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Dal blog alla piazza

La protesta delle Pmi

Dal blog alla piazza
Dal blog alla piazza. La protesta delle Partite Iva e delle Pmi prende sempre più corpo. Impresecheresistono.org  (www.impresecheresistono.org)in poco tempo ha raggiunto più di 44 mila contatti. E da associazione virtuale di idee è diventata una partecipazione reale di persone. Prima a Torino, poi in in Lombardia, Campania, Lazio, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia. Gli obiettivi sono almeno 9 (dal taglio dell’Irap ai crediti d’imposta fino alla certezza dei pagamenti)  ma tutti riconducibili sotto un unico motto che si riassume con la richiesta del taglio delle tasse. Le imprese che resistono hanno il sostegno di Api Torino Casartigiani e Sialp. E hanno già raggiunto più risultato. Non solo creare un punto d’incontro e dialogo in cui i partecipanti al blog fanno il punto sugli aggiornamenti fiscali. Ma anche spingere le classiche associazioni di categoria dell’artigianato e del commercio a pensare se sia o meno il caso di organizzare manifestazioni di piazza.

Le Confcommercio del Friuli stanno valutando l’idea di movimentare gli associati contro la   burocrazia che vale 1 punto percentuale del Pil. Stesso discorso per gli artigiani del Veneto. Ma soprattutto hanno capito che per evitare che le promesse fiscali del governo restino chiacchiere bisognerà alzare la voce.  Altra consapevolezza che aumenta tra le Pmi e le Partite Iva è quella della trasversalità. Un solo obiettivo - il taglio delle tasse - si persegue unendo più voci. Così non stupisce se i vertici di Confapi e i sindacati parlino di convergenze. «Condividiamo pienamente la posizione espressa   dal segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni sulla necessità di  ridurre le tasse a tutti i protagonisti del nostro sistema economico», ha affermato  Paolo Galassi, presidente di Confapi, «lo diciamo da tempo:  urge un piano di revisione del carico fiscale sia sulle imprese che sui lavoratori, poiché la crisi ha reso il peso delle imposte davvero insostenibile». «E’ presto per parlare di ripresa», ha proseguito Galassi, «la fase negativa ha subito solo una battuta d’arresto. I dati diffusi  dall’Istat sul calo della produzione industriale infatti   sono tutt’altro che rassicuranti e confermano che mentre altre nazioni, come la Germania, crescono oltre le stime, l’Italia è ancora intrappolata». E allora sempre più imprenditori si uniscano sul web per trovare una lingua comune contro la pressione fiscale e la burocrazia.




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