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Carburanti, volano i prezzi

+ 3,3 euro per un pieno

Carburanti, volano i prezzi

Il prezzo della benzina torna a salire. L'impennata delle quotazioni internazionali del petrolio e la brusca contrazione dei margini delle compagnie ha portato alla revisione all’insù dei listini dei carburanti. Secondo quanto rilevato da quotidianoenergia.it, da questa mattina ‘Agip’ ha aumentato di 2 centesimi sia la benzina verde sia il diesel,. Che balzano rispettivamente a 1,313 euro/litro e a 1,157 euro/litro. ‘Erg’ ha ritoccato di 0,5 centesimi la benzina, ora a 1,299 euro/litro, e di 1 centesimo il diesel, a 1,149 euro/litro. ‘Esso’ di 0,5 centesimi entrambi i prodotti, che salgono così rispettivamente a 1,299 e 1,144 euro/litro. ‘Q8’ ha aumentato di 1,2 centesimi il prezzo di riferimento della sola benzina, che si porta oltre la soglia di 1,3 euro/litro (1,306 euro/litro). Lo stesso vale per ‘Shell’ e ‘Total’, che hanno rincarato la verde rispettivamente di 1,5 e 1 centesimi:  la benzina di queste due compagnie ora costa dunque 1,309 euro/litro. Il prezzo dei diesel aumenta di 0,5 e 1,5 centesimi, ora a 1,154 e 1,153 euro/litro. ‘Tamoil’, infine, ha corretto all'insù di 1 centesimo il solo prodotto pesante, che sale  a 1,147 euro/litro.

Immediata la denuncia del Codacons: i rincari dei prezzi dei carburanti, gridano allo scandalo dall’associazione dei consumatori, sono “isterici e aumentano ad una velocità impressionante”. In una nota il presidente Codacons, Carlo Rienzi. Sostiene che “l'isterismo dei listini solo in parte è giustificabile con i rincari avvenuti nelle quotazioni internazionali del petrolio, e allo stato attuale determina un maggior esborso pari a 3,3 euro per un pieno di benzina e a 3,15 euro per un pieno di gasolio”. Secondo le rilevazioni del Codacons, infatti, “solo 20 giorni fa la benzina costava 1,248 euro al litro, e il gasolio 1,095. Non ci resta che sperare - conclude Rienzi - in una futura cura che possa guarire la patologia di cui soffre il settore dei carburanti in Italia, sempre più caratterizzato da prezzi che schizzano rapidamente al rialzo al primo accenno di aumento del petrolio”.

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Commenti all'articolo

  • AlunniMirko

    21 Ottobre 2009 - 10:10

    Sono un gestore di una stazione di servizio e vorrei dire che ancora sul prezzo della benzina gravano accise assurde e vecchie come il cucco (tipo abissia, irpinia, ecc..); il prezzo alla pompa è costituito dal 63% da queste tasse che nessun governo ha avuto il coraggio di togliere!!! Le compagnie petrolifere non rinunciano al loro utile e a noi lasciano solo 0,045 centesimi al litro (lordo) di ricavo! In poche parole, pur essendo imprenditori, di fatto siamo solo operai dello Stato e delle compagnie petrolifere... Mai nessuno parla della nostra situazione anzi, ci accusano di speculare noi sul prezzo!!!!

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  • gbbonzanini

    20 Ottobre 2009 - 20:08

    intervenga a far rendere trasparenti tutti i componenti del prezzo alla pompa. La benzina aumenta quando il prezzo del greggio sale, ma trecimedilavaredo, li diffidi dall'aumentarla anche quando il grezzo cala. Sai cosa rispondono le compagnie? si tratta di greggio acquistato a termine quattro o sei o otto mesi fa, quando costava il doppio.

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  • ghorio

    20 Ottobre 2009 - 20:08

    Visto che i produttori di carburanti fanno il loro mestiere: guadagnare il più possibile, aumentando i loro profitti a dismisura, è il governo, ovvero il ministro Scajola a vigilare. Perchè, quando il petrolio costava 50 dollari, sino a qualche settimana fa, non ho visto dimunuire i prezzi dei carburanti. Magari poi queste considerazioni dovrebbero apparire negli editoriali dei giornali, che vedo, però, non interessati al problema, presi dai vari lodi, da Noemi e Patty. Giovanni Attinà

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  • adrianse

    20 Ottobre 2009 - 19:07

    se devono compra' messi

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