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Crisi, a rischio 250mila aziende

Cresce il mercato dell'auto

Crisi, a rischio 250mila aziende

La crisi non è ancora passata. Anzi, i suoi effetti devono ancora farsi sentire. E il numero di aziende in sofferenza cresce di giorno in giorno. L’allarme è stato lanciato dal numero uno di Intesa Sanpaolo Corrado Passera (foto), secondo il quale “c'è ancora un grandissimo numero di aziende che sono a rischio di sopravvivenza”. Il numero è enorme: circa 250 mila. "Il problema del credito - ha sottolineato l’amministratore delegato del gruppo bancario nel corso di un incontro nella sede di Confindustria a Como - è molto sentito: c’è un grandissimo numero di aziende che non ha problemi, ma c’è anche una fascia in grandissima difficoltà. Il numero cresce: fosse solo il 5% di 5 milioni stiamo parlando di 250mila aziende a rischio di sopravvivenza". "Se anche il credito funzionasse al meglio - ha aggiunto il banchiere - non basterebbe a risolvere il problema che si chiama crescita e domanda insufficiente dell’economia. Ci sono accenni - ha proseguito - di un fisco ’intelligente’ che aiuta scelte sagge, come l’internazionalizzazione, ma si tratta ancora di piccole cose rispetto a quello che ci sarebbe bisogno di fare oggi. Chi punta sull’internazionalizzazione potrebbe avere ben’altro beneficio fiscale. È un momento oggettivamente di grande difficoltà in cui ce la fanno solo i sistemi coesi".

 Secondo Passera “in ogni fase c'è un ricambio aziendale fisiologico, bisogna però capire che le piccole aziende che hanno problemi sono quelle che hanno investito nel biennio 2006-2007 e che quindi sono in difficoltà ». Una situazione che rende necessario che «una banca sappia fare dei distinguo”.

Nei giorni scorsi il presidente della piccola industria di Confindustria Giuseppe Morandini aveva parlato di un milione di aziende a rischio, mentre oggi il presidente della Cna Ivan Malavasi indica in 50-60 mila le imprese che rischiano la chiusura di qui a fine anno. Secondo Passera, comunque, “la banca deve sapere distinguere” tra impresa e impresa e “capire chi ha cattivi solo i numeri, solamente perché magari ha investito e ora si trova in difficoltà”.


Vola il mercato dell'auto - Spicca il volo ad ottobre il mercato dell'auto, con un balzo del 15,7% di nuove vetture immatricolate, a 195.545 unità. Lo rende noto il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Questo incremento, trainato dagli incentivi, è il più alto da inizio anno ed il quinto consecutivo. A settembre la crescita delle vendite era stata del 6,77%.

Tra i marchi esteri, Ford si conferma leader in Italia, con 18.518 vetture immatricolate ad ottobre ed un balzo del 27,65% rispetto ad un anno fa. Seconda in classifica è Volkswagen, con 12.164 vendite e una crescita del 17,35%, terza è Toyota (11.850 unità,+88,10%). Ci sono poi Peugeot (10.950 unità,+59,90%) e Renault (10.827 unità, +58,22%) che, sommando le vendite boom della controllata Dacia produttrice di auto low cost (2.062 unità,+126,84%), guadagna la seconda posizione tra i gruppi esteri con più vendite, dietro alla solita primadonna Ford. Bene anche il marchio Citroen (10.165 unità, +16,08%). Tutte giù le tedesche di lusso: le immatricolazioni Bmw sono scese ad ottobre del 24,46%, a 4.210 unità, quelle Mercedes del 17,34%, a 5.059 unità e quelle Audi dell'11,05%, a 5.128 unità. Quanto al mercato dell'usato, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rileva che ad ottobre si sono registrati 411.910 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -13,53% rispetto a ottobre 2008, durante il quale furono registrati 476.371 trasferimenti di proprietà. Il volume globale delle vendite (607.455 autovetture) ha dunque interessato per il 32,19% auto nuove e per il 67,81% auto usate.

Fiat: + 15% - A ottobre Fiat Group Automobiles ha segnato un balzo delle immatricolazioni in Italia del 15,05%, totalizzando 63.716 nuove vetture contro le 55.379 immatricolate ad ottobre 2008. Nel cumulato dei dieci mesi le immatricolazioni del Lingotto sono in calo dello 0,41%, a 598.861 unità, contro le 601.308 dello stesso periodo del 2008. Tra i singoli marchi del Lingotto, Fiat ha immatricolato ad ottobre 49.168 unità, segnando un balzo del 14,57% rispetto ad un anno fa. Lancia va in volo con una crescita del 28,10% e 9.741 vetture immatricolate, mentre Alfa Romeo è in calo dell'1,07%, a 4.807 unità.

Ad ottobre la quota di mercato di Fiat Group Automobiles è al 32,58%, in calo frazionale rispetto al 32,76% registrato nello stesso mese di un anno fa. A settembre la quota del Lingotto si era attestata al 31,52%. Sul cumulato dei dieci mesi, la quota del gruppo Fiat sale al 33,12% contro il 31,98% segnato nello stesso periodo del 2008. Tra i singoli marchi del Lingotto, Fiat ha segnato ad ottobre una quota di mercato del 25,14% rispetto al 25,39% di un anno fa. Lancia è al 4,98% contro il precedente 4,50% e Alfa Romeo è al 2,46% rispetto al 2,87% di ottobre 2008.

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Commenti all'articolo

  • forzadoria

    02 Novembre 2009 - 21:09

    Ma che bella notizia, 250.000 aziende a rischio chiusura. Peccato che una notizia così importante abbia trovato poco spazio nel giornale: avrebbe meritato di essere inserita nel focus e ricevere i commenti entusiasti dei Silvio-boys che allietano questo sito. Invece, bisognava parlare di quel comunista pervertito di Marrazzo, che è un argomento obbligatorio, imposto dalla stampa di sinistra. Come al solito, è colpa di questi rossi malefici se le cose non vanno come dovrebbero.

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