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Pmi, l'allarme di Confindustria

"Un milione a rischio chiusura"

Pmi, l'allarme di Confindustria

La crisi c’è. Esiste ancora. E si sente, eccome. I suoi effetti negativi non sono passati, e secondo Confindustria sono destinati protrarsi ancora nel tempo, soprattutto ai danni delle piccole e medie imprese. Lo scenario descritto da Giuseppe Morandini, presidente della Piccola industria di Confindustria, in occasione dell'XI Forum che si è aperto oggi pomeriggio a Mantova, ha tinte decisamente fosche: “Oltre un milione di piccole imprese sono a rischio” chiusura nei prossimi sei mesi, ha detto Morandini, in quanto “non ci sono ordini e viviamo in una situazione di straordinaria difficoltà”. La ripresa, aggiunge mesto, “non chiedetemi quando ci sarà, ma come e dove”: perché  essa “ragionerà per medie e sarà lontana” verso i mercati di Cina, India e Brasile.

Con l'Università di Perugia, ha inoltre spiegato Morandini, “abbiamo fatto una rapida indagine sui bilanci di alcune aziende del nostro manifatturiero tradizionale. Dal campione è emerso che un terzo delle imprese che sta andando bene, un terzo è in mezzo al guado, un terzo sta soffrendo”.

Dopo le agevolazioni fiscali per la ricapitalizzazione, ora servono un rafforzamento del bonus e un fondo ad hoc per le aggregazioni tra le Pmi. È questa la misura allo studio per salvare oltre il 60% degli occupati, destinati altrimenti a perdere il posto di lavoro, e garantire allo Stato almeno un punto di Pil, cioè 14 miliardi di euro. Il progetto, a costo zero, si chiama "T-Holding", dove T sta per Tutela, ed è stato messo a punto dalla Piccola industria che fa capo a Confindustria.

 

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Commenti all'articolo

  • gbbonzanini

    26 Ottobre 2009 - 15:03

    sono tremilioni col culo per terra, senz aneanche sapere il perchè o quasi: 1.000.000 i risparmiatori truffati dalle Banche, per centinaia di miliardi di Euro, con Draghi che avrebbe dovuto vigilare. 1.000.000 i cassaintegrati (per ora) che potrebbero aumentare del 50% entro fine anno, perchè Draghi non ha vigilato e imposto alle Banche di scucire il credito ai loro datori di lavoro. 1.000.000 le Piccole e Medie Aziende che hanno chiuso o stanno per chiudere strozzate dalle Banche controllate da Draghi.

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  • franziscus

    24 Ottobre 2009 - 18:06

    produrre in cina o nei paesi dell' est costa molto di meno che in italia e riempie le tasche (di poch ) di soldi, anche perchè poi quelle merci vengono vendute in Italia allo stesso (alto)prezzo che se fossero state prodotte qui

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  • gbbonzanini

    24 Ottobre 2009 - 15:03

    cacciare draghi il controllore, presidente dell'Istituto di Sorveglianza ovvero la Banca d'Italia, che invece di vigilare, faceva il leccapiedi di Passera, suo datore di lavoro.

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  • gbbonzanini

    24 Ottobre 2009 - 10:10

    1.000.000 di PMI rischiano di chiudere e gran parte chiuderanno. Chiuderanno strozzate dall'ingordigia del sistema bancario trasformato da intermediario tra il credito e il risparmio il allegre banche d'affari, di finanza creativa e di ingegneria finanziaria finalizzata esclusivamente a turlupinare e truffare i risparmiarori. Hanno sottratto il danaro al sistema produttivo inserendolo nel circuito perverso della finanza truffaldina. Il Sistema Bancario attraverso le enormi perdite subite, ha eroso il Capitale e le riserve a garanzia dei risparmiatori, trovandosi scoperto nei confronti dei depositanti. Ecco la ragione dell'intervento di Tremonti. Però mi chiedo: perchè nessun banchiere è stato denunciato all'autorità giudiziaria, perchè nessun giudice è intervenuto. Perchè l'Autorità di Controllo cioè la Bnaca d'Italia non ha mosso un dito? Cosa faceva quel solone di un Draghi anzichè prevenire e controllare? Perchè non si è sentito in dovere di imporre richiami o sanzioni nei confronti dei suoi controllati? Forse perchè avrebbe dovuto colpire il suo datore di lavoro, cioè Corrado Passera? Avrebbe fatto meglio a rimandarlo alle Poste a vendere i motorini dei postini.

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