno lordo è indispensabile ma non sufficiente a fornire un quadro esauriente della realtà economica. Per colmare la distanza tra i dati macro-economici e la percezione reale che ne hanno i cittadini, occorre integrare cifre e percentuali con parametri relativi alla qualità della vita, al contesto sociale, ambientale e di sicurezza dei cittadini. Nelle 291 pagine del rapporto presentato dal presidente francese, il team guidato da Stiglitz elenca vari fattori che fino a oggi sono sempre stati esclusi dal calcolo della ricchezza delle famiglie: il tasso di mortalità; l’evoluzione fisica delle persone (altezza, peso, ecc.); le prestazioni sociali (in materia di sanità, istruzione e sicurezza).

Al prossimo G20, che si terrà a Pittsburgh, Nicolas Sarkozy presenterà ai leader degli altri paesi il lavoro della commissione. Lavoro che si divide in tre parti. La prima dedicata al Pil, considerato insufficiente per fornire un quadro esauriente della ricchezza di un paese: racchiude la progressione o regressione della ricchezza prodotta, ma non tiene conto delle disparità individuali e sociali. Secondo Sarkozy, dunque, gli Stati devono osservare la situazione economica dal punto di vista delle famiglie. La seconda parte del rapporto invita ad esaminare anche la qualità della vita tenendo conto pure del welfare e del lavoro domestico. Nella terza e ultima parte, la commissione affronta il tema dello sviluppo sostenibile cercando di determinare l’indicatore più efficace per poterlo analizzare. Anche su questo punto il team di esperti evoca il capitale umano e fisico come indicatore, sostenendo che uno sviluppo sostenibile permette di aumentare tale capitale preservandolo alle generazioni future.             

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Commenti all'articolo

  • z.signorini

    15 Settembre 2009 - 19:07

    Ma lui è coerente con quello che dice? Sia lui che la sua bamboletta non vedo che siano poii tanto come parlano.

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  • Shift

    15 Settembre 2009 - 16:04

    Ho il vago sospetto che anche Sarkozy si sia venduto alle banche Europee e nazionali. Ogni giorno che passa risulta evidente che gli uomini politici europei dipendano solo dalle banche e solo ai loro interessi rispondano. Questa stranezza di voler modificare parametri economici, da sempre in auge per determinare lo stato di salute ecnomica di una nazione, puzza di mascheramento delle difficoltà della gente e di copertura agli interessi bancari e d'immigrazione, che violano, trasformando l'identità nazionale e qualsiasi valore precedente e comunemente accettato. Mi sbaglierò, ma misembra di sentire la campana a morto per la Francia e i francesi. Non si spiega altrimenti questo mettere le mani avanti di Sarkozy.

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