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Tremonti: "Crisi verso la fine

Ma non è l'età dell'oro"

Tremonti: "Crisi verso la fine

La crisi “sta passando”. Parola di ministro Tremonti. Ma l’ottimismo deve essere cauto: “È in atto un rallentamento”, dice il capo dell’Economia, “ma non possiamo immaginare che si apra l'età dell'oro”. Perché “il tempo è corto, stretto”, ha spiegato, e “bisogna fare in fretta. Abbiamo evitato la catastrofe” ora occorre “concentrare le risorse pubbliche su opere pubbliche e interventi specifici ed evitare gli errori del passato”, quando c'è stata una “dispersione in interventi e progetti”.

E sulla crisi è intervenuto da Bruxelles anche il numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet: "Dire che la crisi è finita è prematuro" e "non è ancora il momento" per mettere in campo strategie di uscita”. Trichet comunque assicura: "La Bce ha un'exit strategy ed è pronta ad entrare in azione al momento giusto".

Questione meridionale – Giulio Tremonti, a Napoli per il convegno del PdL, ha parlato anche di Sud: il cui rilancio, ha detto, passa attraverso una ricetta che vede tre snodi: le zone "a burocrazia zero", il Consiglio Nazionale delle Ricerche e la Banca del Sud. Le zone franche, sottolinea il ministro, sono difficili da creare, ma "c’è un’idea di zone a costo zero che presuppone coraggio politico, cioè le zone a burocrazia zero. Sarei interessato ad una discussione da fare in modo che venga fuori una proposta di legge o un ddl sulle zone a burocrazia zero”. L'idea si basa sul presupposto che, spiega Tremonti, “in alcune zone non ci sia a carico di chi vuole intraprendere un'attività l'onere della burocrazia. Questo”, sottolinea, “va discusso naturalmente. Credo sia un esempio di grande civiltà ed efficacia operativa”. Il ministro pensa, in particolare, a delle zone in cui “puoi aprire un'attività, puoi ad assumere, puoi svolgere una serie di interventi ed è tutto libero tranne ciò che è vietato dalla legge europea”. L'obiettivo, prosegue, è quello di “invertire il processo di anni d'eccesso di diritto». Tremonti invita quindi a ragionare “come gruppo” su una proposta come quella delle free zone”.

L’idea è che per chi intraprende un progetto, non ci sia l’onere della burocrazia, dei suoi tempi, dei suoi costi. Si può obiettare che sia un disegno a favore della criminalità. Io penso invece sia di grande operatività, del tipo ’è tutto libero tranne ciò che è vietato dalle leggi penali e dalla Comunità Europea. Cominciamo a riflettere".

Quindi aggiunge: “Negli ultimi 20 anni la questione meridionale ha cessato di essere una questione nazionale. Equesta non è un problema di finanziamento ma di funzionamento; non è un problema tecnico ma politico. Il Paese è drammaticamente diviso, con una tendenza ad una ulteriore divisione”. Una divisione che per il ministro dell'economia è testimoniata «anche dall'orario ferroviario» e che porta ad un paese troppo diviso. Secondo Tremonti, dunque, vanno combattuti “la diffusione del crimine e la divisione nazionale». Ma soprattutto, bisogna ristabilire il confine tra Stato e privato. Lo Stato deve fare lo Stato, facendo ad esempio le opere pubbliche; il privato non deve cannibalizzare lo Stato”. Per questo, anche davanti ad una crisi «che registra un rallentamento ma non può far pensare all'arrivo di una stagione d'oro» bisogna tener conto del fattore tempo, “per evitare di ripetere gli errori del passato”.

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Commenti all'articolo

  • gbbonzanini

    30 Settembre 2009 - 11:11

    caro blues188, sono d'accordo con te, ci sono due italie, è inutile nascondersi dietro la foglia di fico. c'è un'italia che arriva al po, e da lì in giù c'è il nord africa. Tì laura e paga i tass, che a scialacquarli ci pensano loro.

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  • blues188

    29 Settembre 2009 - 10:10

    Siamo alle solite. Anche questo Governo, esattamente come tutti i precedenti, ha pensato che il problema principale, anzi l'unico problema italiano, è quello di sollevare con moneta sonante il Sud. Se la crisi è finita (ma come dice anche pontida non è vero, La Lombardia non se ne accorge) subito si focalizza il discorso sugli aiuti al Sud: 18.000.000.000 di euro dati da poco, insieme ai 4.500.000.000 di euro alla Sicilia e a quelli promessi da Scajola (altri 90.000.000.000 di euro). Per contro l'assessore siciliano Armao ha proposto di mandare in pensione a 50 anni i dipendenti siciliani! E cosa pensavi, che avessero ripreso pudore di condividere la crisi col Nord? Il Nord è già stato dimenticato dai governanti che gli avevano fatto promesse da capogiro ma dove invece le pensioni di chi ha lavorato (e ha lavorato davvero) valgono solo il prezzo di una panino con bibita, il bollo che Berlusconi voleva togliere è rimasto, le gabbie salariali non si faranno perché Fini si è venduto per un pugno di ghiande al Sud (così anche lui raccoglie voti). Ne ho pieni i cocomeri di questa Italia fatta così male dove i problemi non sono mai stati risolti e dove si accumulano, dove metà del Paese vive parassitariamente a spese di pochi (saremmo molto ma molto più ricchi del Giappone se non avessimo sul groppone il Sud da mantenere). Peccato che nessuno parli più della secessione! Proprio peccato perché è l'unica soluzione valida per far si che noi torniamo a lavorare per noi stessi e che il Sud inizi ad arrangiarsi.

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  • gbbonzanini

    28 Settembre 2009 - 18:06

    caro giulio, te lo dico con molto affetto, invece di continuare a ripetere che la crisi è superata, prova a dirlo ai commercianti ed agli artigiani, ai dipendenti disoccupati ed in cassa integrazione il cui numero cresce di giorno in giorno, al popolo cioè delle partite iva e non agli industriali. invece di fare solo la voce grossa con le banche, con le quali hai fatto risibili accordi, immediatamente raggirati, prendi il randello e bastonale. falle ritornare al loro compito istituzionale che è quello di concedere credito. falle smettere di fare le faccendiere alla "passera" o alla "profumo", prima di fare le faccendiere, facciano la banca cioè eroghino alle pmi il danaro che raccolgono.

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