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Nonni finti capitani d'industria

per evadere un miliardo

Nonni finti capitani d'industria
Undici arresti e trentasette denunce della Guardia di Finanza a Padova che ha scoperto evasione per 1 miliardo di euro. È questo il bilancio delle Fiamme Gialle del Veneto nei confronti di professionisti dell'evasione che, attraverso un 'carosello’ di società fasulle italiane e straniere gestite da 'nonnetti’ improvvisati capitani di industria, hanno sottratto allo Stato un vero e proprio tesoro.

48 denunciati - Quarantotto sono in tutto i denunciati dai militari di Padova e Venezia nel corso di indagini coordinate dall'Autorità giudiziaria di Padova che ha fatto eseguire 11 ordinanze di custodia cautelare. “L'associazione a delinquere - spiega la Gdf - era costituita da imprenditori veneti e lombardi, da 'faccendieri’ napoletani e da cittadini stranieri”, una vera e propria holding di 'carta’ del crimine transnazionale che ha portato gli 007 delle Fiamme Gialle ad indagare in tutta Europa, dalla Germania alla Grecia, dall'Inghilterra all'Austria. “Attraverso una serie infinita di società gestite solo apparentemente da anziani, extracomunitari e nullatenenti, questi professionisti e menti raffinate della frode fiscale hanno occultato redditi, dichiarato costi inesistenti ed incassato l'Iva, complessivamente, per oltre un miliardo di euro” riferisce ancora la Guardia di Finanza che ha scoperto la creazione di “veri e propri 'castelli’ di società con sede operativa in stanze deserte dotate solo di un fax, di una scrivania e di una sedia per un'unica impiegata, solitamente estranea alla frode, che si trovava a gestire l'emissione di fatture dagli importi incredibili che arrivavano addirittura a 4 milioni di euro l'una”. “Cartaccia”, la definisce la Gdf, che avrebbe dovuto giustificare trasporti effettuati da camion 'fantasma’ carichi di telefoni cellulari che partivano da Padova, giravano mezza Europa con merce inesistente, per poi comparire, dopo al massimo due giorni, nuovamente a Padova. Il guadagno consisteva nell'evasione dell'Iva e nella sottrazione di importanti fette di mercato con l'offerta dello stesso prodotto ad un prezzo altamente concorrenziale. La metodologia fraudolenta utilizzata si basava sulla costituzione “galassie” di imprese fantasma, le cosiddette 'cartiere’ che, dopo brevi periodi di attività, un paio d'anni al massimo, venivano messe in liquidazione o trasferite all'estero e lasciate quindi 'morire’ senza assolvere ad alcun debito con il Fisco. Nell'associazione a delinquere smantellata dalle Fiamme Gialle vi sono anche pregiudicati napoletani, alcuni dei quali già noti alla giustizia per reati di pirateria audiovisiva e bagarinaggio. Tra gli articoli commercializzati, oltre ai telefoni cellulari, c'erano anche cd rom vergini destinati al mercato campano: da qui il sospetto degli inquirenti che tali prodotti finissero nel lucroso mercato clandestino della pirateria audiovisiva. Nel corso dell'intera operazione, spiega ancora la Gdf, oltre alle intercettazioni telefoniche, agli accertamenti bancari e alle perquisizioni, sono state svolte indagini in tutta Europa con la collaborazione delle polizie e delle amministrazioni finanziarie di Austria, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Grecia ed Ungheria.

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Commenti all'articolo

  • dellelmodiscipio

    08 Ottobre 2009 - 15:03

    Una grande giornata per la Guardia di Finanza, e senz'altro un sospiro di sollievo per noi tutti, quei banditi non possono più nuocere. Ora, tanto per batter la lingua dove il dente duole, non si mettano all'opera i Grandi Tribunali (3 gradi di giudizio, di regola, processo penale e poi civile, rinvii, ricusazioni, veleni, avocazioni, antimafie in trasferta, superperizie, faldoni su faldoni...) per scaricare il colossale RISARCIMENTO sul tapino che resta col cerino in mano. Non è la punizione tardiva il compito fondamentale dei giudici, né lo è fare il conto dei danni, è piuttosto quello di saper valutare con prontezza e lucidità dov'è che si compie un delitto, fermare il delinquente e salvare la vittima, sia nel piccolo che nel grande, scoraggiando chi pensa (a ragione, direi) che tanto prima di essere scoperto può agire con tutto il comodo e la scaltrezza, tanto i signori giudici sono in BENALTRO occupati che pensare a lui.

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