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Apicoltori italiani in crisi

Il 38% pensa di abbandonare

Apicoltori italiani in crisi
Una vera e propria fuga dalla campagna: il 38% degli apicoltori italiani sta pensando di abbandonare la propria attività di fronte alle difficoltà che il settore sta attraversando da lungo tempo ormai. Tra le cause, l’alto numero di api scomparse per l’utilizzo dei nuovi pesticidi, in particolare nelle regioni dell’Italia del Nord. La conferma di questi dati arriva dal comitato che organizza la “Settimana del miele”, in programma a Montalcino tra il 12 e il 14 settembre, uno degli eventi più importanti del settore.
Già il 10% degli apicoltori amatoriali ha gettato la spugna: “E’ un gravissimo segnale di allarme”, dichiara Hubert Ciacci, presidente della “Settimana del miele”. Che continua: “Non solo perchè gli apicoltori avrebbero il diritto di svolgere il proprio lavoro, come sancito dalla costituzione. Ma anche perchè rappresentano le 'sentinelle’ delle nostre campagne, tra i pochi che ancora vigilano regolarmente e con grande attenzione nei territori silvestri e meno frequentati. Non dimentichiamo inoltre che le api sono assolutamente indispensabili all'agricoltura: dalla loro impollinazione dipende il 75% della frutta e della verdura che consumiamo. L'esodo degli apicoltori può comportare anche un incalcolabile danno economico: se si considera il servizio di impollinazione la posta in gioco è pari a 2,5 miliardi di euro”.
In Italia sarebbero 50.000 gli apicoltori professionisti, vale a dire quelli che possiedono più di 250 arnie, con 1,1 milioni di alveari, per un business da 60 milioni di euro. Ma le molti api morte comportano dei costi sempre maggiori. “Rimpiazzare una singola famiglia di api costa mediamente 100 euro, che moltiplicati per 250 arnie fanno 25.000 euro”, precisa Francesca Panella, presidente dell’Unione nazionale degli apicoltori italiani, “la moria delle api implica poi una minore produzione di miele a cui fa fronte un prezzo del miele sostanzialmente stabile”. Nel 2008 si è registrata una contrazione del 50% del raccolto sul territorio nazionale.
L’identikit dell’apicoltore – Laureato, appassionato, amante della natura: è questo il ritratto dell’apicoltore italiano, animato da grandissima passione per il proprio mestiere. Il 60% è diplomato, il 20% laureato, sono abbonati a pubblicazioni specialistiche e si fanno vivi ai molti convegni sull’argomento, in molti casi hanno proprio una cultura botanica. Un po’ sognatori, ora alle prese con una difficile realtà.

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