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Bankitalia contro scudo fiscale

"500mila disoccupati in più"

Bankitalia contro scudo fiscale
Secondo la Banca d'Italia la crisi è agli sgoccioli ma i conti pubblici e i dati sull'occupazione destano ancora preoccupazioni. Lo stato dei conti pubblici “è in notevole peggioramento, risentendo soprattutto della dinamica particolarmente negativa delle entrate”. È l'allarme che arriva dal Bollettino economico di Bankitalia. Sulle prospettiva, si evidenzia, “pesa l'incertezza ancora elevata riguardo ai tempi e all'intensità della ripresa ciclica”. Gli economisti di Via Nazionale fanno riferimento, in particolare, all'andamento del gettito fiscale. Nei primi nove mesi del 2009 il gettito tributario erariale si è ridotto del 3,2 per cento, nonostante la forte crescita di alcune imposte sostitutive straordinarie. Citando i dati contenuti nell'ultima Relazione previsionale e programmatica, il documento ricorda che l'obiettivo per l'indebitamento netto è fissato al 5% del pil, pari al valore tendenziale, e che “il suo conseguimento prevede, in base al quadro analitico a legislazione vigente, una ripresa del gettito tributario, una forte decelerazione della spesa primaria corrente e una netta flessione degli investimenti pubblici”.

Disoccupazione - Oltre mezzo milione di posti di lavoro persi nel secondo trimestre in Italia rispetto all'anno precedente. Il dato è evidenziato nel bollettino economico della Banca d'Italia. L'allarme occupazione quindi resta alto. Dal computo e' escluso l'effetto delle iscrizioni all'anagrafe di lavoratori immigrati. Nel terzo trimestre, inoltre, "si è ancora intensificato il ricorso alla Cassa integrazione guadagni: le ore complessivamente autorizzate sono aumentate di circa il 30% rispetto al trimestre precedente".

Scudo fiscale - Botta e risposta sullo scudo fiscale tra la Banca d’Italia e il ministro Tremonti. ''Lo scudo fiscale può avere effetti negativi sugli incentivi dei contribuenti a pagare le imposte in futuro”, ha affermato il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, nel corso dell'audizione sulla Finanziaria delle commissioni Bilancio di Camera e Senato.  "Se c'è ragione di allarme, e lo escludo, c'è per tutti i paesi", ha replicato il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, che ha spiegato: "È un meccanismo applicato dappertutto e non è un problema italiano. Il rimpatrio c'è in tutti i paesi e se c'è un rischio lo devono gestire tutti”.
Tremonti, inoltre, è tornato a sostenere che lo scudo fiscale è una misura che porta vantaggi allo Stato, "perchè chi non pagava inizia a pagare" e che le voci critiche arrivano da fronti inconciliabili: "è mai possibile che l'etica legale coincida con gli interessi dei banchieri svizzeri?", ha chiesto ironicamente il ministro.



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Commenti all'articolo

  • vvezzola

    16 Ottobre 2009 - 10:10

    Con la tassazione al 5%, l'anonimato e la depenalizzazione dei reati fiscali in sostanza Tremonti ha trasformato l'Italia in un paradiso fiscale. E chi li porta più da quegli avvoltoi in Lussemburgo che ti fanno pagare il 10%! Le banche italiane ringraziano mentre il popolino ripete slogan come un bambino delle elementari alla recita scolastica.

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  • gbbonzanini

    15 Ottobre 2009 - 17:05

    dov'era questo sommo economista quando le banche che lui doveva sorvegliare e controllare, truffavano i risparmiatori, decine, centinaia di migliaia, per decine centinaia di miliardi di Euro. Dov'era quando i suoi sorvegliati negavano credito alle PMI aggravando così lo stato di crisi della nostra economia? Le banche hanno ritenuto più conveniente mettersi in portafoglio titoli tossici allettate dai fantasmagorici rendimenti anzichè erogare credito con margini più risicati, salvo poi rifilare i titoli tossici ai risparmiatori quando capirono cosa avevano in mano. DOV'ERA LEI PRESIDENTE? A RICEVERE ISTRUZIONI DA PASSERA, SUO DATORE DI LAVORO IN QUANTO MAGGIOR AZIONISTA DI BANCA D'ITALIA?

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  • ghorio

    15 Ottobre 2009 - 16:04

    Nel leggere le notizie d'economia, spesso mi domando se il governatore della Banca d'Italia, pagato profumatamente dai contribuenti italiani, e il ministro Tremonti si consultano. L'impressione è che si guardano in cagnesco, tanto che le opinioni spesso non sono convergenti. Quello che mi domando della Banca d'Italia sono le varie esternazioni o valutazioni che arrivano in tutte le salse. Prima l'aumento dell'età pensionabile, non condiviso dal ministro Sacconi e dalla stessa Inps, adesso la critica allo scudo fiscale e l'allarme rilanciato per la spesa pubblica. Si chiede molto al governatore invitandolo a dire esplicitamente, non con un linguaggio contorto, cosa bisogna fare per avviare l'economia italiana, e di conseguenza l'italica stirpe, nella stessa direzione? Forse bisognerebbe che i giornali dedicassero molto più spazio alle vicende economiche, con editoriali, chiari, da parte degli esperti di economia e di politica sociale. Ne guadagneremmo tutti. Giovanni Attinà

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