Cerca

Istat: crescita zero per il Pil

Cisl: sì a politiche di sviluppo

Istat: crescita zero per il Pil

Nel secondo trimestre 2008, il Pil (Prodotto interno lordo) è calato dello 0,3%. A renderlo noto è stato l'Istat che ha diffuso il dato provvisorio sulla crescita mentre il dato definitivo sarà comunicato il 10 settembre. Gli economisti preferiscono attendere la pubblicazione dei dati disaggregati per formulare analisi più dettagliate, ma concordano su un scenario molto difficile. La crescita del Pil nel secondo trimestre di quest'anno è stata pari a zero rispetto allo stesso trimestre del 2007. Si tratta del dato più basso dal terzo trimestre 2003 quando la crescita fu pari a -0,1%.
La crescita acquisita per il 2008 sarebbe invece pari allo 0,1% se la crescita rimanesse a zero nei prossimi due trimestri.
Nel secondo trimestre dell'anno si è registrata una crescita congiunturale di -0,3%. Si tratta del dato più basso dall'ultimo trimestre 2007 quando si registrò un -0,4%.

"I dati trimestrali sul Pil dimostrano che si èpassati dalla crescita zero al rischio sempre più reale di recessione economica". Lo afferma il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini, commentando le rilevazioni Istat sul Pil. "A questo punto - osserva Santini - e' chiamata in causa la politica economica del governo, che non può più limitarsi al pur necessario controllo dei conti pubblici, ma deve attuare politiche di sostegno allo sviluppo, che abbiano la forza di contrastare il ciclo economico recessivo". Il governo, dunque, secondo il segretario confederale della Cisl, "e' chiamato ad assumere alcuni impegni fondamentali: l'accelerazione della spesa per le infrastrutture e per gli investimenti energetici, il ripristino e l'utilizzo tempestivo delle risorse per il Sud, un piano di rilancio dell'istruzione, dell'innovazione e della ricerca per aumentare la qualità del sistema". In parallelo, conclude Santini, "devono essere meglio difesi i redditi dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie, con il deciso contrasto da parte del Governo dell'inflazione, imponendo da subito alle compagnie petrolifere una riduzione dei prezzi dei carburanti, con la stessa velocità con la quale nei mesi scorsi sono stati aumentati"

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog