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Alitalia, "giornata lunga"

Bonanni fischiato

Alitalia, "giornata lunga"
Nei giorni scorsi si era mostrato ottimista, oggi definisce “lunga e intensa” la giornata di colloqui per il nuovo piano Alitalia. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha presenziato al nuovo round assieme al ministro dei Trasporti Altero Matteoli e ai sindacati, mentre la Cai è rappresentata dall’amministratore delegato Rocco Sabelli. Non è mancato ovviamente il commissario straordinario, Augusto Fantozzi.
Giornata lunga ed intensa con tanto di fischi per il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che si è beccato le proteste dei lavoratori di Alitalia riuniti davanti al ministero del Welfare. “Vergogna, non devi firmare”, gli hanno urlato, aggiungendo poi un “Buffone, da qui non uscirai”. Affissi volantini in stile manifesto funerario in cui viene annunciata la morte dell'azienda l'11 settembre 2008. I dipendenti hanno anche esposto cartelli con le scritte “Vogliamo un futuro anche noi assistenti di volo precari”. Slogan anche contro l’esecutivo: “Berlusconi vai a casa, Governo dimettiti”. Sacconi ha parlato ai microfoni di Sky Tg 24: “Dobbiamo essere ottimisti, ma caricandoci ognuno delle proprie responsabilità. Noi dobbiamo capire che la cosa essenziale è salvare l’azienda e 20mila posti di lavoro. Il governo deve conservare la compagnia italiana con vincoli per chi acquista. È auspicabile la presenza di partner internazionali ma non gli deve essere data la possibilità di scalare. Sicuramente bisogna chiedere più flessibilità del lavoro, ma i contratti vanno contrattati”.
Lascia trasparire ottimismo anche l'amministratore di Compagnia aerea italiana, Rocco Sabelli: “I problemi ci sono, la cosa è seria ma sono sereno”. Nel suo intervento al tavolo di confronto al ministero del Lavoro ha detto: “Mi sento di confermare tutta la validità del piano presentato, un piano di crescita che mira a trasportare più passeggeri e più ricavi”. In giornata l'ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, incontrerà il presidente lombardo Roberto Formigoni, per un colloquio su Alitalia e il sistema aeroportuale.

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Commenti all'articolo

  • curatola

    12 Settembre 2008 - 12:12

    che senso ha invitare il tacchino alla festa del Ringraziamento ? Si attui la soluzione Alitalia partendo dal suo fallimento e non prima ! Per il fallimento non serve l'approvazione di nessuno. Fa specie che gli italiani disapprovino soluzioni che dispiacciano ad una minoranza anche se valide. Vogliono porre delle condizioni anche quando queste non vengono accettate. Vogliono le regole ma anche le deroghe... ecc. ecc. siamo fatti così !

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  • gasparotto

    12 Settembre 2008 - 12:12

    Alitalia è da portare al cimitero, essendo a conti fatti uno zombi che cammina, anzi che vola. Di questo fallimento dice bene lastof...sono responsabili i tanti scioperi sia dei piloti che di altro personale. Io ne so qualcosa, essendo rimasto a terra più di una volta per colpa loro. Però , se i piloti si oppongono al contratto unico della nascente compagnia, hanno ragione. Si parla tanto di professionalità e meritocrazia, poi all'atto pratico si fa un unico calderone. Ai piloti, stessi onori ed oneri dei fancazzisti non sta bene. Io ne so qualcosa, essendo stato retribuito per anni in virtù di un contratto unico , che mise insieme "cani e porci". Specificità nella unicità fu lo slogan. Oggi ne paghiamo ancora le conseguenze. Non si può trattare allo stesso modo Manet o Picasso ed il loro corniciaio.Sono due cose divese, molto diverse.

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  • moicano

    11 Settembre 2008 - 15:03

    Per anni abbiamo creduto che i sindacati, allontanandosi dalle reali esigenze dei lavoratori, fossero la causa di situazioni disastrose nell'apparato pubblico. Oggi abbiamo capito che i dipendenti (almeno in parte) li hanno superati, rifiutandosi di vedere la realtà delle cose quando anche il sindacato, per una volta, si toglie i paraocchi e l'ovatta dalle orecchie e prende atto della situazione e della necessità di alcune decisioni da prendere. Probabilmente i troppi anni di gestione statale hanno creato una assuefazione ai privilegi che è dura da debellare. Non si aspettino, questi signori, la solidarietà degli italiani. Troppe volte siamo rimasti a terra per gli scioperi, indetti, tra l'altro, sempre nei giorni di maggiore afflusso, per creare più disagi possibili ai passeggeri, e volti a chiedere sempre di più. Ma i tempi sono cambiati e la situazione odierna non permette a questi signori di ricattare nessuno e, se non vengono a compromessi, a terra ci rimarranno loro.

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